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Ilaria Cucchi, a te diciamo grazie

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Cara Ilaria,

ti parlo come se parlassi a una mia amica o a una mia sorella. Chissà quanti sentimenti avrai provato in questi dieci lunghissimi anni, quante volte avrai pianto, urlato e pensato di mollare tutto. Chissà quante volte invece avrai rialzato la testa, scelto di andare avanti, di proseguire per questa strada lunga e dissestata.

Quante cose ti sarai persa in questi dieci anni, come donna, figlia, sorella, madre e compagna. Immagino la tua vita congelata da quel 22 ottobre del 2009. Una vita fatta fino ad allora di una quotidianità simile a quella di ogni donna con le difficoltà, le liti in famiglia, i conti che non tornano, la spesa da fare all’ultimo altrimenti anche stasera si mangia pasta in bianco, i diari da firmare, le lavatrici da fare e il tempo che è sempre troppo poco. Un carico insormontabile per ognuna di noi. Ma immagino che probabilmente tu starai ripensando a quei momenti con nostalgia, perchè in fondo tutto andava più o meno bene e i problemi erano problemi che si potevano risolvere.

Quante cose ti sarai persa in questi dieci anni fatti di tribunali, aule di giustizia, avvocati, giudici e pubblici ministeri. Ho provato a cercare le cose più importanti capitate in questi ultimi dieci anni e sono davvero tante, chissà di quante tu non avrai neanche sentito parlare, presa com’eri da questa cosa più grande di te.

Ti sei trasformata in leonessa, Ilaria, in un porto sicuro per i tuoi genitori che si sono trovati a provare il dolore più grande, sei diventata scudo per le cattiverie, l’odio, le umiliazioni e gli insulti. Hai dovuto dare giustificazioni, mostrarti forte anche quando forse avresti solo voluto crollare, guardare in faccia chi ti denigrava. Hai fatto tutto questo e molto di più.

Ma voglio dirti una cosa, tu queste cose non le hai fatte da sola. Le hai fatte con una marea di persone al tuo fianco, persone per bene. Persone che mai per un solo momento hanno pensato che Stefano se la fosse cercata, che tu abbia usato questa storia per avere un tornaconto personale o ancora che la tua famiglia in realtà quel figlio sfortunato lo avesse abbandonato.

Noi sapevamo e sappiamo, siamo stati con te, abbiamo diffuso le tue parole, non ti abbiamo mai lasciata sola, neanche quando sentivi che tutto questo era troppo grande per te.

Tu Ilaria, sei la sorella che non ho avuto ma quella che vorrei essere e sei la figlia che ogni genitore merita.

Ieri finalmente per voi e per Stefano una prima parola fine è stata messa, lui da ora può iniziare a riposare in pace e voi a ricostruire una vita fatta di normalità, noi invece possiamo sentire di essere in un paese un po’ più giusto e sicuro.

Grazie Ilaria, grazie per questi dieci, lunghissimi anni.