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15 anni in 15 minuti: l’adolescenza a 30 anni

adolescenza

Il cuore che va a mille, ti senti fantastica, simpatica, raggiante, il mondo è ai tuoi piedi, sei pronta per dare una marcia in più alla tua vita, per buttarti da un aeroplano a 4.800 metri urlando:
FOTTETEVI TUTTTIII!!!

Ma questo solo fino alle 18.

Poi torni a casa, saluti la tua migliore amica ( la baby sitter ) dai un bacio al tuo bambino, ti metti la tuta da lavoro e inizi con:
pappa – bucato – giochiamo a nascondino – “Ciao amore come è andata a lavoro?” – cena – favola della buonanotte …

22.30 ahhh, finalmente seduta, il divano è comodo, molto comodo… serie tv, spegni il cervello, mantieni (a fatica) un po’ di compostezza, mentre gli occhi si fanno pesanti e cerchi di trattenere la bavetta ad un lato della bocca… ma quanto dura la sigla di questa serie…? Ma poi che cosa stiamo
guardando? Non credo di averne mai visto una puntata, e allora giù le palpebre (e via con la bavetta)!

4 di notte e vorrei staccarmi la testa dal collo dalla disperazione. Sono di nuovo sveglia, cervello a mille che pensa e rimugina e rielabora e … e …ecchepalleeee.
Ma ormai sono pronta ad affrontare anche questo: se la testa non si spegne, almeno posso stordirla.
Il mio collaudato “kit notti insonni” include:
– pila di libri, li scelgo appositamente grossi per aumentare la probabilità di incappare in un mattone incredibilmente sonnolento
– lucina da geologo
– cuffie Bluetooth, che servono sia per il sottofondo musicale ma anche come tappi per le orecchie, perchè se mio marito russa e io lo sento poi divento violenta e ciao sonno!
Devo dire però che qualche vantaggio a recuperare queste ore di veglia l’ho trovato! Dopo anni che non avevo più il tempo di prendere in mano un libro, adesso leggo tantissimo e ho un sacco di amici immaginari! Così sono andata nella fredda Groenlandia con Smilla, una tipa troppo fica, che riesce
ad indagare su un omicidio legato a un complotto internazionale, avere una storia con il carrozziere ed abbinare sempre le scarpe giuste al tipo di ghiaccio per non sfracellarsi al primo inseguimento sulla banchina (mica io che mi presento per “fare una camminatina” di 10km con le infradito)!
Sono anche stata in vari futuri post-apocalittici, perché nella vita non si sa mai, e ora posso affrontare vampiri, invasioni zombie e ho già pronta la divisa rossa nel caso fossi reclutata come ancella da riproduzione per ripopolare una terra devastata da incidenti nucleari (e mai una gioia anche qui!).

Insomma, fuggo dalle mie paturnie e paranoie sulla vita reale, rifugiandomi in altri mondi e altri tempi: è un modo di difendersi anche questo.

Alle 7 di mattina ho giusto il tempo di addormentarti profondamente, finalmente, che…
Sveglia-colazione- lava il bambino-metti il grembiule-togli il grembiule che è sporco della minestra del giorno prima-sali in macchina-asilo- lasci il bambino.

Ed ecco che arriva la sindrome dell’adolescenza tardiva, che non ne puoi proprio più di tutto quanto e vorresti solo urlare urlare e urlare ancora.
E allora sapete che faccio di fronte a tutto questo? Tiro fuori dalla scatola le mie scarpe rosa, sì, sneaker rosa con perle, strass e due enormi fiocchi di raso come stringhe che sembro uscita da un manga, e vado fuori.

Guardatemi ora! Ho un figlio e un marito, una casa e un lavoro, ho 30 anni ma me ne sento 20, ho le possibilità di un’adulta ma la testa di una sedicenne, e mi presento così, un essere mitologico metà tailleur e metà sbalzi ormonali.
E poi metto a palla la musica in macchina, va bene tutto, da Ed Sheeran a Coez, purchè possa cantare a squarciagola una canzone che parla di:
1. ti amo, tu mi ami, quanto ci amiamo
2. Io ti amo ma tu non mi consideri
3. Tu mi ami ma io non lo so, sono confusa, ci devo pensare, faccio un po’ la preziosa
4. Andiamo a ballare tutta la notte con le amiche come se non ci fosse un domani
Quei 15 minuti dall’asilo all’ufficio sono solo miei, lì mi carico per il resto della giornata, canto e ballo come una pazza scappata dal manicomio, ogni tanto qualcuno che conosco mi incrocia e, se va bene, prima di denunciarmi alla neuro, dice che l’ho messo proprio di buon umore (e poi mi chiede anche che droghe uso).
Certo alla fine, dopo aver dormito 8 ore in 3 giorni, inizio a dare un po’ di matto e mi ritrovo ad osservare con vivo interesse la pubblicità delle pasticche di valeriana.
Ed allora io, che faccio fatica anche a premere il pulsante dell’ascensore, inizio a fare yoga, meditazione, correre e sfinirmi di esercizi, con il risultato che un giorno mio marito mi ha preso le mani, mi ha guardata negli occhi e mi ha detto: “dai, non sei credibile, dimmi chi è l’altro e falla
finita con quel borsone della palestra”.

Ora, a parte il comportamento da pazza, i sensi di colpa per il vedermi un po’ stretta nell’essere solo moglie e mamma, l’inutile privazione di sonno (almeno fossi andata a ballare!), ho iniziato ad indagare discretamente tra le mie amiche, se qualcuna accusasse i miei stessi sintomi, e sorpresa: non sono per niente sola! Adesso per ogni mia nuova ansia, smania, psicosi, ho qualcuno con cui parlare, anche alle 4 di notte, perché ho anche l’amica con l’insonnia da ansia come me.

Ah ovviamente, se voi mi incontraste la mattina (senza prestare attenzione alle mie scarpe) non notereste nulla di tutto questo, addirittura potrei apparire come una ragazza tranquilla ed equilibrata.
A meno che non mi incrociate mentre sono in macchina.
In quel caso, beh, ballate con me.

PS. Se anche voi volete conoscere le mie ultime amicizie notturne vi consiglio:
*Il Senso di Smilla per la neve
**Il racconto dell’ancella
Poi se volete possiamo parlarne insieme… dalle 4 alle 7 in genere sono libera!