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Lezione pratica di Burlesque

burlesque

burlesque
burlesque

Arriva un momento dell’esistenza di una donna, in cui fa i conti con se stessa e con lo specchio.
Complice la fine di una relazione (con uno stronzo), di un periodo di stanca o semplicemente della voglia di riprendersi il proprio potere di femmina.
E’ capitato a tutte e nel mio caso specifico ha assunto le sembianze di un corso di Burlesque.
Un giorno, vagando tra le pagine del web, mi appare una delle famose finestrelle sponsorizzate che parlava di un corso di quest’arte che apriva le porte nella mia città.
Curiosa come una scimmia, ho chiesto info e magicamente, la settimana successiva, mi sono trovata catapultata in una sala piena di donne di tutte le età: dalla 19 enne in piena crisi esistenziale (ma già bella, solo che ancora lei non lo sapeva) alla 70 enne dal collo rugoso, ma fiera come una leonessa.

Tutte ancora inconsapevoli del percorso che le attendeva.

Burlesque
Burlesque

L’insegnante, che un tempo era solo donna come noi, ma ora anche femmina e animale da palcoscenico, era ben consapevole del potere che ogni donna custodisce nel proprio intimo (oh adesso me lo segno, nel caso me lo dimenticassi).

Ci ha insegnato a guardarci allo specchio senza criticarci come facciamo sempre. Troppo grassa, troppo magra, troppo alta, troppo non abbastanza, mai… Ora dovevamo essere troppo belle, troppo femmine, troppo sensuali, troppo noi stesse.

Oh raga, io per la prima volta sono entrata in uno di quei negozi di intimo sexy, che già da lontano profumano di peccato e ho provato ad indossare quelle cose lì.
Guèpiere, calze autoreggenti, boa di piume e tutte quegli accessori che mettono in risalto cose anche dove non ci sono e nascondono cose che non ci dovrebbero essere.

Fino alla prova finale.
Il corsetto.
Momento di panico.
Non provateci da sole a casa.
Senza una persona amica, qualcuno in grado di togliervi dalla gabbia di stecche, un Vigile del Fuoco o uno della Forestale (meglio entrambi).
Ho indossato un corsetto.
Bellissimo.
Ci ho lasciato gli occhi, mezzo stipendio del mese di gennaio, e anche un bel paio di lividi.

Il corsetto è un’arma di seduzione, stringe la vita, alza il seno e lo esalta (se avete un seno abbondante, preparatevi una maschera ad ossigeno per l’eventuale senso di soffocamento che potrebbe cogliervi impreparate come un post intelligente di Adinolfi). E guardatevi.
Per l’ultima volta.
Prima che una delle 376.588 stecche di cui è composto, si infili irrimediabilmente negli spazi intercostali e vi trafigga.
O che il nastro di raso che serve per legare il corsetto dietro, vi stringa come le spire di un boa constrictor.
Fatto?
Ecco.
Ci avete lasciato un polmone ok, ma adesso non vi sentite troppo divertite, troppo femmine, troppo meglio di prima?

Siamo Bellissime.

burlesque
burlesque

Arriva un momento dell’esistenza di una donna, in cui fa i conti con se stessa e con lo specchio.
Complice la fine di una relazione (con uno stronzo), di un periodo di stanca o semplicemente della voglia di riprendersi il proprio potere di femmina.
È capitato a tutte e nel mio caso specifico ha assunto le sembianze di un corso di Burlesque.
Un giorno, vagando tra le pagine del web, mi appare una delle famose finestrelle sponsorizzate che parlava dell’apertura di un corso di quest’arte, nella mia città.
Curiosa come una scimmia, ho chiesto info e magicamente, la settimana successiva, mi sono trovata catapultata in una sala piena di donne di tutte le età: dalla 19 enne in piena crisi esistenziale (ma già bella, solo che ancora lei non lo sapeva) alla 70 enne dal collo rugoso, ma fiera come una leonessa.

Tutte ancora inconsapevoli del percorso che le attendeva.

Burlesque
Burlesque

L’insegnante, che un tempo era solo donna come noi, ma ora anche femmina e animale da palcoscenico, era ben consapevole del potere che ogni donna custodisce nel proprio intimo (oh adesso me lo segno, nel caso me lo dimenticassi).

Ci ha insegnato a guardarci allo specchio senza criticarci come facciamo sempre. Troppo grassa, troppo magra, troppo alta, troppo non abbastanza, mai… Ora dovevamo essere troppo belle, troppo femmine, troppo sensuali, troppo noi stesse.

Oh raga, io per la prima volta sono entrata in uno di quei negozi di intimo sexy, che già da lontano profumano di peccato e ho provato ad indossare quelle cose lì.
Guèpiere, calze autoreggenti, boa di piume e tutte quegli accessori che mettono in risalto cose anche dove non ci sono e nascondono cose che non ci dovrebbero essere.

Fino alla prova finale.
Il corsetto.
Momento di panico.
Non provateci da sole a casa.
Senza una persona amica, qualcuno in grado di togliervi dalla gabbia di stecche, un Vigile del Fuoco o uno della Forestale (meglio entrambi).
Ho indossato un corsetto.
Bellissimo.
Ci ho lasciato gli occhi, mezzo stipendio del mese di gennaio, e anche un bel paio di lividi.

Il corsetto è un’arma di seduzione, stringe la vita, alza il seno e lo esalta (se avete un seno abbondante, preparatevi una maschera ad ossigeno per l’eventuale senso di soffocamento che potrebbe cogliervi impreparate come un post intelligente di Adinolfi). E guardatevi.
Per l’ultima volta.
Prima che una delle 376.588 stecche di cui è composto, si infili irrimediabilmente negli spazi intercostali e vi trafigga.
O che il nastro di raso che serve per legare il corsetto dietro, vi stringa come le spire di un boa constrictor.
Fatto?
Ecco.
Ci avete lasciato un polmone ok, ma adesso non vi sentite troppo divertite, troppo femmine, troppo meglio di prima?

Siamo Bellissime.