italy

A pranzo con Jessica Fletcher

Jessica Fletcher, la Signora in Giallo, pranzo

C’è chi pranza con il tg ma non lo ascolta.
Chi pranza con il tg, lo ascolta e si avvelena la digestione.
Chi pranza un’insalata veloce con le amiche, stile Sex and the city versione super diet.
Chi pranza con 200 grammi di carbonara che tanto ha il metabolismo veloce.
Chi pranza con una carota e un sedano che tanto ha il metabolismo lento.
C’è chi non pranza proprio.
C’è chi pranza da solo, in silenzio.
C’è chi pranza con la radio.
C’è chi pranza con una mano perché con l’altra è al pc o al telefono.
C’è chi pranza male, in piedi e a rate perché fa il cameriere e deve far pranzare gli altri.
E poi ci sono io, che pranzo con la Signora in Giallo.
La Signora in Giallo è una garanzia per me.
C’è stato un periodo, nella mia infanzia, in cui la confondevo con la tipa dello spot dei Ferrero Rocher, quella di “Ambrogio, ho un languorino”.
Tipa di classe, lei, elegante nonostante fosse vestita interamente di giallo, cappello con falda compreso. Non solo aveva un tal Ambrogio che la scorrazzava ovunque, ma aveva un Ambrogio che la scorrazzava con un’auto dotata di mini vano automatico contenente una torretta di cioccolatini. UNA TORRETTA- non una banale scatola.
Come non invidiarla.
Ma nonostante questo, non è su di lei che ho incentrato i miei modelli di vita. Non credo di voler passare il pranzo con una vestita di giallo da capo a piedi che di punto in bianco ha un languorino invece di una sana fame.
Io sono più una da “Ho voglia di una teglia di lasagne” ecco.
O, se proprio dovessi decidere di pranzare con i Ferrero Rocher, ci vorrebbe almeno l’intera torretta.
Ben presto, dunque, ho capito che il mio modello di vita è la Signora in Giallo, quella vera, insomma Jessica Fletcher.
Jessica non mangerebbe mai un’intera teglia di lasagne e “Misericordia!” non sostituirebbe certo il pranzo con i cioccolatini.
Jessica però, sarebbe quella che cucina per me.
Sarebbe la signora che mi invita a pranzo perché ha preparato il polpettone con le sue mani, mani perfettamente curate.
Jessica è un che pulisce il forno con un delicato ma grintoso fazzoletto in testa e una camicia di jeans casual, senza dire parolacce che, notoriamente sciolgono le incrostazioni, ma non si addicono a una personcina di classe. Quando Jessica è arrabbiata si sfila gli occhiali da vista, incrocia le mani sulla sua gonna a vita alta e dice frasi come “Le consiglio di riflettere sulle sue contraddizioni”
Jessica è sempre abbinata perfettamente. Trench grigio, orecchino di perle rosa per un giro in città, camiciola a quadretti su jeans classico se va in campagna, persino in tuta per fare jogging lei è elegante.
Per non parlare di quando è costretta a svegliarsi nel cuore della notte.
Se Jessica sente un botto nella stanza accanto alla sua, non si nasconde sotto le lenzuola, come farei io, non chiama la polizia, come farebbe una persona normale.
No. Jessica, che è una tipa normale ma è pure chic, sguscia dalle coperte con il pigiamino merlettoso, entra nelle ciabatte perfettamente collocate accanto al letto e non esce di stanza prima di essersi infilata la vestaglina in tinta con il pigiama, con le ciabatte e, a ben vedere, in tinta pure con le lenzuola. Ma, per carità, Jessica non è una frivola che di fronte a un omicidio pensa ad acconciarsi. È che a lei riesce incredibilmente spontaneo essere elegante.
E di fronte al corpo inerme dell’ennesima vittima su cui dovrà indagare, corruccia lo sguardo, scuote triste la testa e nel frattempo chiama la polizia, scruta la scena del crimine, nota il particolare invisibile agli occhi dei comuni mortali e risolverà il caso. E ti prepara pure un tè.
Dettaglio da appuntare: Jessica FLetcher non è una bacchettona.
Lei è very very classy ma non imbalsamata. La si può trovare ai balli più chiccosi come nei peggiori bar di caracas: tutto pur di risolvere un caso.
Non solo. Lei viaggia, chiude ogni puntata ridendo e, attenzione: conquista ancora cuori. Insomma nonostante l’età e il dubbio che porti discretamente sfiga, visto che ogni volta che va da qualche parte muore qualcuno, ogni tanto spunta un galantuomo che le fa la corte.
Roba da baciamano e parole tipo “mia cara”. Ci mancherebbe che mi si scadano nel volgare di fronte a una donna che riesce a pulire il forno con il delicato ma grintoso fazzoletto in testa (sì quella scena mi ha sconvolta).
Altro dettaglio non trascurabile: Jessica è una scrittrice famosa.
Una scrittrice di gialli che racconta le storie che le capitano davvero. Ed eccoci arrivati al punto. Ecco che scatta il mito. Jessica vive di una passione. Lei indaga per scrivere e scrive per indagare, vive di storie.
E se per caso uno dei suoi 388 mila nipoti sparsi per il mondo esprimesse il desiderio di scrivere un libro a cui non può dedicarsi per problemi economici, lei gli allungherebbe, sempre con eleganza e manicure perfetta, un assegno “Perché i libri non aspettano” dice lei.
E chi siamo noi per contraddirla.
Ricordo bene quella puntata perché fu proprio allora che La Signora in Giallo che indaga surclassò La Signora in Giallo della torretta di Ferrero Rocher.
Io non seguo la trama, non mi interessa capire chi è l’assasssino:
io pranzo con Jessica per studiare i suoi outfit e appuntarmeli per il futuro, perché sogno di vivere di una passione e soprattutto perché potrei essere una sua nipote. Non si sa mai.

Jessica Fletcher, la Signora in Giallo, pranzo

A pranzo con Jessica Fletcher

C’è chi pranza con il tg ma non lo ascolta.
Chi pranza con il tg, lo ascolta e si avvelena la digestione.
Chi pranza con un’insalata veloce con le amiche, stile Sex and the city versione super diet.
Chi pranza con 200 grammi di carbonara che tanto ha il metabolismo veloce.
Chi pranza con una carota e un sedano che tanto ha il metabolismo lento.
C’è chi non pranza proprio.
C’è chi pranza da solo, in silenzio.
C’è chi pranza con la radio.
C’è chi pranza con una mano perché con l’altra è al pc o al telefono.
C’è chi pranza male, in piedi e a rate perché fa il cameriere e deve far pranzare gli altri.
E poi ci sono io, che pranzo con la Signora in Giallo.
La Signora in Giallo è una garanzia per me.


C’è stato un periodo, nella mia infanzia, in cui la confondevo con la tipa dello spot dei Ferrero Rocher, quella di “Ambrogio, ho un languorino”.
Tipa di classe, lei, elegante nonostante fosse vestita interamente di giallo, cappello con falda compreso. Non solo aveva un tal Ambrogio che la scorrazzava ovunque, ma aveva un Ambrogio che la scorrazzava con un’auto dotata di mini vano automatico contenente una torretta di cioccolatini. UNA TORRETTA- non una banale scatola.
Come non invidiarla.


Ma nonostante questo, non è su di lei che ho incentrato i miei modelli di vita. 
Non credo di voler passare il pranzo con una vestita di giallo da capo a piedi che di punto in bianco ha un languorino invece di una sana fame.
Io sono più una da “Ho voglia di una teglia di lasagne” ecco.
O, se proprio dovessi decidere di pranzare con i Ferrero Rocher, ci vorrebbe almeno l’intera
torretta.
Ben presto, dunque, ho capito che il mio modello di vita è la Signora in Giallo, quella vera, insomma Jessica Fletcher.

Jessica non mangerebbe mai un’intera teglia di lasagne e “Misericordia!” non sostituirebbe certo il pranzo con i cioccolatini.
Jessica però, sarebbe quella che cucina per me.


Sarebbe la signora che mi invita a pranzo perché ha preparato il polpettone con le sue mani, mani perfettamente curate.
Jessica è una che pulisce il forno con un delicato ma grintoso fazzoletto in testa e una camicia di jeans casual, senza dire parolacce che, notoriamente sciolgono le incrostazioni, ma non si addicono a una personcina di classe. Quando Jessica è arrabbiata si sfila gli occhiali da vista, incrocia le mani sulla sua gonna a vita alta e dice frasi come “Le consiglio di riflettere sulle sue contraddizioni”

Jessica è sempre abbinata perfettamente. Trench grigio, orecchino di perle rosa per un giro in città, camiciola a quadretti su jeans classico se va in campagna, persino in tuta per fare jogging lei è elegante.
Per non parlare di quando è costretta a svegliarsi nel cuore della notte.
Se Jessica sente un botto nella stanza accanto alla sua, non si nasconde sotto le lenzuola, come farei io, non chiama la polizia, come farebbe una persona normale.

No. Jessica, che è una tipa normale ma è pure chic, sguscia dalle coperte con il pigiamino merlettoso, entra nelle ciabatte perfettamente collocate accanto al letto e non esce di stanza prima di essersi infilata la vestaglina in tinta con il pigiama, con le ciabatte e, a ben vedere, in tinta pure con le lenzuola.

Ma, per carità, Jessica non è una frivola che di fronte a un omicidio pensa ad acconciarsi. È che a lei riesce incredibilmente spontaneo essere elegante.
E di fronte al corpo inerme dell’ennesima vittima su cui dovrà indagare, corruccia lo sguardo, scuote triste la testa e nel frattempo chiama la polizia, scruta la scena del crimine, nota il particolare invisibile agli occhi dei comuni mortali e risolverà il caso. E ti prepara pure un tè.
Dettaglio da appuntare: Jessica Fletcher non è una bacchettona.
Lei è
very very classy ma non imbalsamata. La si può trovare ai balli più chiccosi come nei peggiori bar di caracas.

Tutto pur di risolvere un caso.
Non solo. Lei viaggia, chiude ogni puntata ridendo e, attenzione: conquista ancora cuori. Insomma nonostante l’età e il dubbio che porti discretamente sfiga, visto che ogni volta che va da qualche parte muore qualcuno, ogni tanto spunta un galantuomo che le fa la corte.
Roba da baciamano e parole tipo “mia cara”. Ci mancherebbe che mi si scadano nel volgare di fronte a una donna che riesce a pulire il forno con il delicato ma grintoso fazzoletto in testa (sì quella scena mi ha sconvolta).


Altro dettaglio non trascurabile: Jessica è una scrittrice famosa.
Una scrittrice di gialli che racconta le storie che le capitano davvero. Ed eccoci arrivati al punto. Ecco che scatta il mito. Jessica vive di una passione. Lei indaga per scrivere e scrive per indagare, vive di storie.

E se per caso uno dei suoi 388 mila nipoti sparsi per il mondo esprimesse il desiderio di scrivere un libro a cui non può dedicarsi per problemi economici, lei gli allungherebbe, sempre con eleganza e manicure perfetta, un assegno “Perché i libri non aspettano” dice lei.
E chi siamo noi per contraddirla.


Ricordo bene quella puntata perché fu proprio allora che La Signora in Giallo che indaga surclassò La Signora in Giallo della torretta di Ferrero Rocher.
Io non seguo la trama, non mi interessa capire chi è l’assassino:
io pranzo con Jessica per studiare i suoi outfit e appuntarmeli per il futuro, perché sogno di vivere di una passione e soprattutto perché potrei essere una sua nipote. Non si sa mai.