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Tutti eroi finché non arriva una cimice

Avete mai sottoposto il vostro uomo, il vostro eroe, quello che non deve chiedere MAI, alla prova della cimice?

Fatelo, ne uscirete con qualche idea in più e molte certezze in meno.

Perchè lui è un salutista, va a correre un giorno sì ed uno no.
Fa l’abbonamento annuale alla palestra.
Sta piantato per ore davanti allo specchio del bagno a rimirare i quadricipiti e i deltoidi.

Però non sopporta le cimici, quegli animaletti verdi che se li schiacci ti lasciano una puzza maledetta ovunque. E quindi, di fronte all’insetto – che non misura più di un centimetro – il nostro eroe ha tutta una serie di reazioni sproporzionate.

Di fronte alla cimice domestica, la maggior parte si irrigidisce, indica l’intruso con occhio sbarrato e con voce tremante ti implora di “tirarla via da lì”.

Ma ci sono casi gravi, con uomini che alla vista della povera cimice vengono colti da tachicardie, emettono urla agghiaccianti e, armati di crocefisso, saltano sopra alla sedia impagliata, con il rischio concreto di finire al pronto soccorso a far figure da vergogna.

Quindi arrivi tu, la sua dolce metà, che dalla mattina di cimici ne avrai già fatte fuori almeno una dozzina, e dotata di fazzolettino liberi il campo dal pericolosissimo insetto, sorridendo al tuo campione, riportando la pace in casa e pensando tra te e te che tra tutti i parassiti che ogni giorno ti circondano, in casa e al lavoro, la povera cimice sia proprio il minore dei mali.