adesso!

Caro Yann Moix, sono Roberta e il corpo è mio

Yann Moix

Lo scrittore Yann Moix, probabilmente molto famoso in Francia, ma fino a ieri sconosciuto in Italia, è soprattutto famoso per le sue provocazioni.

L’ultima, quella che lo ha portato alla ribalta di tutti i social network, è la seguente: “Non potrei amare una cinquantenne, preferisco il corpo di una venticinquenne”. Credo il commento fosse più articolato, ma insomma il senso era questo.
Ancora ignoro la trama del libro che sta promuovendo.
Ho letto la notizia, ho pensato “vabbè”, e mi sono messa a lavare i piatti. Tuttavia, ho fatto delle riflessioni:
1. La giornalista di Marie Claire, rivista femminile, sapendo come Moix sia dedito a rilasciare dichiarazioni provocatorie, ha pensato bene di porre la domanda fatale.
2. Moix sta promuovendo il libro. Con una provocazione tale, il tam-tam mediatico sarebbe diventato una sorta di richiamo della foresta globale.
3. Moix ha semplicemente detto ciò che la maggior parte degli uomini pensa, ma non osa dire.
In tutto ciò, nelle ultime ventiquattro ore, è stato un florilegio di foto di attrici e modelle dai quarantacinque in su, tutte bellissime, a dimostrare che le donne sono belle anche a quell’età. Soprattutto a quell’età.
Il problema sta nel verbo: “dimostrare”.
Perché ancora io donna ultraquarantacinquenne devo dimostrare a un uomo che anche io sono bella, che magari non avrò la pelle di pesca di una giovane, ma sono bella, mi curo, mi amo, sto attenta a me? Ma perché non dare il giusto peso a una provocazione che è solo una provocazione?
Io non sento di dover giustificare la mia età, a nessuno. Mi curo o meno, a seconda di come mi sento. Ho quasi quarantacinque anni, mi danno sempre dieci anni di meno. Quando ne avevo trenta, era bello sentirsi dire “ah, ma non hai vent’anni?”. La prima volta che mi hanno dato trent’anni, mi è venuto un coccolone, lo ammetto, ma ne avevo quaranta, quindi ho ringraziato immensamente e me li sono presi. A un mio studente che un mese fa mi aveva detto che di anni ne dimostravo ventotto, stavo quasi per mettergli nove, così, sulla fiducia.
La mia terapista dice che non è poi una cosa così positiva dimostrare meno anni di quanti se ne abbiano effettivamente, perché ciò vuol dire negare di voler invecchiare, che è inevitabile. Piuttosto, è molto meglio, sempre secondo lei, portare benissimo gli anni che si hanno, senza alcuna vergogna. Non dire: “dimostri di meno”, ma “wow, te li porti davvero bene”.
E poi riflettiamoci un attimo. Se Yann Moix è noto per essere un provocatore, non ha fatto altro che cogliere l’occasione, presentatagli su un vassoio d’argento.