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Andare al lavoro su due ruote: tutta la verità

Coloro che guidano scooter e moto hanno, ad ogni levar del sole, uno stress fisico e psicologico che possiamo riassumere nelle fasi sottoelencate:

LA PARTENZA (SE, TE PIACEREBBE):

Quando si parte al mattino per andare a lavorare, per esempio, facciamo un check up di tutto quello che abbiamo e/o che ci serve:

  • borsa
  • occhiali
  • pranzo
  • documenti
  • chiavi di casa
  • chiavi scooter

Ok ho tutto, vado.

Arrivi dal portone e…il casco. Merda.

Torna su, fai le scale, perdi un polmone, lascialo lì che sei in ritardo, prendi il casco, rifai il check up, hai tutto, scendi, prendi il polmone che tanto ora sei in discesa e sali, finalmente, in sella al tuo bolide.

LA FINTA PARTENZA :

Carica come una molla, sali sullo scooter e lo tiri giù dal cavalletto, come se stessi cavalcando un cavallo imbizzarrito al Palio di Siena.

Accendi lo scooter.

Fai un passo in avanti, stai per partire e TUM.

Fanculo.

Il bloccadisco.

Stavi per partire con il bloccadisco attaccatto, come ogni mattina.

Ma quando minchia imperarei che devi levare il bloccadisco?

IL BLOCCSADISCO:

Così, scendi dallo scooter, mettilo sul cavalletto ed impreca.

Ma porcadiquellaputtanatroia, riuscite a non far pisciare il cane sulla ruota dove è piazzato in bella vista il mio bloccadisco? Il tuo cane deve fare pipì? Lo vedi che c’è un bloccadisco e ciò significa che dovrò metterci le mani per rimuoverlo? Cazzo. Piscialo da n’altra parte, caro padrone.

E allora, tira fuori il fazzolettino (se ti va di culo che è nella borsa eh), leva il bloccadisco, sali in sella al tuo puledro e PARTI.

IL TRAGITTO:

Variabile.

Dipende dalla quantità di traffico.

Il mio motto è “io sono uno scooter, io posso, io passo”.

Insulti.

Dito medio.

Tutto nella norma.

Ti compiaci quando arrivi prima del previsto, anche se la Signora Morte era nel posto dietro con te.

IL PARCHEGGIO:

E qua vi voglio.

Se lo scooterista non parcheggia in un circondario di 15 metri dalla meta non è contento.

Sono la prima a dire “ho parcheggiato a puttane” e poi era dietro l’angolo. Lo ammetto.

Partiamo dal presupposto che non si sa per quale legge fisica una macchina che parcheggia nei posteggi delle moto/scooter non prende la multa, ma se una moto parcheggia nel posto della macchina per 13 secondi ha 8 multe. Mistero.

Quindi, visto che la tecnica “io sono uno scooter, io posso, io passo ed io PARCHEGGIO” non vale, purtroppo, tocca trovarlo o spostare altri scooter parcheggiati a cane da dei cani per farci un posticino accanto a loro.

Bene. Ogni giorno, io come tanti altri, facciamo questa vita.

Ragazzi, ma prenderci una metro, no?

scooter

Coloro che guidano scooter e moto hanno, ad ogni levar del sole, uno stress fisico e psicologico che possiamo riassumere nelle fasi sottoelencate.

LA PARTENZA (SEEE, TE PIACEREBBE)

Quando si parte al mattino per andare a lavorare, per esempio, facciamo un check up di tutto quello che abbiamo e/o che ci serve:

  • borsa
  • occhiali
  • pranzo
  • documenti
  • chiavi di casa
  • chiavi scooter

Ok, ho tutto, vado.
Arrivi al portone e… il casco. Merda.

Torna su, fai le scale, perdi un polmone, lascialo lì che sei in ritardo, prendi il casco, rifai il check up, hai tutto, scendi, prendi il polmone che tanto ora sei in discesa e sali, finalmente, in sella al tuo bolide.

LA FINTA PARTENZA 

Carica come una molla, sali sullo scooter e lo tiri giù dal cavalletto, come se stessi cavalcando un cavallo imbizzarrito al Palio di Siena.

  • Accendi lo scooter.
  • Fai un passo in avanti, stai per partire e TUM.
  • Fanculo.
  • Il bloccadisco (o la catena).

Stavi per partire con il bloccadisco attaccato, come ogni mattina.
Ma quando minchia impararei che devi levare il bloccadisco?

IL BLOCCADISCO

Così, scendi dallo scooter, mettilo sul cavalletto ed impreca.

Ma porcadiquellaputtanatroia, riuscite a non far pisciare il cane sulla ruota dove è piazzato in bella vista il mio bloccadisco? Il tuo cane deve fare pipì? Lo vedi che c’è un bloccadisco e ciò significa che dovrò metterci le mani per rimuoverlo? Cazzo. Piscialo da n’altra parte, caro padrone.

E allora, tira fuori il fazzolettino (se ti va di culo che è nella borsa eh), leva il bloccadisco, sali in sella al tuo puledro e PARTI.

IL TRAGITTO

Variabile.
Dipende dalla quantità di traffico.
Il mio motto è “io sono uno scooter, io posso, io passo”.
Insulti.
Dito medio.
Tutto nella norma.

Ti compiaci quando arrivi prima del previsto, anche se la Signora Morte era nel posto dietro con te.

IL PARCHEGGIO

E qua vi voglio.

Se lo scooterista non parcheggia in un circondario di 15 metri dalla meta non è contento.
Sono la prima a dire “ho parcheggiato a puttane” e poi era dietro l’angolo. Lo ammetto.
Partiamo dal presupposto che non si sa per quale legge fisica una macchina che parcheggia nei posteggi delle moto/scooter non prende la multa, ma se una moto parcheggia nel posto della macchina per 13 secondi ha 8 multe. Mistero.

Quindi, visto che la tecnica “io sono uno scooter, io posso, io passo ed io PARCHEGGIO” non vale, purtroppo, un buco tocca trovarlo o spostare altri scooter parcheggiati a cane da dei cani per farci un posticino accanto a loro.

Bene. Ogni giorno, io come tanti altri, facciamo questa vita.

Ragazzi, ma prendere una metro, no?