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Il diavolo veste Prada, la collega di lavoro no

immagine del film

Ti sei alzata a fatica, hai tentato di darti un tono infilando i tuoi pantaloni preferiti, hai sistemato il sistemabile con un filo di trucco, hai rinunciato per sempre ai tacchi pur di prendere la bici, sei arrivata in ufficio sudata ma in orario e, nonostante tutto, sei ancora presentabile.
Il merito non è tuo, ma del bassissimo livello di eleganza che aleggia sul posto di lavoro.
Per mantenere una certa dignità fino alla timbratura pomeridiana del cartellino, devi solo stare attenta a non incrociare alcune tipologie di colleghe.
Ecco con chi non bisogna MAI intraprendere un discorso sulla moda:

  • la tipa “cooperazione internazionale”
    Pantalone thailandese, canotta africana d’estate o maglione d’alpaca in inverno, capelli corti o raccolti in una dimessa coda bassa. Ai piedi sandali o scarpe da trekking, si dovesse mai partire all’istante per una escursione in Nepal.  Borsa di tela informe per contenere il poncho messicano, perfetto per i percorsi in bici o un pisolino sul divano. Sogna di scavare un pozzo nel mezzo del deserto, e invece è costretta a litigare ogni giorno con la fotocopiatrice, simbolo del capitalismo occidentale.
    Carissima, evita il thermos di cicoria per la pausa caffè, mangiati un panino al prosciutto e concediti un’ora dal parrucchiere (o un’ora di sesso sfrenato… l’effetto dovrebbe essere simile).
  • quella che sta per andare in pensione
    Va bene, stai per arrivare all’agognato traguardo del tempo libero perenne, ma questo non ti da il diritto di lasciare gli ormeggi anche dal punto di vista dell’abbigliamento. Da qualche mese hai sostituito le scarpe con morbide pantofole con cui sciabatti fino alla macchinetta del caffè. Avrai tempo per riordinare i calzini, ma potresti cominciare fin da ora a scartare quelli giallo canarino. Il maglione di lana che ti stai facendo in ufficio, mentre cominci a cancellare le cartelle dal pc, potresti donarlo in beneficenza.
    Carissima, usa bene la tua pensione per un giro di shopping efficace. Se proprio non ti riesce, confonditi tra le volontarie della parrocchia con cui hai già di sicuro dei punti in comune.
  • quella che è sempre “leggermente soprappeso”
    Jeans fascianti perché così tengono la pancia, scarpa bassa per non scivolare sulle scale, sciarpa avvolgente anche a giugno.
    Carissima, Marilyn Monroe non ti ha proprio insegnato nulla: abbandona i pantaloni, metti in risalto il punto tette e nascondi le curve sotto una gonna plissettata, da cui devono spuntare solo un paio di belle scarpe col tatto. Tu che sei bassa te le puoi permettere. E se ti senti instabile, prendi l’ascensore! Alla dieta pensiamo poi domani…
  • il collega omosessuale
    Qui non c’è competizione: sobrio ed elegante allo stesso tempo, usa il suo stipendio per metterti in ridicolo comprando sciarpe di seta su Amazon e girando mercatini vintage per accaparrarsi il portafoglio usato da Clarke Gable a soli 6,50 euro.
    Carissimo: voglio diventare la tua migliore amica, intima confidente, e usare la macchina Nespresso che ti sei installato sulla scrivania. Mi porto le cialde da casa. Sono anche disposta ad ascoltare i racconti sul tuo cane. Grazie per sempre.

collega

Il diavolo veste Prada

Ti sei alzata a fatica, hai tentato di darti un tono infilando i tuoi pantaloni preferiti, hai sistemato il sistemabile con un filo di trucco, hai rinunciato per sempre ai tacchi pur di prendere la bici, sei arrivata in ufficio sudata ma in orario e, nonostante tutto, sei ancora presentabile.
Il merito non è tuo, ma del bassissimo livello di eleganza che aleggia sul posto di lavoro.
Per mantenere una certa dignità fino alla timbratura pomeridiana del cartellino, devi solo stare attenta a non incrociare alcune tipologie di colleghe.
Ecco con chi non bisogna MAI intraprendere un discorso sulla moda:

  • la tipa “cooperazione internazionale”
    Pantalone thailandese, canotta africana d’estate o maglione d’alpaca in inverno, capelli corti o raccolti in una dimessa coda bassa; ai piedi sandali o scarpe da trekking dovesse mai partire all’istante per un’escursione in Nepal; borsa di tela informe per contenere il poncho messicano, perfetto per i percorsi in bici o un pisolino sul divano. Sogna di scavare un pozzo nel mezzo del deserto e invece è costretta a litigare ogni giorno con la fotocopiatrice, simbolo del capitalismo occidentale.
    Carissima, evita il thermos di cicoria per la pausa caffè, mangiati un panino al prosciutto e concediti un’ora dal parrucchiere (o un’ora di sesso sfrenato… l’effetto dovrebbe essere simile).
  • quella che sta per andare in pensione
    Va bene, stai per arrivare all’agognato traguardo del tempo libero perenne, ma questo non ti dà il diritto di lasciare gli ormeggi anche dal punto di vista dell’abbigliamento. Da qualche mese hai sostituito le scarpe con morbide pantofole con cui sciabatti fino alla macchinetta del caffè. Avrai tempo per riordinare i calzini, ma potresti cominciare fin da ora a scartare quelli giallo canarino. Il maglione di lana che ti stai facendo in ufficio, mentre cominci a cancellare le cartelle dal pc, potresti donarlo in beneficenza.
    Carissima, usa bene la tua pensione per un giro di shopping efficace. Se proprio non ti riesce, confonditi tra le volontarie della parrocchia con cui hai già di sicuro dei punti in comune.
  • quella che è sempre “leggermente sovrappeso”
    Jeans fascianti perché così tengono la pancia, scarpa bassa per non scivolare sulle scale, sciarpa avvolgente anche a Giugno.
    Carissima, Marilyn Monroe non ti ha proprio insegnato nulla: abbandona i pantaloni, metti in risalto il punto tette e nascondi le curve sotto una gonna plissettata, da cui devono spuntare solo un paio di belle scarpe col tacco. Tu che sei bassa te le puoi permettere. E se ti senti instabile, prendi l’ascensore! Alla dieta pensiamo poi domani…
  • il collega omosessuale
    Qui non c’è competizione: sobrio ed elegante allo stesso tempo, usa il suo stipendio per metterti in ridicolo comprando sciarpe di seta su Amazon e girando mercatini vintage per accaparrarsi il portafoglio usato da Clarke Gable a soli 6,50 euro.
    Carissimo: voglio diventare la tua migliore amica, intima confidente, e usare la macchina Nespresso che ti sei installato sulla scrivania. Mi porto le cialde da casa. Sono anche disposta ad ascoltare i racconti sul tuo cane.
    Grazie per sempre.