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Alabama: donna? No, una bambola col serbatoio

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Prova a immaginare di essere una donna, e se lo sei, immagina te stessa.

Fatto?

Ecco, adesso continua a pensarti senza via di scampo, imprigionata da un corpo maschile, sicuramente più forte e molto, ma molto più violento del tuo, comandato da un cervello crudele e impietoso.

Fatto?

Bene, il corpo di questo bastardo (ma che dico bastardo, ORCO) vìola il tuo, che lo ripudia, e vorresti morire, e preferiresti essere in un mare di merda, almeno avresti braccia e gambe libere per nuotare, e invece no, sei fragile indifesa, e speri soltanto che possa finire al più presto.

Fatto?

Procediamo, immagina: l’orco fa di te ciò che vuole, abusando di ogni parte accogliente del tuo corpo, che hai sognato di riservare all’uomo che ami, o comunque a uno con cui sei TU a decidere di fare l’amore, ma lui picchia e abusa, deciso e sempre più cattivo e convinto di ciò che vuole.

Fatto?

Ok, continua a figurarti l’incubo: lui arriva in fondo (ci siamo capite) fra schiaffi e pugni dolorosi, che affondano nella carne e nell’anima, e si tramutano istantaneamente in ricordo indelebile, già lo senti.

Fatto?

Ha finito, esce da te senza farsi carico di eventuali contagi o gravidanze, tanto che cazzo gliene frega? Sei una bambola col serbatoio.

Fatto?

E adesso cerca di figurarti l’incubo nell’incubo: passa un mese, il ciclo non arriva, compri un test di gravidanza. Poi ne compri un altro. Ancora uno. Un altro ancora perchè per forza devono essere fallati. Leggi e rileggi le istruzioni. Ne compri così tanti che riempi un cassetto intero, tutti positivi. Tutti funzionanti. Sei incinta. Vivi in Alabama, o in un Paese in cui il progetto Pro Vita è diventato realtà.

Fatto?

Sì sorella, era un incubo, tranquilla.

MA RESTIAMO SVEGLIE, GRIDANDO FORTE, SE SERVE A SOPRAVVIVERE AI SOPRUSI.