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Buongiornissimo show (Tipi user fb: le “dolce notte”)

Buongiornissimo,Facebook

Buongiornissimo show

“Hey Buongiorno! Ah e caso mai non vi rivedessi: buon pomeriggio, buona sera e buona notte”

Ve lo ricodate? Jim Carrey recitava questa battuta, con una delle sue tipiche espressioni plastiche, col sorriso a metà tra il Joker e il vicino di casa sempre contento. Il film era The Truman show, una delle storie che ha anticipato, o meglio ha intuito, come ci saremo evoluti nell’era social: un’ enorme massa di gente felice per forza, o arrabbiata per forza. Rare, le vie di mezzo.

Buongiornissimo, kaffè?

Le persone positive trasformano i problemi in sfide, mai in ostacoli. Buongiorno.

Essere se stessi è il segreto per essere unici.

Io vado a nanna ma prima devo dire una cosa importante: Buonanotte.

Il buon umore premia sempre. Buongiorno.

Buon pomeriggio amici.

E avanti così. Tutto il giorno. Tutti i giorni. Non sono semplici frasi scritte. Sono immagini, meme, foto generiche tutte colorate, piene di fiori, nuvolette, gattini, scimmiette e altre cose melense che fanno da sfondo alla più banale delle espressioni: buon giorno. Con aggiunta di punti esclamativi a pioggia, è chiaro. In pratica, sono cartoline, inviate e condivise a ripetizione nel cyber spazio.

Se non hai un account Facebook, accade lo stesso su Whatsapp.
Mia mamma, ad esempio, ha delle amiche e colleghe che quotidianamente le inviano questo tipo di messaggi ma a lei non danno fastidio, perché sono limitati allo scarso numero di contatti che ha in rubrica.
Su Facebook, generalmente, i numeri si moltiplicano e quindi anche gli scazzi.

Anche su profili non molto social, da poche centinaia di amici, ci si può imbattere in questo tipo di post.
La prima reazione è di curiosità del tipo “Ah dai, oggi la zia Mariella si è svegliata di bun umore, che carina”

È ora della merenda amici, a dopo!
  (foto di pasticcini, tazzine fumanti, fiori di lavanda sparsi a caso che fanno tanto “Provenza, delicatezza e fantasia”)
“Ah, vedi, deve esserle capitato proprio qualcosa di magnifico, come mai non ce l’ha detto?”

Sogni d’oro amici, mi aspettano i sogni (foto della strafiga seminuda che giace accoccolata ad arte sul cuscino. Tipico simbolo dei sognatori)
“Ma sì, deve essere successo qualcosa di eclatante, forse la cugina Pina si sposa, forse il ciambellone americano al limone, con il lievito madre fatto in casa, è finalmente riuscito.
Poi, il dubbio: “Ma se fosse successo davvero qualcosa di meraviglioso, la zia Mariella lo comunicherebbe così? Va bè, domani la chiamo, così mi racconta”

Il giorno dopo però, come sempre capita con le zie lontane, non la chiami ma vedi che su Fb i post sono simili. Cambiano i colori, i disegni, i cuoricini e le stelline ma il contenuto è lo stesso: buongiorno. buon pomeriggio, buonanotte.

Passati quei 5 minuti in cui ipotizzi che la zia Mariella abbia cominciato a far uso di droghe, e pure buone, indaghi meglio. E scopri che la zia non è sola. Orde di account intasano le proprie e le altrui bacheche, con post di questo tipo.

Ma cosa nascondono questi messaggi ? Che siano in realtà conversazioni in codice utilizzate da entità aliene che cercano di studiarci?
Davvero sono donne che si entusiasmano per ricette ben riuscite, al punto da dare il buongiorno e la buonanotte a tutti gli amici virtuali?
Intendiamoci, emozionarsi per una bella crostata è più che lecito. Io ancora mi commuovo, ripensando a quando mi riuscì, per la prima e unica volta, una lasagna decente. Addirittura, al tempo, mi premurai di avvertire parenti e amici dell’accaduto, inviando foto del riusultato. Appunto: foto del risultato, non messaggi di buongiorno generici e fuorvianti.

Cosa nasconde allora il fenomeno del Buongiornissimo show?

Che tipo di utente lo anima? Di solito sono donne di mezza età ma anche uomini, non illudetevi. Non è detto che siano persone senza particolari interessi all’infuori del “galateo virtuale”. Non è detto che sia gente senza altri impegni, se non quelli di spammare le bacheche con gif “pucciose” e gattini teneri. Il più insospettabile, il vicino timido e introverso, il più conservatore dei vostri parenti, la più amorevole delle conoscenti, potrebbe essere una serial kaffèèèè, una ossessivo-complusiva delle dolci notti.  Come, del resto, anche gli insospettabili adolescenti trasgressivi li puoi scoprire interessati all’ evento Pellegrinaggio a Lourdes , o possono rivelarsi dei fan delle più bieche pagine razziste.
Spesso fanno entrambe le cose ma questa è un’altra storia.

Andando più a fondo, prima di chiedersi chi condivide questi post, viene voglia di scoprire chi li crea e perché.
Non è una regola fissa ma spesso sono pagine che generano post ad alta condivisione per racimolare migliaia -sì, migliaia- di like. Like che vengono riutilizzati per essere venduti ad altre pagine che vogliono aumentare la propria visibilità, apparente o effettiva non conta.

Ma, probabilmente, anche se tutti sapessero questa verità, non cambierebbe nulla, perché chi condivide ogni giorno dei post di questo tipo lo fa per noia, perché nella realtà non ha nessuno da salutare con tanta allegria, perché davvero vuole apparire sempre allegro e gentile, perché gestisce una pagina per pubblicizzare la sua attività commerciale e vuole racimolare like pure lui o perché non conosce il mondo virtuale e crede che si debba essere sempre glitterati come le gif e i meme.

Inutile spiegare loro che Facebook non è la realtà e nella realtà nessuno direbbe buon giorno e buona notte a ogni singolo amico e conoscente, in continuazione.
Queste persone lo sanno bene che Facebook è qualcosa di diverso dalle loro vite e magari proprio per questo si perdono in queste catene ad alto rischio spam.
Il punto è proprio che Facebook non è, e non deve essere, la realtà ma un mondo dove chi vuole fingere finge e chi vuol essere onesto lo è.
Senza dimenticare che spesso è proprio quando ci si maschera che viene fuori la propria identità.

Buongiornissimo,Facebook

Buongiornissimo show

“Hey Buongiorno! Ah e caso mai non vi rivedessi: buon pomeriggio, buona sera e buona notte”

Ve lo ricodate? Jim Carrey recitava questa battuta, con una delle sue tipiche espressioni plastiche, col sorriso a metà tra il Joker e il vicino di casa sempre contento. Il film era The Truman show, una delle storie che ha anticipato, o meglio ha intuito, come ci saremo evoluti nell’era social: un’ enorme massa di gente felice per forza, o arrabbiata per forza. Rare, le vie di mezzo.

Buongiornissimo, kaffè?

Le persone positive trasformano i problemi in sfide, mai in ostacoli. Buongiorno.

Essere se stessi è il segreto per essere unici.

Io vado a nanna ma prima devo dire una cosa importante: Buonanotte.

Il buon umore premia sempre. Buongiorno.

Buon pomeriggio amici.

E avanti così. Tutto il giorno. Tutti i giorni. Non sono semplici frasi scritte. Sono immagini, meme, foto generiche tutte colorate, piene di fiori, nuvolette, gattini, scimmiette e altre cose melense che fanno da sfondo alla più banale delle espressioni: buon giorno. Con aggiunta di punti esclamativi a pioggia, è chiaro. In pratica, sono cartoline, inviate e condivise a ripetizione nel cyber spazio.

Se non hai un account Facebook, accade lo stesso su Whatsapp.
Mia mamma, ad esempio, ha delle amiche e colleghe che quotidianamente le inviano questo tipo di messaggi ma a lei non danno fastidio, perché sono limitati allo scarso numero di contatti che ha in rubrica.
Su Facebook, generalmente, i numeri si moltiplicano e quindi anche gli scazzi.

Anche su profili non molto social, da poche centinaia di amici, ci si può imbattere in questo tipo di post.
La prima reazione è di curiosità del tipo “Ah dai, oggi la zia Mariella si è svegliata di bun umore, che carina”

È ora della merenda amici, a dopo!
  (foto di pasticcini, tazzine fumanti, fiori di lavanda sparsi a caso che fanno tanto “Provenza, delicatezza e fantasia”)
“Ah, vedi, deve esserle capitato proprio qualcosa di magnifico, come mai non ce l’ha detto?”

Sogni d’oro amici, mi aspettano i sogni (foto della strafiga seminuda che giace accoccolata ad arte sul cuscino. Tipico simbolo dei sognatori)
“Ma sì, deve essere successo qualcosa di eclatante, forse la cugina Pina si sposa, forse il ciambellone americano al limone, con il lievito madre fatto in casa, è finalmente riuscito.
Poi, il dubbio: “Ma se fosse successo davvero qualcosa di meraviglioso, la zia Mariella lo comunicherebbe così? Va bè, domani la chiamo, così mi racconta”

Il giorno dopo però, come sempre capita con le zie lontane, non la chiami ma vedi che su Fb i post sono simili. Cambiano i colori, i disegni, i cuoricini e le stelline ma il contenuto è lo stesso: buongiorno. buon pomeriggio, buonanotte.

Passati quei 5 minuti in cui ipotizzi che la zia Mariella abbia cominciato a far uso di droghe, e pure buone, indaghi meglio. E scopri che la zia non è sola. Orde di account intasano le proprie e le altrui bacheche, con post di questo tipo.

Ma cosa nascondono questi messaggi ? Che siano in realtà conversazioni in codice utilizzate da entità aliene che cercano di studiarci?
Davvero sono donne che si entusiasmano per ricette ben riuscite, al punto da dare il buongiorno e la buonanotte a tutti gli amici virtuali?
Intendiamoci, emozionarsi per una bella crostata è più che lecito. Io ancora mi commuovo, ripensando a quando mi riuscì, per la prima e unica volta, una lasagna decente. Addirittura, al tempo, mi premurai di avvertire parenti e amici dell’accaduto, inviando foto del riusultato. Appunto: foto del risultato, non messaggi di buongiorno generici e fuorvianti.

Cosa nasconde allora il fenomeno del Buongiornissimo show?

Che tipo di utente lo anima? Di solito sono donne di mezza età ma anche uomini, non illudetevi. Non è detto che siano persone senza particolari interessi all’infuori del “galateo virtuale”. Non è detto che sia gente senza altri impegni, se non quelli di spammare le bacheche con gif “pucciose” e gattini teneri. Il più insospettabile, il vicino timido e introverso, il più conservatore dei vostri parenti, la più amorevole delle conoscenti, potrebbe essere una serial kaffèèèè, una ossessivo-complusiva delle dolci notti.  Come, del resto, anche gli insospettabili adolescenti trasgressivi li puoi scoprire interessati all’ evento Pellegrinaggio a Lourdes , o possono rivelarsi dei fan delle più bieche pagine razziste.
Spesso fanno entrambe le cose ma questa è un’altra storia.

Andando più a fondo, prima di chiedersi chi condivide questi post, viene voglia di scoprire chi li crea e perché.
Non è una regola fissa ma spesso sono pagine che generano post ad alta condivisione per racimolare migliaia -sì, migliaia- di like. Like che vengono riutilizzati per essere venduti ad altre pagine che vogliono aumentare la propria visibilità, apparente o effettiva non conta.

Ma, probabilmente, anche se tutti sapessero questa verità, non cambierebbe nulla, perché chi condivide ogni giorno dei post di questo tipo lo fa per noia, perché nella realtà non ha nessuno da salutare con tanta allegria, perché davvero vuole apparire sempre allegro e gentile, perché gestisce una pagina per pubblicizzare la sua attività commerciale e vuole racimolare like pure lui o perché non conosce il mondo virtuale e crede che si debba essere sempre glitterati come le gif e i meme.

Inutile spiegare loro che Facebook non è la realtà e nella realtà nessuno direbbe buon giorno e buona notte a ogni singolo amico e conoscente, in continuazione.
Queste persone lo sanno bene che Facebook è qualcosa di diverso dalle loro vite e magari proprio per questo si perdono in queste catene ad alto rischio spam.
Il punto è proprio che Facebook non è, e non deve essere, la realtà ma un mondo dove chi vuole fingere finge e chi vuol essere onesto lo è.
Senza dimenticare che spesso è proprio quando ci si maschera che viene fuori la propria identità.