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Ho letto Rolling Stone e mi è venuto il singhiozzo

Rolling Stone

Ho letto Rolling Stone e mi è venuto il singhiozzo

Allora. Lungi da me fare polemica eh… lungi lungi.
Proprio, davvero: lungi.
Ma mi è cascato solo ora l’occhio, in senso letterale proprio, su questo piccolo pezzo di Rolling Stone Italia: Le dieci canzoni più brutte delle migliori band
Quando ho visto la foto di Liam e Noel degli Oasis non mi sono agitata più di tanto… non è che abbiano fatto tutte perle, eh.
Quando però ho letto che Little James sarebbe la canzone più brutta mi è andato di traverso il caffè, mi si è chiusa una vena e ho cominciato a sentire un ronzio all’orecchio destro.
Sì, perché io, quando ho scoperto Little James, sono impazzita.
Little James io la cantavo in piedi sul tavolo.
(Nella mia immaginazione, perché mio padre mi avrebbe fatto saltare i denti).

Però, dico “vabbé, ma quello è il gusto tuo…”.
Vediamo allora le ragioni “tecniche” secondo le quali Little James sarebbe la canzone più brutta degli Oasis.
Ebbene, pare che sia brutta perché è elementare. Stop.
Testo sempliciotto. Ah.
Gli Oasis scrivono testi semplici. Ah, sì?
E non è questa la formula che li ha resi celebri, no?
Semplice uguale brutto? E stop? Vabbé.
Magari è davvero una cosa di gusti…

Purtroppo però, sono andata avanti.
Ed è successo: China Girl.
Ora.
A primo impatto, ho dovuto bere un bicchiere d’acqua, perché per lo spavento mi è venuto il singhiozzo.
Poi, con calma, ho ragionato.
RS dice che China Girl di Bowie è brutta.
Non altre robe anni 80 spaventose, tipo Never Let me Down che davvero ogni volta che ci penso… boh.
No. China Girl è brutta e pure razzista.
E anche se qui quelli di RS hanno attutito il tiro scrivendo “È davvero difficile trovare un pezzo “brutto” nel senso più puro del termine fra quelli di David Bowie”, a conti fatti lo hanno scritto.
E la tastiera del pc non si è autodistrutta sotto le loro mani. Incredibile.
Ho preso un altro bicchiere d’acqua e ho continuato a ragionare.
Allora. Viviamo in un mondo in cui esiste gente che si è trovata su You Tube, ha visto il video originale di ‘Life on Mars’ e ha messo il pollice in giù. In giù. Su ‘Life on Mars’.
Cioè, per capire bene, esiste un tipo di persona che nella sua cameretta, ascolta e guarda Life on Mars e invece di sentire la propria vita che cambia per sempre, dice “mamma mia che schifo, non mi piace” Click e mette il pollice verso.
Cioè vuole farcelo pure sapere, che non gli piace.
Quindi, se si può schifare Life on Mars senza che una squadra di forze speciali ti prelevi – ovunque tu sia – e ti butti in isolamento tutta la vita a sentire le hit di Berlusconi-Apicella, va da sé che esiste la possibilità che qualcuno senta China Girl, che so, in un pub e dica “madonna che canzone brutta”
Ma… appunto, può accadere in un pub. Nella tua cameretta.
Ma. Su. Rolling. Stone. No.

Su Rolling Stone, se davvero mi devi dire che è brutta e razzista mi devi convincere, mi devi dire che vuol dire brutta e razzista.

Che c’è di brutto? Cos’è che non funziona?
Davvero il problema è tutto nel riff iniziale che è “una musichetta”?
Quindi davvero non è stata una cosa studiata ad arte che ha fatto di una semplice cover una hit?
Davvero è una canzone razzista perché “Iggy si era innamorato di una ragazza vietnamita di nome Kuelan Nguyen. Quindi, come lo chiamiamo ‘sto brano? China Girl”?
Non è che è stata semplicemente presa una storia personale per parlare anche di altro?
Non è che magari le canzoni non devono essere l’autobiografia esatta della propria vita?

Al terzo bicchiere d’acqua ancora ho il singhiozzo e un dubbio: a parte i punti di vista e i gusti, siamo sicuri che brutta sia una definizione da rivista musicale e non da gossip al pub?
Ce lo meritiamo Sanremo, noi.

E adesso mi ronza pure l’altro orecchio.