europe

Le donne dei film porno non esistono

Syndrome Magazine porno

Dev’essere per questo che la maggior parte degli uomini a letto non sa fare granché: hanno tutti imparato quel che sanno guardando i film porno.

Il guaio è che sono fatti da altri uomini, che hanno imparato a loro volta guardando altri film porno… Insomma: un loop infinito.

È per questo che ci troviamo mediamente per le mani uomini convinti che la femmina standard sia una sottospecie di gatta in calore, una che gira per casa in guêpière e senza mutande, che esce dalla doccia regolarmente avvolta in un asciugamano da bidet, che dorme a pancia all’aria con la parte posteriore cosparsa di burro di arachidi per qualsiasi evenienza.

La colpa è degli uomini che fanno i porno.

Qualsiasi film porno che si rispetti inizia con una lei che non vuole assolutamente farlo: insegnanti in minigonna e camicetta di tre taglie più piccola che si piegano per raccogliere il gessetto, casalinghe che aprono la porta in lingerie e calze a rete, amiche che inciampano e cadono casualmente sulla fava di qualcuno: ma nessuna che fosse partita da casa con l’idea di fare sesso. Anzi.

Alla narrazione, bastano circa due secondi di finta negazione, giusto un «Mamma Ciccio mi tocca», e si può passare a «Ciccio toccami che mamma non c’è…»!

Il far finta di non starci serve. Perché dà al maschio la sensazione che abbia trasformato un’educanda, a cui la vita ha negato qualsiasi gioia del sesso, in una buttanazza senza confine, una zoccola tale che, con il rosario che stava sgranando fino a poco prima, si lega da sola alla sponda del letto.

E così il film arriva all’erezione.

Di quel che piace alla donna ancora non se n’è vista mezza traccia.
Ma lo sai solo tu, donna, che stai guardando il film porno.

Tu che dietro a quell’erezione vedi: tre ore dal parrucchiere per tinta e piega, due dai cinesi che ti hanno fatto le french, l’estetista che Dio la stramaledica per la ceretta, due paia di collant sfilati prima di riuscire a infilarne uno con quelle unghie lunghe dieci centimetri, un’altra ora buona per lo smokey eyes da battona e quelle 30/40 bestemmie per occhio per far venire dritto l’eye-liner.

Ci vuole meno tempo a realizzare un carro di Viareggio.
Per te che fai la porno star non è un problema: ti pagano, è lavoro. Non hai altro da fare, lo fai. Ma sappi che stai facendo credere a tutti gli uomini che guarderanno il tuo porno che una donna normale abbia tutto sto tempo da buttare!

Che poi… Passo tutto il pomeriggio a prepararmi? Mma chi me la leva una notte di sesso selvaggio?!!!
MA QUANDO MAI?…
Sempre dieci minuti dura.

E allora, scusa, ma visto che ‘ste brutte abitudini le hai prese dai pornazzi, continua a guardarti quelli!

E quindi finisce che piazzi il partner davanti a Youporn:
«La fatica l’ha già fatta lei… Guarda e ispirati!».

Un po’ come quando metti i figli davanti ai cartoni animati così tu hai il tempo di andare al cesso e farti una doccia veloce.

Maledetti porno… Che hanno come unico interesse l’erezione.
Necessaria, ovvio. Che senza quella non si fa nulla.
Ma che cosa viene dopo?… Su, provate a dire…

Esatto. Il pompino.

Nel film, se un rapporto dura 30 minuti 28 sono di pompino.
Se nella vita reale si mantenessero queste proporzioni, qualsiasi donna accoppiata girerebbe con la mandibola slogata. O perlomeno con qualche difetto di linguaggio, difficoltà di articolazione delle parole, irrigidimento dei muscoli facciali, contrazione improvvisa dei muscoli vocali, perdita di bava.

«Amore, piccola, ti è piaciuto?».
«ABABABBBAHAAABAAAA».

Ma per forza: 30 minuti, 28 di pompino, hai in bocca una cotoletta, come vuoi parlare?…

Ma veniamo (…veniamo nel senso di plurale majestatis ovviamente, ndr) al momento clou: il finale. I secondi prima dell’eruzione.

La donna finora ha passato 8 ore fra prepararsi, agghindarsi e succhiare e lui sta per venire. Clitoride, orgasmo vaginale, punto G saltati a piè pari.

Almeno dammi una gioia: vuoi far godere anche me?…
Dimmi che mi regali un paio di scarpe di Jimmy Choo.

Macché. Non c’è tempo per nient’altraltro: a questo punto c’è l’inondazione di yogurt intero, che DEVE centrare la faccia.

E, quando questo avviene, nel film, lei è tutta soddisfatta perché ha raggiunto il suo obiettivo: avere la faccia completamente imbrattata di bianco d’uovo rappreso. Nel film…

Nella realtà?…

Mentre lui ti deposita colla vinilica in faccia a te esce solo una frase:
«Ma porca di una puttana troia: 100 euro di parrucchiere e due ore di smokey eyes, almeno fammeli durare fino a stasera!!!».

I film porno non vanno oltre ma, secondo me, anche le porno star, a telecamera spenta, tornano in camerino, si guardano allo specchio e dicono:
«Ma tu guarda che cazzo di casino che ha combinato questo…!».

donne porno

Dev’essere per questo che la maggior parte degli uomini a letto non sa fare granché: hanno tutti imparato quel che sanno guardando i film porno.

Il guaio è che sono fatti da altri uomini, che hanno imparato a loro volta guardando altri film porno… Insomma: un loop infinito.

È per questo che ci troviamo mediamente per le mani uomini convinti che la femmina standard sia una sottospecie di gatta in calore, una che gira per casa in guêpière e senza mutande, che esce dalla doccia regolarmente avvolta in un asciugamano da bidet, che dorme a pancia all’aria con la parte posteriore cosparsa di burro di arachidi per qualsiasi evenienza.

 

La colpa è degli uomini che fanno i porno.

Motorcycle Details

Qualsiasi film porno che si rispetti inizia con una lei che non vuole assolutamente farlo: insegnanti in minigonna e camicetta di tre taglie più piccola che si piegano per raccogliere il gessetto, casalinghe che aprono la porta in lingerie e calze a rete, amiche che inciampano e cadono casualmente sulla fava di qualcuno: ma nessuna che fosse partita da casa con l’idea di fare sesso. Anzi.

Alla narrazione, bastano circa due secondi di finta negazione, giusto un «Mamma, Ciccio mi tocca», e si può passare a «Ciccio, toccami che mamma non c’è..!».

Il far finta di non starci serve. Perché dà al maschio la sensazione che abbia trasformato un’educanda, a cui la vita ha negato qualsiasi gioia del sesso, in una buttanazza senza confine, una zoccola tale che, con il rosario che stava sgranando fino a poco prima, si lega da sola alla sponda del letto.

E così il film arriva all’erezione.

Di quel che piace alla donna ancora non se n’è vista mezza traccia.
Ma lo sai solo tu, donna, che stai guardando il film porno.

Tu che dietro a quell’erezione vedi: tre ore dal parrucchiere per tinta e piega, due dai cinesi che ti hanno fatto le french, l’estetista che Dio la stramaledica per la ceretta, due paia di collant sfilati prima di riuscire a infilarne uno con quelle unghie lunghe dieci centimetri, un’altra ora buona per lo smokey eyes da battona e quelle 30/40 bestemmie per occhio per far venire dritto l’eye-liner.

n575100324_2993598_6236247

Ci vuole meno tempo a realizzare un carro di Viareggio.
Per te che fai la porno star non è un problema: ti pagano, è lavoro. Non hai altro da fare, lo fai. Ma sappi che stai facendo credere a tutti gli uomini che guarderanno il tuo porno che una donna normale abbia tutto ‘sto tempo da buttare!

Che poi. Passo tutto il pomeriggio a prepararmi. E chi me la leva poi una notte di sesso selvaggio?
MA QUANDO MAI?
Sempre dieci minuti dura.

E allora, scusa, ma visto che ‘ste brutte abitudini le hai prese dai pornazzi, continua a guardarti quelli!

E quindi finisce che piazzi il partner davanti a YouPorn:
«La fatica l’ha già fatta lei…Guarda e ispirati!».

Un po’ come quando metti i figli davanti ai cartoni animati così tu hai il tempo di andare a farti una doccia veloce.

Maledetti porno…che hanno come unico interesse l’erezione.
Necessaria, ovvio. Che senza quella non si fa nulla.
Ma che cosa viene dopo? Su, provate a dire…

Esatto. Il pompino.

Nel film, se un rapporto dura 30 minuti, 28 sono di pompino.
Se nella vita reale si mantenessero queste proporzioni, qualsiasi donna accoppiata girerebbe con la mandibola slogata. O perlomeno con qualche difetto di linguaggio, difficoltà di articolazione delle parole, irrigidimento dei muscoli facciali, contrazione improvvisa dei muscoli vocali, perdita di bava.

«Amore, piccola, ti è piaciuto?».
«ABABABBBAHAAABAAAA».

Ma per forza: 30 minuti, 28 di pompino, hai in bocca una cotoletta, come vuoi parlare?

Ma veniamo (veniamo nel senso di plurale majestatis ovviamente, ndr) al momento clou: il finale. I secondi prima dell’eruzione.

La donna finora ha passato 8 ore fra prepararsi, agghindarsi e succhiare e lui sta per venire. Clitoride, orgasmo vaginale, punto G saltati a piè pari.

Almeno dammi una gioia: vuoi far godere anche me?
Dimmi che mi regali un paio di scarpe di Jimmy Choo.

Macché. Non c’è tempo per nient’altro: a questo punto c’è l’inondazione di yogurt intero, che DEVE centrare la faccia.

E, quando questo avviene, nel film, lei è tutta soddisfatta perché ha raggiunto il suo obiettivo: avere la faccia completamente imbrattata di bianco d’uovo rappreso. Nel film.

Nella realtà?

Mentre lui ti deposita colla vinilica in faccia a te esce solo una frase:
«Ma porca di una puttana troia: 100 euro di parrucchiere e due ore di smokey eyes, almeno fammeli durare fino a stasera!»

I film porno non vanno oltre ma, secondo me, anche le porno star, a telecamera spenta, tornano in camerino, si guardano allo specchio e dicono:
«Ma tu guarda che cazzo di casino che ha combinato questo..!»