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A lezione di Girl Power!

Parliamo un attimo di Girl Power.
Ieri sera ho visto un bellissimo film su Netflix.
O meglio, avrei voluto vederlo ma in realtà faceva pietà.
La prima mezz’ora mi è bastata per farlo salire in cima alla mia personale classifica di pellicole che “se mi facevo una lezione di urdu online, mi divertivo di più”.
È un film francese tra le proposte novità, si chiama “Non sono un uomo facile”. Ma non cercatelo.
In ogni caso, l’idea c’è: uno sciupafemmine si risveglia in un mondo in cui il girlpower regna sovrano, le tipe gli suonano al semaforo, gli chiedono favori sessuali per la carriera. E finalmente capisce che è uno stronzo.
Quindi, come vi dicevo, la trama c’era, poteva diventare una pellicola portata ad esempio ai posteri per la sua veemente denuncia sociale.
E invece.
A parte che il mondo si capovolge solo perché il protagonista sbatte la testa contro un palo, che già… non saremo troppo originali, cari i miei sceneggiatori? Ma poi, ci tocca vedere scene in cui gli uomini si fanno cerette e maschere copriocchiaie.
Ora: io sono una donna, lo sono per la mia conformazione fisica, anche se non ho le tette, e per un mucchio di altre cose. Davvero. Per tante cose MA NON PER LE MASCHERE COPRIOCCHIAIE.
Darò forse una delusione al mondo ma non ho MAI fatto una maschera in vita mia, o forse sì ma non negli ultimi dieci anni e non uso tagliaunghie, lime, forbicine per la manicure, di solito le unghie si spezzano e io finisco l’opera strappandole nel senso di rottura.
Stai facendo un film che sovverta i cliché usandone alcuni davvero banali. Esiste una parola per definire cliché banali? Forse cliché cliché, reiterato?
La verità è che, se il mondo si capovolgesse e le donne prendessero il posto degli uomini, accadrebbero almeno 5 cose importanti davvero. Mica quisquilie.
Le donne:
1. Potrebbero buttare via l’agenda con tutti i compleanni dell’albero genealogico completo del loro marito, fidanzato, amante. Non dovrebbero più mandare messaggini tipo “Fatti gli auguri a Gianni?”
“Gianni chi?”
Tuo padre.”
2. Smetterebbero di farsi i complimenti davanti e accoltellarsi alle spalle e starebbero a giocare a poker e scoreggiare mentre gli uomini nella stanza accanto si farebbero complimenti e “OMMIODDIO MA SEI FA-VO-LO-SO!”
3. Potrebbero tornare a casa la sera senza bisogno di spray al peperoncino nella borsa, che tanto quando ti serve “chissà dove cazzo l’ho messo” e poi la volta che lo usi te lo spari negli occhi e ciao core.
4. Pagherebbero la cena, loro! Mica farebbero finta di apprezzare l’emancipazione degli uomini per risparmiare sul conto. Sarebbero galanti solo perché gli va, e niente battute su “mi costava meno uno gigolò” con le amiche. Siamo signore mica a caso.
5. Lascerebbero le mutande in giro, incastrate nel pigiama, incastonate in fondo al letto e gli uomini non glielo farebbero notare ma le metterebbero nel cesto della roba sporca pensando “va be’, l’importante è che le indossino“.
Già perché, anche se il mondo si capovolgesse, il maschilismo continuerebbe a esistere. Come il femminismo. Perché ci sono uomini che sono maschilisti e uomini che non lo sono, e donne che… altrettanto.
Mi rendo conto che per cercare di smontare i cliché si debba partire dai cliché, però che palle mamma mia.
Siamo persone prima che donne o uomini, coi nostri pregi e i nostri difetti, le nostre cerette e non. Siamo diversi. Le generalizzazioni sono banali, noi molto meno. Di certo, quello che ci differenzia non lo è mai.
Eppure su una cosa convergiamo, ieri sera ne ho avuto la prova: quando i film sono brutti, ci annoiamo allo stesso modo.
Pensa te che storia.