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L’idea di un biscotto è essa stessa biscotto?

Quante volte avete preso in giro qualcuno dicendo “Cosa hai studiato, scienze delle merendine?”. Io l’ho fatto, lo ammetto, ma in realtà sono sempre stata fraintesa perché per me non è un’offesa, anzi!
Nel mio immaginario, un laureato in scienze delle merendine è la persona più interessante e meritevole di rispetto del pianeta. Cosa c’è di meglio delle merendine?
Mi spiego meglio.

Se un ministro della cultura un po’ lungimirante avesse istituito la Facoltà dei dolciumi, io sarei stata la prima laureata in Scienze del Biscotto, indirizzo sociopsicologico, con tanto di stage all’estero! 

Insomma, per me quella della scelta del biscotto è una scienza esatta e non si può andare a caso: ci sono i biscotti da colazione e quelli da té, quelli da seconda colazione e quelli da merenda, e poi quelli da sgranocchiare tra uno spuntino e l’altro. E non me ne voglia l’uomo Conad, ma io giudico un supermercato esclusivamente dalla quantità di metri quadrati dedicati al reparto biscotti&affini.

E poi, da brava meridionale, a me piace avere una discreta ma assortita scorta di dolcini e dolcetti e sono sempre pronta ad offrirli, ripetutamente ed insistentemente, a chi mi circonda.

Così ho potuto individuare questi tipi umani:

Il Segugio: sente il crcrcrcccrrr della busta che si apre anche a metri di distanza e si presenta con aria di finta indifferenza chiedendo “Oh, ma cos’era quel rumore?”.
Questo potere extrasensoriale di percepire la presenza di cibo la ammiro moltissimo, un po’ meno, però, quando sto aprendo (di nascosto) una monoporzione.

Lo Zerozuccheri-zerograssi-zeroglutine-zerobiscotto: un approccio quasi filosofico al biscotto, del tipo: L’idea di un biscotto è essa stessa biscotto?
La risposta, ovviamente, è: “No, falla finita e mangiati sto frollino!”

Il Valorinutrizionalista: è quello che prende la scatola e la osserva, la rigira, come se non sapesse che la cosa interessante si trova dentro e non sulla confezione. Poi inizia a elencare una serie di parole strane e numeri, destando panico e sgomento in tutti i suoi simili che lo ascoltano.
Io non ho mai capito cosa volessero dire queste formule “500 kcal”, “80% NRV”, ma dalle reazioni scomposte della gente immagino di aver provocato un qualche dissesto finanziario mondiale comprando questi biscotti al vero burro danese! Comunque è probabile che, alla fine, il Valorinutrizionalista un biscotto lo mangi comunque e poi, chissà perché, va subito a fare una bella corsetta. Non li capisco quando parlano ma mi danno l’idea di fare discorsi intelligenti, e quindi in fondo mi stanno simpatici!

Il Ladro di biscotti: mi piace immaginare questa figura come uno che, passando accanto a una scatola di biscotti, venga colto da un istinto irrefrenabile di rubarne uno. È un’immagine tenera, fa riemergere la bimba monella che si arrampica sulla credenza della nonna che è dentro ognuno di noi! Se però quello che il Ladro sta per prendere è L’ULTIMO BISCOTTO… ma che infanzia hai avuto? Tua nonna non ti ha lanciato abbastanza ciabatte? Mi rubi l’ultimo biscotto e poi lasci lì pure la scatola vuota dandomi l’illusione di poterne avere ancora? Approfittare così del mio buon cuore (alla vaniglia, con ripieno al cioccolato)! Sei proprio una brutta brutta persona, imperdonabile.

Il Vorreimanonposso: “Ma quasi quasi… oppure meglio di no, dai… ma forse potrei… però ne ho mangiato già uno nel 2015… ”
Quando anche la scelta di mangiare o meno un biscotto (cacchio è un biscotto!!!) genera un dilemma morale irrisolvibile. Ma forse, semplicemente, il Vorreimanonposso non ha ancora trovato quello giusto, di biscotto. Alla fine, il più delle volte, si risolve la situazione con un “dai ne mangio un pezzettino…”.

E poi ecco finalmente la mia cerchia:

Il biscottomane: Mangia biscotti continuamente, l’unica cosa che legge sulla scatola è la quantità, per assicurarsi che ce ne siano abbastanza per se e tutti i segugi, che compra una seconda scatola e la nasconde in modo da non dover uccidere nessuno se qualcuno li finisce al posto suo, e che si mangia anche il mezzo biscotto del senso di colpa perchè “che fa lo lasci li? È peccato!”

E potrei andare avanti per pagine e pagine, potrei scriverci una encicloped… uh, briciole di biscotto sulla tastiera, buone!