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Leosini Vs Le Iene – Cronaca di uno stralunato soliloquio

Il 27 ottobre 2018 Francamia (Franca Leosini ndr) ha avuto un malessere.

Come biasimarla?

 

Io le avevo detto di non guardare la tv.

Io le avevo detto che lo avevo detto per il suo bene.

Lei niente.

Sempre di testa sua fa!

E quindi si.

Anche lei ha guardato l’intervista della Iena Monteleone a Olindo Romano, colui che insieme a sua moglie Rosa (sopra ogni cosa cit.), ha reso tangibile a tutta Italia il detto “vicinitas est mater discordiarum”, ammazzando un’intera famiglia (3 donne, 1 bambino e 1 cane di piccola taglia. L’unico uomo presente è rimasto vivo… ne vogliamo parlare? Ma anche no).

 

E insomma. L’ha vista.

 

Ha avuto un lieve capogiro nei primi 14 secondi, quando il giornalista si è dovuto presentare.

(Franca previene questa parte, lei scrive al tizio che va ad intervistare, ci parla, lo rassicura, studia il suo caso come fosse un magistrato e soprattutto la sua fama arriva prima di lei, non necessita di alcuna presentazione).

Secondo, lieve, capogiro quando la Iena ha invitato Olindo a sedersi.

(Si lo so che non sono  in un boudoir de les Champs Elysée Leo, ma tranquilla…è solo insicurezza! Mettici un pizzico di ironia, come quando fai la maionese…)

Quando la Iena ha invitato l’Olli a darsi del tu, ha dovuto bere un bicchier d’acqua e ha fatto una piccola pausa.

(Francamia, fatti coraggio)

Ha guardato l’intervista in religioso silenzio. Ogni tanto si asciugava la fronte e il signor Massimo le faceva un po’ d’aria con un ventaglio, cercando di evitare che avesse un vengo meno.

Giù, come ruspe su sentimenti e valori, la Iena ha posto le sue domande in linguaggio spiccio, senza un “glielo ricordo io”, senza parlare della bellezza dell’asino di Olindo, del suo rapporto con Rosa che come funzionava, si sa, lo conoscono solo loro e qualche volta lo spazzolino, senza informazioni sui loro ardori lombari o i rapporti gioiosamente sporcaccioni che Rosa pare avrebbe avuto con l’inquilino di sopra.

Non una cotonatura alla barba, non un cenno allo sguardo obliquo, unto, dell’Olindo quando non ricorda di aver mangiato alle 21.30, neanche un breve cenno al fatto che quando l’acqua arriva alla gola, ci si può aggrappare alla pinna di uno squalo.

 

Con la robusta consistenza della gelatina, Monteleone ha parlato del fattaccio di Erba, senza ricordare all’ergastolano di aver spento delle vite come un moccolo di candela, ignorando la domanda che tutti ci saremmo aspettati: “Ma chi era Olindo? Un perfido calcolatore o un emerito deficiente?”.

 

Dulcis in fundo…. Monteleone congeda Romano senza informarlo che, tutto sommato, era sentimentalmente genuflesso a Rosa ed il giornalista esce da quel carcere senza portare con sé quel tormento che l’epopea baraccona di questa storia, naturalmente conferisce.

 

Insomma. Un disastro.

 

Ma del senno di poi sono piene le fosse…. e per questo Francamia non ha voluto esprimere un parere a riguardo.

E’ andata a letto, in quel luogo dove la vita comincia e spesso finisce, soffocando quel suo dolore asciutto nel cuscino.

 

(Io l’avevo detto che si incazzava).

 

La mattina dopo ha annunciato lo speciale di Natale, e indovinate di che caso si occupa?

 

16 dicembre. Segnato in calendario.

P.S.: Ogni riferimento a citazioni realmente citate è decisamente causale