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Modella XXL oppure solo grande obesa?

syndrome_magazine

Aderisce al progetto del fotografo Scott Nathan contro gli standard di bellezza stereotipati e si mette completamente a nudo in un video.

Stiamo parlando della modella oversize Tess Holliday, modella 32enne dalle misure esagerate.

E quando parliamo di misure esagerate, non si intende una taglia 46 o una curvy dalle linee morbide: parliamo proprio di una donna grassa. Anzi, OBESA.

http://www.dailymail.co.uk/video/femail/video-1426525/Tess-Holliday-poses-naked-CONFESSIONAL-photo-series.html

Come si può non essere dalla parte di chi combatte la bellezza stereotipata? Contro quelle assurde logiche che vogliono le modelle poco più rotonde di un manico di scopa, discriminando qualsiasi bella ragazza che non entri ALMENO nella taglia 38?

Qualsiasi donna, di qualsiasi taglia, non può che solidarizzare con chiunque si prodighi per l’abbattimento degli attuali cliché: perché BELLA significa prima di tutto FELICE.

Ovvero una donna che sta bene dentro i suoi vestiti, che non odia il riflesso di sé che vede nello specchio, che si accetta con tutti i suoi limiti.

Però… Però c’è un limite. E questo limite lo definisce il concetto supremo di SALUTE.

Tess è una bellissima donna, che ha saputo monetizzare il suo corpo obeso. Il marketing del suo business ha lanciato anche un hashtag #effyourbeautystandards che conta solo su Instagram oltre due milioni di immagini.

Foto di donne che fiere ostentano il loro grasso, come se pesare 150 chili non fosse prima di tutto un handicap, una condanna a una vita breve è tristemente segnata da patologie varie che compariranno prima del tempo.

Usciamo dagli standard della bellezza photoscioppata, ed entriamo in quelli delle patologie cardiovascolari.

Un bel traguardo.
Passiamo da morire per un’alimentazione scarsa, al morire per un’alimentazione eccessiva. Il cibo uccide sempre e comunque.

Forse un giorno qualcuno ci proporrà un hashtag #primasanipoibelli.

E se questo sarà sostenuto da un credibile modello di tendenza, saremo tutte pronte a sbandierare la nostra taglia 46 con accanto i valori negli standard del nostro emocromo.

Per ora, continua la battaglia a colpi di carboidrati, fritto e dolci.
Al momento, il cibo spazzatura lo ingurgitano le modelle sia XXL sia XXS: le prime lo digeriscono, le altre lo vomitano.

Volersi bene, sembra un’altra cosa.

syndrome_magazineTess Holliday è una modella oversize che aderisce al progetto del fotografo Scott Nathan contro gli standard di bellezza stereotipati.

In un video, si mette completamente a nudo per dimostrare che si può essere belle a 32 anni, anche con misure esagerate.

E quando parliamo di misure esagerate, non si intende una taglia 46 o una curvy dalle linee morbide o cicciottella: parliamo proprio di una donna grassa. Anzi, OBESA.

 

Come si può non essere dalla parte di chi combatte la bellezza stereotipata?

Contro quelle assurde logiche che vogliono le modelle poco più rotonde di un manico di scopa, discriminando qualsiasi bella ragazza che non entri ALMENO nella taglia 38?

Qualsiasi donna, di qualsiasi taglia, non può che solidarizzare con chiunque si prodighi per l’abbattimento degli attuali cliché: perché BELLA significa prima di tutto FELICE.

Ovvero una donna che sta bene dentro i suoi vestiti, che non odia il riflesso di sé che vede nello specchio, che si accetta con tutti i suoi limiti.

Però…
Però c’è un limite.

E questo limite lo definisce il concetto supremo di SALUTE.

Tess è una bellissima donna, che ha saputo monetizzare la sua obesità.

Il marketing del suo business ha lanciato un hashtag #effyourbeautystandards e, solo su Instagram, conta già oltre due milioni di immagini.

Foto di donne che fiere ostentano il loro grasso, come se pesare 150/200 chili non fosse prima di tutto un handicap, una condanna a una vita breve tristemente segnata da patologie varie che compariranno prima del tempo.

tess-modelo-xl-3 C_2_fotogallery_3009860_3_image

Usciamo dagli standard della bellezza photoscioppata, entriamo in quelli delle patologie cardiovascolari.

Un bel traguardo.

Da morire per un’alimentazione scarsa, al morire per un’alimentazione eccessiva. Il cibo ci deve uccidere sempre e comunque.

Qualcuno dovrebbe andare da ‘sta modella e dirle:
«Figlia mia, smetti di strafogarti di patatine fritte e dolci. Altro che modella, sei una balena! Per fotografarti tutta servono due macchine fotografiche, per farti un costume da bagno ci vuole la stessa stoffa che per la fodera a un divano. Sei bella, ma smettila di mangiare o morirai a 50 anni! Sei bella, ma devi perdere una settantina di chili».

«Cara Tess, PERDI PESO. Forse poi non lavorerai più, ma chissenefotte: avrai aspettative di vita più lunghe e migliori, potrai correre o salire le scale senza sentire il cuore che ti batte fra le orecchie e la sensazione che stai per morire soffocata dalle tue stesse tette, potrai dire a tuo figlio che fra 30 anni ci sarai ancora…».

Un giorno qualcuno ci proporrà un hashtag #primasanipoibelli.

E se questo sarà sostenuto da un credibile modello di tendenza, saremo tutte pronte a sbandierare la nostra taglia 46 con accanto i valori del nostro emocromo.

Per ora, continua la battaglia a colpi di carboidrati, fritto e dolci. Il cibo spazzatura lo ingurgitano le modelle sia XXL sia XXS: le prime lo digeriscono, le altre lo vomitano.

Per le modelle, volersi bene, sembra ancora lontano.