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Odio l’estate: afa, zanzare e gente che non si lava

Io non ci credo che esista davvero gente che ama l’estate.

odio l'estateCioè. Capisco se vivi in riva al mare, perennemente in costume da bagno, che se hai caldo ti getti in acqua. Ma quelli che vivono in una città, che dell’estate si beccano solo l’afa, le notti insonni, l’asfalto rovente, l’auto sotto il sole, le mosche e le zanzare, che cosa esattamente adorano di questa stagione?

 

Iniziamo con le zanzare. Quello che mi stupisce è rendermi conto che, anno dopo anno, la mamma delle zanzare resti sempre una gran puttana. Io mi ricordo, anni fa, che le zanzare erano piccoli moscerini che comparivano all’imbrunire. Bastava chiudessi le finestre per mezz’oretta e il resto del tempo potevi anche vivere all’aperto.

Adesso?… Ti metti in giardino a mezzogiorno sotto il sole rovente a 40 gradi e, tempo qualche secondo, arriva un intero plotone di vampiri assetati a succhiarti il sangue. Sono compe i cantanti spagnoli: aspettano l’estate per romperti i coglioni.

L’estate per chi vive in città è sinonimo di caldo insopportabile: qualsiasi vestito è insopportabile, fai una doccia e, tempo 5 minuti, sei di nuovo appiccicata come prima.

Per non parlare del look… Qualsiasi cosmetico metti in faccia COLA ti come una candela, i capelli non c’è altra pettinatura che legati a coda di cavallo: il look estivo di inizio stagione è “bianca cadaverica sciattata”.

È per questo che tocca andare al mare: per prendere un po’ di colore.

Ed eccoci lì, tutti in coda, nell’esodo classico che conduce tutti verso i luoghi di villeggiatura. C’è crisi ma su tutti i profili social non mancano mai le foto di Formentera e di Porto Cervo: le città di svuotano e la stessa gente che incontri tutti i giorni sui mezzi pubblici te la ritrovi in spiaggia.

E l’unico vantaggio è che, almeno in spiaggia, qualche bagno lo fanno.

Quindi, ricapitolando: arriva l’estate, passi giugno e luglio bianca come una mozzarella, sfatta come una mappina, sciatta come Britney Spears e anemica, migri verso un lettino da spiaggia dove spendi tutti i tuoi risparmi per poter prendere un po’ di colore.

Poi, rientri a casa, fai una doccia sei bianca come prima.

Ah, poi. Altra piaga.
Ma perché la gente si sposa sempre d’estate quando ci sono 45 gradi all’ombra? Avete deciso di voler avviare questo percorso di sofferenza, ma che c’entriamo noi? Vuoi sposarti in luglio? Organizza in riva al mare, cazzo. Almeno gli invitati possono venire in infradito e costume da bagno.

Quest’anno ho deciso: vacanze in Scandinavia. Una bella felpa a collo alto, pioggerellina gradita, cioccolata calda, la neve sulle cime delle montagne, spiagge con acqua gelida e inavvicinabile.

E a chi invece andrà al mare… Coraggio. Mancano solo 175 giorni a Natale.

Io non ci credo che esista davvero gente che ama l’estate.

Cioè. Capisco se vivi in riva al mare, perennemente in costume da bagno, che se hai caldo ti getti in acqua.

Ma quelli che vivono in una città, che dell’estate si beccano solo l’afa, le notti insonni, l’asfalto rovente, l’auto sotto il sole, le mosche e le zanzare, che cosa esattamente adorano di questa stagione?

Iniziamo con le zanzare. Quello che mi stupisce è rendermi conto che, anno dopo anno, la mamma delle zanzare resti sempre una gran puttana.

Io mi ricordo, anni fa, che le zanzare erano piccoli moscerini che comparivano all’imbrunire. Bastava chiudessi le finestre per mezz’oretta e il resto del tempo potevi anche vivere all’aperto.

Adesso?… Ti metti in giardino a mezzogiorno sotto il sole rovente a 50 gradi che pure le lucertole se ne stanno all’ombra e, tempo qualche secondo, arrivano: un intero plotone di vampiri assetati del tuo sangue.

 

 

 

 

 

Sono come i cantanti spagnoli: aspettano l’estate per romperti i coglioni.

L’estate per chi vive in città è sinonimo di caldo insopportabile: qualunque vestito è impossibile da indossare, fai una doccia e, tempo 5 minuti, sei di nuovo appiccicata come prima.

Per non parlare del look… Qualsiasi cosmetico metti in faccia COLA ti come una candela, i capelli non tengono altra pettinatura che legati a coda: praticamente sei una cavalla bianca cadaverica e con il rimmel sbavato.

È per questo che tocca andare al mare: per prendere un po’ di colore.

Ed eccoci lì, in coda, nell’esodo classico che conduce verso i luoghi di villeggiatura.

C’è crisi ma su tutti i profili social non mancano mai le foto di Formentera e di Porto Cervo: in pratica, le città di svuotano e la stessa gente che incontri tutti i giorni sui mezzi pubblici te la ritrovi in spiaggia.

Forse l’unico vantaggio è che, almeno in spiaggia, qualche bagno lo fanno.

Quindi, ricapitolando: arriva l’estate, passi giugno e luglio bianca come una mozzarella, sfatta come una mappina, sciatta come Britney Spears e anemica come una rapa, migri verso un lettino da spiaggia dove spendi tutti i tuoi risparmi per poter prendere un po’ di colore.

Stai un mese sotto il sole per prendere un po’ di colore, poi, rientri a casa, fai una doccia sei bianca come prima.

Il vaffanculo ti viene automatico.

Quest’anno ho deciso: vacanze in Scandinavia. Una bella felpa a collo alto, pioggerellina gradita, cioccolata calda, la neve sulle cime delle montagne, spiagge con acqua gelida e inavvicinabile.

E a chi invece andrà al mare voglio dire: coraggio. Mancano solo 175 giorni a Natale.