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Do the involution: la regressione secondo Adinolfi

Adinolfi regressione

Do the involution: le tappe della regressione di Adinolfi

Lo so. Ci siete rimasti male: in Turchia vogliono eliminare la teoria dell’evoluzionismo dai libri di scuola.
“Sembra davvero incredibile tanta avversità al progresso”. Direte voi.
E se invece avessero ragione? Se l’essere umano fosse propenso alla regressione?

“Impossibile”direte voi.
“Ho le prove” vi risponderei io.

Sì, perché con grande tempismo e agilità comunicativa, è stata butta giù una bozza veloce veloce che dimostra che quella che è in atto, anche in Italia, è una vera e proprio involuzione, un tornare indietro, dall’uomo alla scimmia, in scimmia we trust, insomma altro che Darwin: “Ciao Darwin, benvenuto Gabbani, avevi ragione tu”

Non solo: è scientificamente provato che seguire tutti i punti di questa bozza vi farà fare un balzo, anche due, indietro nella catena evolutiva.

“E chi l’ha buttata giù questa bozza?” vi chiederete voi, a questo punto.
“Vi cito il primo punto e vediamo se indovinate” vi dico io.

-“Distribuire preservativi è sbagliato serve solo ad aumentare la promiscuità”

Oh, siete stati velocissimi! Ma bravi, avete indovinato, è lui: Mario Adinolfi che, direttamente dai microfoni di Radio Cusano Campus ha esternato le sue riflessioni sulla sessualità, su ciò che è giusto e sbagliato, amen.
Lo so. Mi pare di sentirle le vostre repliche: “Ma quale promiscuità, ma magari, io lo faccio solo con mio marito/moglie quindi il preservativo lo uso come metodo contraccettivo”.
Eh no, cari furbetti della contraccezione. A Mario non la si fa:

“Per le coppie sposate esistono metodi meravigliosi alternativi al preservativo”.
La pillola, direte voi. La spirale. Il pigiama infilato nei calzettoni. I pomeriggi passati a guardare la D’Urso. No: Il Salto Delle Quaglia.

Lo so, lo so, anch’io l’ho pensato: a meno che Adinolfi non volesse riferirsi alla quaglia saltata in padella, gli andrebbe specificato che il salto della quaglia non è un metodo contraccettivo. Cioè, se vai in farmacia e chiedi “un salto della quaglia, confezione da sei”, scatta il TSO.
Se vai alla Coop, al massimo trovi i 4 salti in padella ma mi pare che in quelli ci sia il pollo, non la quaglia. Nei distributori, pur volendo, secondo me la quaglia non ci entra. Insomma, Il Salto Della Quaglia non è un metodo contraccettivo.
Ma no. Siamo pregiudizievoli. Mario ci garantisce che è più bello senza preservativo e il salto della quaglia va che è una meraviglia. E in fondo, se salta lui, chi siamo noi per non provarci nenache.
“Ok, ma come la mettiamo con le malattie sessualmente trasmissibili? Cioè, se non siamo una coppia sposata (lo so, è incredibile, ma c’è ancora gente che fa sesso prima- dopo- durante il matrimonio- e non necessariamente con la stessa persona) come ci proteggiamo?” Direte voi. Semplice:

-“I preservativi aumentano il rischio di malattie sessualmente trasmissibili” quindi, il vero metodo per evitare malattie sessualmente trasmissibili è “educare i ragazzi a una sessualità responsabile”
Ovvero: Se arriva tuo figlio e ti dice, sai papà voglio andare a prostitute e tu gli allunghi cento euro e gli dai i preservativi, non gli fai del bene. (eh, Mario, io ti voglio difendere però mamma mia, ‘sti scenari che neanche nei peggio drammi familiari di Muccino… )



-“Se invece mio figlio mi dicesse che si è innamorato di una ragazza, gli direi di rispettarla e di non farci nulla fino a quando non ha delineato un percorso da farci insieme.”

“Un percorso che li porti il più lontano possibili da casa, si spera.” mi direte voi. “E se mio figlio si innamora di una prostituta? E metti che poi va a finire come in Pretty Woman? Che non si dica che tra Julia e Richard non era vero amore!” direte sempre voi.
Ma vi sbagliate. La via della regressione è fatta anche di dogmi imperscrutabili. Abbiate fede: Mario ha detto che è giusto così, fatevelo bastare e andate in pace- e non a prostitute- amen.

“Va bè, ma alle ragazzine che gli diciamo?” insisterete voi.
“Presto detto”, direbbe Mario.

-“Bisogna educare a non darla via, non è bello che una ragazzina a sedici anni la da al primo che passa.” (neanche mancare i congiuntivi è il massimo, Mario, però va bè, se dobbiamo regredire facciamolo per bene.) Già me le immagino le coppiette al chiaro di luna, lui la bacia e lei “No amò, che Mario ha detto che non è bello” e tutt’e due in coro: “amen”

A questo punto manca solo un tassello al completamento della teoria involutiva di Adinolfi: “E agli uomini cosa insegniamo? A capire che no vuol dire no? Che il corpo delle donne non è una merce? Che va rispettato e che le donne sono libere di gestirlo come vogliono senza sentirsi minacciate?”
Ma allora non avete capito niente!
Agli uomini insegniamo a mettere gli striscioni fuori casa,con su scritto: W LA FICA.

Sì, perché niente esprime profondità (provate a contraddirmi) e senso di rispetto, come una scritta così intellettualmente complessa ed evocativa.
-“Quello che ha esposto lo striscione w la fica al gay pride di Latina? Una persona che ha espresso con chiarezza le sue opinioni, ha avuto coraggio, è sicuramente apprezzabile. Se avrà dei problemi legali, come Popolo della Famiglia gli staremo accanto.” ha detto Mario.

 

Bene se siete arrivati all’ultimo punto senza farvi predere da una crisi di panico, da una crisi di identità o da un pianto convulso, se, in fondo, fare qualche passetto nel medioevo non vi dispiacerebbe perché tanto anche quest’anno le ferie per la vacanza al mare non ce le avete, siete pronti!
“Do the involution, baby.”

ps. “Ma allora quando i Pearl Jam cantavano Do the evolution e intendevano l’opposto … avevano ragione” direte voi

“eh,sì” dico io.

 

Adinolfi

Lo so. Ci siete rimasti male: in Turchia vogliono eliminare la teoria dell’evoluzionismo dai libri di scuola.
“Sembra davvero incredibile tanta avversità al progresso”. Direte voi.
E se invece avessero ragione? Se l’essere umano fosse propenso alla regressione?

“Impossibile”, direte voi.
“Ho le prove”, vi risponderei io.

Sì, perché, con grande tempismo e agilità comunicativa, è stata buttata giù una bozza veloce veloce che dimostra che quella che è in atto, anche in Italia, è una vera e proprio involuzione, un tornare indietro dall’uomo alla scimmia.

“In scimmia we trust”, insomma.
Altro che Darwin: “Ciao Darwin, benvenuto Gabbani”.


Non solo: è scientificamente provato che seguire tutti i punti di questa bozza vi farà fare un balzo (ma anche due) all’indietro nella catena evolutiva.

“E chi l’ha buttata giù questa bozza?”, vi chiederete voi a questo punto.
“Vi cito il primo punto e vediamo se indovinate”, vi dico io.

1. “Distribuire preservativi è sbagliato: serve solo ad aumentare la promiscuità”.

Oh, siete stati velocissimi! Ma bravi, avete indovinato!
Sì, è lui: Mario Adinolfi! Che, direttamente dai microfoni di Radio Cusano Campus, ha esternato le sue riflessioni sulla sessualità, su ciò che è giusto e sbagliato, amen.

Lo so. Mi pare di sentirle le vostre repliche: “Ma quale promiscuità! Magari! Io lo faccio solo con mio marito/moglie, quindi lo uso come metodo contraccettivo”.

Eh no, cari furbetti della contraccezione.
A Mario non la si fa.

 

2. “Per le coppie sposate esistono metodi meravigliosi alternativi al preservativo”.
La pillola, direte voi. La spirale. Il pigiama infilato nei calzettoni. I pomeriggi passati a guardare la D’Urso. No.
Il Salto Della Quaglia.

Lo so, lo so… Anch’io l’ho pensato: gli andrebbe specificato che il salto della quaglia non è un metodo contraccettivo. Cioè, se vai in farmacia e chiedi “Mi dia un salto della quaglia confezione da sei”, scatta il TSO.

Se vai alla Coop, al massimo trovi i 4 salti in padella ma – mi pare – in quelli ci sia il pollo, non la quaglia. E anche nei distributori automatici, pur volendo, secondo me la quaglia non ci entra.
Insomma, Il Salto Della Quaglia non è un metodo contraccettivo.

Ma no. Siamo pregiudizievoli.

Mario ci garantisce che è più bello senza preservativo e il salto della quaglia va che è una meraviglia. E in fondo, se salta lui, chi siamo noi per non provarci neanche?

“Ok, ma come la mettiamo con le malattie sessualmente trasmissibili? Cioè, se non siamo una coppia sposata (lo so, è incredibile, ma c’è ancora gente che fa sesso prima – dopo – durante il matrimonio e non necessariamente con la stessa persona) come ci proteggiamo?”. Direte voi.

Ed ecco che arriva a rispondere il punto 3.

3. “I preservativi aumentano il rischio di malattie sessualmente trasmissibili”.

Quindi, il vero metodo per evitare malattie sessualmente trasmissibili è educare i ragazzi a una sessualità responsabile.

Ovvero, arriva tuo figlio e ti dice: “Sai papà voglio andare a prostitute. Se tu gli allunghi cento euro e gli dai i preservativi, non gli fai del bene.”

(Eh, Mario, io ti voglio difendere, però, mamma mia, ‘sti scenari che neanche nei peggio drammi familiari di Muccino…).



“Se invece mio figlio mi dicesse che si è innamorato di una ragazza, gli direi di rispettarla e di non farci nulla fino a quando non ha delineato un percorso da farci insieme”.

“Un percorso che li porti il più lontano possibili da casa, si spera”, mi direte voi.

“E se ‘sto figlio si innamora di una prostituta? E metti che poi va a finire come in Pretty Woman? Che non si dica che tra Julia e Richard non era vero amore!”, direte sempre voi.

Ma vi sbagliate. La via della regressione è fatta anche di dogmi imperscrutabili. Abbiate fede: Mario ha detto che è giusto così, fatevelo bastare e andate in pace – e non a prostitute – amen.

“Va be’, ma alle ragazzine che gli diciamo?”, insisterete voi.
“Presto detto”, direbbe Mario.

4. “Bisogna educare a non darla via, non è bello che una ragazzina a sedici anni la da al primo che passa”. (Neanche mancare i congiuntivi è il massimo, Mario, però vabbè, se dobbiamo regredire facciamolo per bene).

Già me le immagino le coppiette al chiaro di luna, lui la bacia e lei “No amò, che Mario ha detto che non è bello”. E tutt’e due in coro: “Amen”.

A questo punto manca solo un tassello al completamento della teoria involutiva di Adinolfi: “E agli uomini cosa insegnamo? A capire che no vuol dire no? Che il corpo delle donne non è una merce? Che va rispettato e che le donne sono libere di gestirlo come vogliono senza sentirsi minacciate?”.

Ma allora non avete capito niente! Agli uomini insegnamo a mettere gli striscioni fuori casa, con su scritto: W LA FICA.

Sì, perché niente esprime profondità (provate a contraddirmi) e senso di rispetto, come una scritta così intellettualmente complessa ed evocativa.

5. “Quello che ha esposto lo striscione w la fica al gay pride di Latina? Una persona che ha espresso con chiarezza le sue opinioni, ha avuto coraggio, è sicuramente apprezzabile. Se avrà dei problemi legali, come Popolo della Famiglia gli staremo accanto”, ha detto Mario.

 

Bene se siete arrivati all’ultimo punto senza farvi predere da una crisi di panico, da una crisi di identità o da un pianto convulso, se, in fondo, fare qualche passetto nel Medioevo non vi dispiacerebbe perché, tanto, anche quest’anno le ferie per la vacanza al mare non ce le avete, siete pronti!

“Do the involution, baby”.

P.s:
“Ma allora quando i Pearl Jam cantavano Do the evolution e intendevano l’opposto… avevano ragione”, direte voi.
“Eh, sì”, dico io.

https://www.youtube.com/watch?v=aDaOgu2CQtI