adesso!

Benvenuti all’audizione

Siete mai stati a un’audizione per ballerine televisive? Esilarante.

Ne ho avuta una proprio l’altro giorno. Solitamente appena svegliata, mi regalo una bella colazione energetica a base di caffè e cioccolato, poi mi sono ricordata dell’effetto “depurativo” dell’adrenalina da tensione e ho optato per altre fonti energetiche. Acqua e limone, anzi solo acqua, il limone l’ho spremuto direttamente tra i denti così ho chiuso qualsiasi via che manco il cammino di Santiago con il bifidus a cavacecio, mano per mano con la Marcuzzi mi poteva salvare più. Mi sono preparata in fretta e mi sono ficcata in macchina dritta all’audizione che fortunatamente distava solo due chilometri da casa.

In quei pochi chilometri sono riuscita comunque a spendere un euro per il marocchino lavavetri, due euro per il “punkabbestia” rompipalle giocoliere, quattro euro per il parchimetro privato e cinque euro per il parcheggiatore abusivo che sapendo dell’audizione mi ha lanciato sfiga.

Arrivata all’audizione eravamo talmente tante che a farci entrare erano due butta-dentro giapponesi presi direttamente dalla metro di Tokyo. Due segretarie della produzione, come se fosse una catena di montaggio, ci appiccicavano addosso il numero  identificativo. Non potevi piegarti ad allacciare le scarpe che a tradimento ti ficcavano dentro a mo’ di Tetris. Finalmente sono entrata in sala audizione e c’era lei: l’assistente coreografa, quella acida pronta a massacrarti solo perché alla tua età lei era il top, e ora una della tua età le si tromba il marito…

Eravamo troppe e ci hanno diviso in gruppi. Fortunatamente il mio non mi allertava: sulla sinistra avevo una probabile protagonista di “Hairspray”,  sottovuoto in un paio di calze brevettate direttamente sugli avambracci di Platinette. Era talmente sotto pressione che se si smagliavano le calze fluttuava via come un palloncino bucato.

A destra invece avevo una ciurma di cinesi alte un metro e cinquanta tacco venti annesso. Naturalmente anche il tacco era di manifattura cinese quindi svitabile: ho pensato che se in coreografia capitavano giri  in senso antiorario (En dedans) toccava recuperare la cicciona fluttuante per i capelli e le cinesi dalle mutande.

Finito di ballare ci siamo trovate in fila completamente sudate, sfrante, trucco colato, ciglia finte cadute a baffo tipo tricheco. A terra imbottiture sgusciate via dai reggiseni come carpe e salmoni controcorrente (e ora capisco perché in linguaggio sartoriale tali imbottiture si chiamano pescetti). Anche il mio numero identificativo si era staccato, non lo trovavo più, cavolo si era appiccicato al culo della cicciona, l’ho lasciato lì…

Ho pensato di esser stata bravina… Brava, anzi bravissima tant’è che anche il produttore mi ha fatto i complimenti: mi ha detto che è stato toccato dalla mia danza e che ora voleva esser toccato da me…

Comunque alla fine  mi hanno fatto fare un passo avanti. Prima del fatidico “le faremo sapere” ci hanno avvertito che per le ballerine sarebbe stato previsto solo un rimborso spese per una tournée annuale a Crotone e provincia. Un anno di tournée? A Crotone e provincia ?! Solo rimborso spese?… È proprio vero che i tempi sono cambiati, ma quelli delle ballerine no. Noi sempre fino a otto contiamo. E cinque, sei, sette, e otto…Siete mai stati a un’audizione per ballerine televisive? Esilarante.

Ne ho avuta una proprio l’altro giorno. Solitamente, appena sveglia, mi regalo una bella colazione energetica a base di caffè e cioccolato, poi mi sono ricordata dell’effetto “depurativo” dell’adrenalina da tensione e ho optato per altre fonti energetiche. Acqua e limone, anzi solo acqua, il limone l’ho spremuto direttamente tra i denti, così ho chiuso qualsiasi via, che manco il cammino di Santiago con il bifidus a cavacecio, mano per mano con la Marcuzzi, mi poteva salvare più. Mi sono preparata in fretta e mi sono ficcata in macchina dritta all’audizione, che fortunatamente distava solo due chilometri da casa.

In quei pochi chilometri sono riuscita comunque a spendere un euro per il marocchino lavavetri, due euro per il “punkabbestia” rompipalle giocoliere, quattro euro per il parchimetro privato e cinque euro per il parcheggiatore abusivo che, sapendo dell’audizione, mi ha lanciato sfiga.

Arrivata all’audizione eravamo talmente tante che a farci entrare erano due butta-dentro giapponesi presi direttamente dalla metro di Tokyo. Due segretarie della produzione, come se fosse una catena di montaggio, ci appiccicavano addosso il numero  identificativo. Non potevi piegarti ad allacciare le scarpe che, a tradimento, ti ficcavano dentro a mo’ di Tetris. Finalmente sono entrata in sala audizione e c’era lei: l’assistente coreografa, quella acida, pronta a massacrarti solo perché alla tua età lei era il top e ora una della tua età le si tromba il marito…

Eravamo troppe e ci hanno diviso in gruppi. Fortunatamente il mio non mi allertava: sulla sinistra avevo una probabile protagonista di “Hairspray” sottovuoto in un paio di calze brevettate direttamente sugli avambracci di Platinette. Era talmente sotto pressione che se si smagliavano le calze fluttuava via come un palloncino bucato.

A destra invece avevo una ciurma di cinesi alte un metro e cinquanta, tacco venti annesso. Naturalmente anche il tacco era di manifattura cinese, quindi svitabile: ho pensato che se in coreografia capitavano giri  in senso antiorario (En dedans) toccava recuperare la cicciona fluttuante per i capelli e le cinesi dalle mutande.

Finito di ballare ci siamo trovate in fila completamente sudate, sfrante, trucco colato, ciglia finte cadute a baffo tipo tricheco. A terra, imbottiture sgusciate via dai reggiseni come carpe e salmoni controcorrente (e ora capisco perché in linguaggio sartoriale tali imbottiture si chiamano pescetti). Anche il mio numero identificativo si era staccato, non lo trovavo più, cavolo, si era appiccicato al culo della cicciona, l’ho lasciato lì…

Ho pensato di essere stata bravina… Brava, anzi bravissima, tant’è che anche il produttore mi ha fatto i complimenti: mi ha detto che è stato toccato dalla mia danza e che ora voleva esser toccato da me…

Comunque alla fine  mi hanno fatto fare un passo avanti. Prima del fatidico “le faremo sapere” ci hanno avvertito che per le ballerine sarebbe stato previsto solo un rimborso spese per una tournée annuale a Crotone e provincia. Un anno di tournée? A Crotone e provincia ?! Solo rimborso spese?… È proprio vero che i tempi sono cambiati, ma quelli delle ballerine no. Noi sempre fino a otto contiamo. E cinque, sei, sette e otto…