rubriche

Decisioni di “pancia”

decisioni di pancia

Sono una donna
Sono in menopausa
No, non è una brutta cosa,  non doverti portare dietro assorbenti o tampax e non diventare zombieincazzatacolmondo 5 giorni al mese ha i suoi vantaggi.
Puoi anche darci dentro con il garzone del salumiere  senza precauzioni. In realtà “potresti” perché lui col cavolo che vuole darci dentro con te, c’avrà 25 anni.
Ma, in teoria, nel campo delle possibilità, potresti farlo.
Puoi……………………………………………………………………….
Fanculo! Non mi vengono in mente altre cose cool da aggiungere.

In compenso:

  1. stai zombieincazzatacolmondo 24/7
  2.  la forza di gravità ha la meglio sulle tue tette e i tuoi zigomi (ed inizi a rivalutare quelli di Sabrina Ferilli che stanno su come uno Zeppelin sui cieli della Germania)
  3. dormi da schifo anche dopo la maratona di New York
  4.  mangi come una suora laica vegana e ti viene la pancia

Ecco. Il quarto punto.

Io, che bevevo come un alpino e mangiavo come un camionista in trattoria con la carbonara allyoucaneat rimanendo sempre nei miei 60 chili per 1 metro e 78, all’improvviso, IO, scopro di avere un metabolismo  che trasforma in ciccia anche lo yogurt con il muesli.

Io, che ho ballato la rumba delle diete miracolose, dei mix proteici, dei sostituiti del pasto (che appena mandati giù vedi apparire la Madonna di Medjugorje che ti taglia la pizza), delle amiche che “Ho provato la dieta del minestrone vedrai che miracoli” o “Se mangi l’amatriciana a colazione e i finocchi con lo squalo a cena perdi 7 chili al minuto”

Io, che ho iniziato a frequentare i negozi bio dove trovare soluzioni miracolose al prezzo corrente dei diamanti taglio a cuore: i “SUPERFOOD”. Non ho ancora afferrato esattamente le proprietà della quinoa, ma so perfettamente che sa di trucioli di compensato, e ne ha pure l’aspetto e la consistenza.

Io, che vado a cena con le amiche e ordino un centrifugato di carota e zenzero, divento subito triste e urlo al cameriere: “Aspetta, cancella la centrifuga e portami uno spritz, ma con 2 fette d’arancia che ha la vitamina C che brucia i grassi”

Io, che compro nell’ordine:
una cyclette (che poi rivendo su ebay perché la uso come portaabiti)
una ellittica (che rivendo ancora prima perché come portaabiti era meglio la cyclette)
un tapis roulant (che sposto da una stanza all’altra perché magari lì è più comodo)
un tappetino per fare gli addominali
uno stepper
dei pesi (senza esagerare che mi si infiammano le articolazioni)
quel coso da stringere tra le ginocchia per l’interno coscia
la palla da pilates

Poi apro un account subito.it per vendere tutto. E sarà l’unica cosa che userò davvero dell’elenco.

Nel frattempo la pancia continua a crescere, inesorabile, formando simpatici rotolini prima e schifosi rotoloni dopo.

Ma finalmente: LA SVOLTA. Un’amica mi invita ad una presentazione al Salotto di Milano e conosco LUI: Daniele Tarozzi.


Personal trainer che ha capito tutto. Lo ascolto parlare pensando a come starei sul suo divano con solo la sua camicia addosso, ma poi mi riprendo perché scopro che ha capito davvero.
Innanzitutto ha capito che il business vero sono le donne come me, e chiamalo scemo.
I palestrati sono pieni di sé e pensano di sapere tutto, la giornata di un personal trainer è costellata di piccoli Superman che si allenano per il triathlon e non lo ascoltano mica, occupati come sono a parlare di albume d’uovo e pesi sempre più alti da sollevare.

Le donne, invece.
“Le donne si affidano” parole sue.
“Le donne si impegnano” mi dice, “vogliono raggiungere un risultato e sono disposte ad ascoltare”

Cosa può chiedere di più, un uomo? Schiere di milf in vestiti attillati (per mostrare con giusto orgoglio la forma ristabilita) che lo adorano, che lo ringraziano, che lo osannano. Donne che, seguendo il suo metodo, hanno riscoperto la voglia di vivere.
Unica pecca: nel team sono tutti uomini. Uomini bellissimi e simpaticissimi che parlano delle mie vampate e del mio cortisolo (che ho scoperto essere la causa di tutti i guai). Della mia idratazione e dei miei sbalzi di umore.
Ci hanno studiate, osservate, ascoltate, hanno cercato per noi soluzioni, stimoli e motivazioni. Sembra non essere importante il fatto che non abbiano mai provato ad avere una cazzo di vampata nel mezzo di una riunione di lavoro, o che non abbiano mai avuto voglia di piangere perché l’albero davanti casa tua ha iniziato a mettere su un germoglio, e tu hai pensato che la vita, fuori dal tuo corpo, continua. O perché la ragazzina che hai incrociato alla fermata magari domani darà il suo primo bacio e tu fai fatica a ricordarti come si chiamasse il tuo.

Ok. Vi racconterò dettagliatamente del mio cortisolo.
Seguitemi che ne avrò da dire tra una settimana.