Miss(terid)Italia è un concorso che, ogni anno, premia il fatto del quale non frega più un cazzo a nessuno.
Parteciparvi non è facile.
Bisogna avere requisiti fisici (almeno un morto) e morali (situazioni torbide).
Una vicenda giudiziaria abbastanza intricata aiuta ma non basta.
L’indispensabile qualità è data dalla rassegnazione e dal disinteresse del pubblico.
Inutile dire che il fattore tempo è decisivo.
Negli anni, hanno vinto la fascia Miss(terid)Italia fatti come Piazza Fontana, Ustica, Bologna…
Pezzi da novanta sostenuti da insabbiamenti, coperture politiche, roba seria.
Insomma, non è una passeggiata.
***
Ma oggi sono 23 anni, che è stata uccisa Ilaria Alpi.
Diciamoci la verità.
Non ci speravamo.
La concorrenza era forte, l’ambientazione esotica affascinante e c’era il dannato PN-Factor.
Il PN-Factor è l’atteggiamento con il quale i media italiani trattano alcuni fatti che sanno di intrigo internazionale, spie, affari sporchi.
Cose che, di solito, si vedono nei film e nelle quali è difficile siano coinvolti italiani.
Quando accade, è come le semifinali dei Mondiali di Calcio o vedere il Colosseo in un disaster movie.
Un orgoglio che ti fa pensare “siamo fighi Pure Noi! PN, appunto.
***
Oltre al PN-Factor, c’era il problema che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin lavoravano per la Rai.
E quelli so’ tignosi. Gli tocchi uno dei loro e mica si scordano, eh?
Poi ci sono i sindacati, gli ex-colleghi…
Insomma, ogni anno che Dio mandava in Terra il 20 marzo tutti a parlare di Ilaria Alpi e blablabla.
Pure un film, c’hanno fatto! E questo bene non fa.
Insomma, la situazione non era bella: per anni, i bookmaker davano sfavorita Ilaria.
Poi, la rimonta.
Il primo segnale a Rutigliano (BA).
Nel 2011, a 17 anni dal duplice omicidio, ai due giornalisti viene intitolato un liceo.
Un buon risultato, una di quelle cose che ti fa capire che forse –davvero!- qualcuno si è messo il cuore in pace. La cautela era d’obbligo ma gli scommettitori iniziarono a seguire la vicenda.
Poi un viale, a Velletri.
E, di colpo, tutto un fiorire di scuole, asili, parchi…
Questo, ti dice che ormai ci avevamo messo una pietra sopra.
Allo scoccare dei 20 anni, a parte il programmino Rai di commemorazione e qualche parola di prammatica, poco o niente.
Nessuno gioiva ma si capiva che Ilaria poteva ambire alla fascia.
***
Nel 2016, la svolta!
In Egitto, ammazzano Giulio Regeni.
E chi se l’aspettava? Una manna dal cielo.
Il caso Regeni ha una concentrazione pazzesca di PN e, come per miracolo, tutti su di lui!
In più, il tempo passa.
E, pochi giorni fa, un piccolo miracolo.
La madre di Ilaria Alpi, la signora Luciana Riccardi, umiliata e sofferente ha dichiarato che avrebbe cessato di frequentare gli uffici governativi : “Non posso tollerare ulteriormente il tormento di un’attesa che non mi è consentita né dall’età né dalla salute”.
Una inequivocabile sconfitta per la Giustizia Italiane e per tutti noi.
Le puntate schizzano alle stelle.
E anche noi ne siamo certe: per il 25° anniversario, non fregherà più niente a nessuno.
Non importerà se sono stati i servizi o altri oscuri poteri.
Non importerà se sia stato per l’inchiesta sulle armi o sul traffico di rifiuti.
Non importerà se sia stata uccisa da un somalo o da un italiano.
Non importerà definitivamente più un cazzo a nessuno.
E, alla nostra, potranno finalmente andare scettro, fascia e corona di Miss(terid)Italia!
Forza Ilaria, sei tutti noi!