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Un bel “niente” vi seppellirà

panda

 

niente seppellirà

 

 

Proprio oggi pensavo … a niente.

Cioè, mi spiego. Non è che avevo il cervello rilassato e svuotato, figuriamoci. Piuttosto pensavo a questo cliché dei niente delle donne che, spesso, sono l’avviso di una catastrofe imminente. Ci si scherza beatamente ma si tratta di un cliché che, come spesso accade, affonda le radici nella realtà.

Il punto che resta scoperto però è: vi siete mai chiesti come sarebbe il mondo se smettessimo di dire niente e cominciassimo, davvero, a dire sempre e comunque quello che intendiamo sottendere a quel niente?

Ho provato a immaginare una piccola lista di niente e del loro significato, una piccola legenda che può essere utile a molti:

Niente di un giorno qualunque- “Dovresti saperlo, è da quando ti conosco che te lo dico: 9 anni fa, oggi, a quest’ora, è morto il mio criceto Riky. Sei un insensibile pezzo di merda”

Niente del bucato- “Ti avevo chiesto di stendere il bucato non di appallottolarli sullo stendi panni”

Niente di un altro bucato- “Non ti avevo detto di stendere i panni, perché lo hai fatto? Mi rilassa stendere i panni, e adesso come faccio a rilassarmi? Grazie tanto, non merito neanche un po’ di riposo, io.”

Niente acquatico- “Magari se tu lavassi i piatti senza fare il lago in cucina, lago che poi devo pulire io, adesso potrei riposarmi”.

Niente esistenziale- “No, davvero non ho niente ma sto così, mi prende così“.

Niente ciclico- “Inutile che ti spieghi cos’ho, tanto diresti che è la sindrome premestruale”.

Niente ri-ciclico- “Ho fame, sonno, mi viene da piangere, puzzo, credo che le infradito abbiano irrimediabilmente deformato i miei piedi tra l’alluce e … come si chiamano le dita dei piedi? No scusa, non voglio parlarne, perché poi mi prenderesti sul serio e invece ho solo la sindrome premestruale”.

Niente emicranico- “Ho mal di testa. Non è una scusa per non fare l’amore. Non mi credi? Allora vedi che è meglio quando ti dico che non ho niente?”.

Niente emicranico e casto- “Ho mal di testa. E’ una scusa perché in realtà non mi va di fare l’amore.”

Niente inquietante- “Le mie tette sono inquietanti. Come sarei con meno tette? Mi ameresti? Non credo proprio, perché sei un superficiale.

Niente di comodo- “Voglio un pene. No, non è come pensi. Non ha a che fare con il sesso, ne vorrei solo uno mio, proprio, per quando devo fare pipì all’autogrill o in campeggio.

Niente irsuto- “Sono già piena di peli eppure mi sono depilata mercoledì! Ah, no, era mercoledì ma del mese scorso maledizione. Adesso, comunque, non ho voglia, tanto tu non te ne accorgerai, perché non mi ami più. Ormai mi tocchi per abitudine. Poi un giorno, per sbaglio, mi vedrai meglio, alla luce del sole e ti accorgerai di come sono pelosa, allora mi lascerai per una donna ventenne glabra e ricca che non dice mai niente e io morirò sola e irsuta.

Niente “a posteriori” 1 – “Ti ho visto che guardavi il culo di quella”.

Niente “a posteriori” 2 – “No, scusa, stavo guardando il culo di quello”.

Niente “a posteriori” 3 – “No scusa, stavo guardando anch’io il culo di quella”.

Niente inevitabile-    “Ti ho spiegato, due secondi fa, che sono triste ma tu non mi hai ascoltato, non mi ascolti mai”.

Niente fatalista 1 – “Ho già 30 anni, la vita scorre, già vedo le prime rughe, i capelli bianchi. Oddio, e quella è una macchia dell’età? Lo so, tu sei tranquillo perché invecchierai meglio di me. Tutti gli uomini invecchiano meglio, no? Ti verranno dietro le ventenni fighe, glabre e ricche e io morirò sola, irsuta e rugosa”

Niente fatalista 2 –“Ho già 30 anni ma non sono come le altre! Io so che invecchierò bene.

“Ma tu amore non sei vecchia”. Dovresti dirmi questo ma tu sei un insensibile che non si ricorda neanche del mio criceto Riky, figuriamoci.

Comunque, tu avrai paura della mia sicurezza di donna matura e ti rifugerai nella frivola spensieratezza della solita ventenne figa, glabra e ricca e io morirò sola, irsuta, rugosa e poco frivola”

Niente menefreghista- “Davvero, non ho niente: non ti penso proprio, ma chi ti calcola”

Niente contorto- “Ti ho detto che non ho niente e tu non hai insistito a chiedere come sto?! Complimenti”.

Niente col sorriso- “Sto bene così, sono me stessa e mi piace. Ho detto niente perché pensavo a questo e non niente da aggiungere. Sono felice”.

Ecco, di certo, l’ultimo niente, quello del sorriso, è il più auspicabile. MA gli altri sono comunque molto probabili. Ora, non ci resta che valutare cosa sia meglio:

Dire Niente o dire Tutto.