adesso!

Lo Ius Soli è il giusto sole, vero?

Ius soli

Ma che vuol dire esattamente “ius soli”? Ci state a sfrancaglià i coglioni da un paio di settimane con ‘sto ius soli … almeno diteci che cazzo è.
Ius Solis
Il sole? Quello, vero? Si parla di “giusto sole”, no?
Lo sappiamo. È un problema serio.
Perchè quando ti presenti in spiaggia e il bagnino ti fa vedere dove sta l’ombrellone tuo, quello in diciottesima fila incastrato tra altri quattro, messo lì per farti da carcere all’aperto nei 15 giorni delle tue ferie benedette, a te viene voglia di morire all’istante. Di scioglierti lì, come il Calippo che tuo figlio si sta stampando sulla canotta nuova.
È quello, lo ius solis?
Perchè te arrivi lì, il bagnino ti apre l’ombrellone. Ti sbatte i due lettini. Ti vuota il posacenere. Poi ti saluta. Sai chi ti saluta tantissimo? Il bagnino. Perchè l’occhiata che ti dà è tutto un programma. Lui SA.
Ma tu, ancora no … anche se sì, ti iniziano a girare i coglioni.
Ah, come ti parte subito l’allarme anti incendio…
Perchè subito subito il tuo cervello si trasforma nei Google glass. E ti fa lo screening della fauna umana che ti trovi appresso all’ombrellone.
La MINACCIA al tuo ius solis (il giusto sole, corretto?) è sempre in agguato. E si materializza di solito con alcune situazioni intollerabilissime.
1. Il FRIGNONE. Il neonato che frigna. Non quello che chiagne ogni tanto ma quello che URLA dalle 7 del mattino alle 7 della sera. Che ha pure le sue ragioni e te credo. Ci stanno 40 gradi all’ombra, non puó tuffarsi a nuotare nella broda come tutti, si rompe le balle, la madre se lo piglia su e giù ogni 30 secondi per farlo vedere ai vicini e ripete “quant’è bella la creatura mia”. E ti credo che frigna. Ma a te rovina proprio il sistema nervoso, diciamolo. Te lo scassa. Te lo piccona.
2. Il LOQUACE: cioè, secondo te io vengo in ferie dopo dodici mesi, sono stressata da morire ed ho bisogno che tu mi racconti al ralenty, in un rapporto 1/1 tutto quello che fai al lavoro? Quante maledette rogne ti capitano ogni giorno, sempre le stesse e con un tasso di appeal vicino allo zero assoluto? Ma non scherziamo, dai. Il LOQUACE va neutralizzato subito, interrompendolo ogni tre secondi con le scuse più banali: “Scusami ma EDOOOO, ah no, NO NO, non entrare in acqua, ah, dicevi? Sì Ok, tremend….MARCOOOOO, guarda che Edo sta in acquaaaa, scusami ma davvero ‘sti ragazzi…dicevi del tuo collega alcolista…?”
3. Il SUCCHIATORE. Tu stai a pancia di sotto, tutta cremata e rilassata, con un mezzo abbiocco in corso, ma il tuo cervello inizia a registrare un rumore insostenibile: quello della cannuccia del tuo vicino di ombrellone che sta tirando su le ultime gocce di Fanta Lemon. Un’idrovora assatanata. Un concorrente di Italia’s got talent. Tira su dai tre ai dieci minuti senza riprendere fiato, diventa bordó, quasi collassa ma niente. SUCCHIA. E a te sale l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi, 30 anni con il rito abbreviato.
4. I RACCHETTONI. Quelli che anche in un metro quadro devono assolutamente mettersi a giocare. Pallavolo, calcio, tennis, pelota. Sollevano nuvole di sabbia, colpiscono accidentalmente gli spiaggiati e si profondono in mille scuse. Rompono occhiali, calpestano secchielli e palette, distruggono castelli di sabbia, fanno piangere milioni di bambini e ti obbligano a cercare progressivamente riparo dietro alle cabine in ultima fila, rinculando con il tuo telo mare fino al bordo strada, là dove vanno a pisciare i cani. Io a quelli così, prepotenti e insensibili, toglierei proprio il diritto di voto.
5. I LIMONATORI. Vabbè, beata gioventù. L’estate, si sa, scatena gli ormoni e fa saltare ogni inibizione. Quindi ci sta che due ragazzini alla prima cotta si scambino un bacio ogni tanto. Ok, lo metto in conto. Ma che due ultratrentenni sfoderino tutte le posizioni del Kamasutra nel lettino di fianco al mio NO, non va bene. Che ansimino, schiocchino, gemano, sussurrino e ridacchino tutto il santo giorno NO. Non va bene. Poi tu torni a casa e sei da buttare via, sconvolta e sovraccarica come una lampadina al neon.
Quindi, se lo ius soli è il giusto sole (giusto?) è davvero il caso che si sollevi la questione. Sui giornali e in TV, con dichiarazioni roboanti dei nostri politici.
Non ho capito, peró, cosa c’entrino gli immigrati, oh. Loro sono gli unici che in spiaggia non mi danno fastidio. Passano, mi fanno vedere orecchini, occhiali, borsette, sono gentili, simpatici, mi dicono “bella, tu vuoi comperare borsa firmata? Solo 25 euro” e se ne vanno.
Davvero non capisco perchè si parli di loro, quando si dice ius soli…

Ius soli

Ius soli, cioè sole giusto, vero?

Ma che vuol dire esattamente “ius soli”? Ci state a sfrancaglià i coglioni da un paio di settimane con ‘sto ius soli … almeno diteci che cazzo è.
Ius Solis
Il sole? Quello, vero? Si parla di “giusto sole”, no?
Lo sappiamo. È un problema serio.
Perchè quando ti presenti in spiaggia e il bagnino ti fa vedere dove sta l’ombrellone tuo, quello in diciottesima fila incastrato tra altri quattro, messo lì per farti da carcere all’aperto nei 15 giorni delle tue ferie benedette, a te viene voglia di morire all’istante. Di scioglierti lì, come il Calippo che tuo figlio si sta stampando sulla canotta nuova.
È quello, lo ius solis?
Perchè tu arrivi lì, il bagnino ti apre l’ombrellone. Ti sbatte i due lettini. Ti vuota il posacenere. Poi ti saluta. Sai chi ti saluta tantissimo? Il bagnino. Perchè l’occhiata che ti dà è tutto un programma. Lui SA.
Ma tu, ancora no … anche se sì, ti iniziano a girare i coglioni.
Ah, come ti parte l’allarme anti incendio …
Perchè subito subito il tuo cervello si trasforma nei Google glass. E ti fa lo screening della fauna umana che ti trovi appresso all’ombrellone.
La MINACCIA al tuo ius solis (il giusto sole, corretto?) è sempre in agguato. E si materializza di solito con alcune situazioni intollerabilissime.
1. Il FRIGNONE. Il neonato che frigna. Non quello che chiagne ogni tanto ma quello che URLA dalle 7 del mattino alle 7 della sera. Che ha pure le sue ragioni e te credo. Ci stanno 40 gradi all’ombra, non puó tuffarsi a nuotare nella broda come tutti, si rompe le balle, la madre se lo piglia su e giù ogni 30 secondi per farlo vedere ai vicini e ripete “quant’è bella la creatura mia”. E ti credo che frigna. Ma a te rovina proprio il sistema nervoso, diciamolo. Te lo scassa. Te lo piccona.
2. Il LOQUACE: cioè, secondo te io vengo in ferie dopo dodici mesi, sono stressata da morire ed ho bisogno che tu mi racconti al ralenty, in un rapporto 1/1 tutto quello che fai al lavoro? Quante maledette rogne ti capitano ogni giorno, sempre le stesse e con un tasso di appeal vicino allo zero assoluto? Ma non scherziamo, dai. Il LOQUACE va neutralizzato subito, interrompendolo ogni tre secondi con le scuse più banali: “Scusami ma EDOOOO, ah no, NO NO, non entrare in acqua, ah, dicevi? Sì Ok, tremend….MARCOOOOO, guarda che Edo sta in acquaaaa, scusami ma davvero ‘sti ragazzi…dicevi del tuo collega alcolista…?”
3. Il SUCCHIATORE. Tu stai a pancia di sotto, tutta cremata e rilassata, con un mezzo abbiocco in corso, ma il tuo cervello inizia a registrare un rumore insostenibile: quello della cannuccia del tuo vicino di ombrellone che sta tirando su le ultime gocce di Fanta Lemon. Un’idrovora assatanata. Un concorrente di Italia’s got talent. Tira su dai tre ai dieci minuti senza riprendere fiato, diventa bordó, quasi collassa ma niente. SUCCHIA. E a te sale l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi, 30 anni con il rito abbreviato.
4. I RACCHETTONI. Quelli che anche in un metro quadro devono assolutamente mettersi a giocare. Pallavolo, calcio, tennis, pelota. Sollevano nuvole di sabbia, colpiscono accidentalmente gli spiaggiati e si profondono in mille scuse. Rompono occhiali, calpestano secchielli e palette, distruggono castelli di sabbia, fanno piangere milioni di bambini e ti obbligano a cercare progressivamente riparo dietro alle cabine in ultima fila, rinculando con il tuo telo mare fino al bordo strada, là dove vanno a pisciare i cani. Io a quelli così, prepotenti e insensibili, toglierei proprio il diritto di voto.
5. I LIMONATORI. Vabbè, beata gioventù. L’estate, si sa, scatena gli ormoni e fa saltare ogni inibizione. Quindi ci sta che due ragazzini alla prima cotta si scambino un bacio ogni tanto. Ok, lo metto in conto. Ma che due ultratrentenni sfoderino tutte le posizioni del Kamasutra nel lettino di fianco al mio NO, non va bene. Che ansimino, schiocchino, gemano, sussurrino e ridacchino tutto il santo giorno NO. Non va bene. Poi tu torni a casa e sei da buttare via, sconvolta e sovraccarica come una lampadina al neon.
Quindi, se lo ius soli è il giusto sole (giusto?) è davvero il caso che si sollevi la questione. Sui giornali e in TV, con dichiarazioni roboanti dei nostri politici.
Non ho capito, peró, cosa c’entrino gli immigrati, oh. Loro sono gli unici che in spiaggia non mi danno fastidio. Nontante i chilometri, l’afa e tutti i “bei tipi da spiaggia”, loro sono sempre gentili e simpatici, mi fanno vedere orecchini, occhiali, borsette, mi dicono “bella, tu vuoi comperare borsa firmata? Solo 25 euro” e se ne vanno.
Davvero non capisco perchè si parli di loro, quando si dice ius soli…