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Facebook: la dura legge del Ban

Facebook, ban

Su Facebook puoi trovare:

Gruppi tipo ‘mogli e buchi dei paesi tuoi’, ‘casalingue di suocera’, ‘l’apparenza incanna’, ‘conta fino a tette, amole glande’.

Profili di gattemorte smutandate (più ovine a 90° che feline), stalkeratori da panchina del parco, ai quali apri il profilo ed in automatico si apre l’impermeabile.

Mercificazione di creme miracolose che da cazzaro diventi cazzone, dildo a motore, a pile, ad argano, a elica, a GPL ecologici, col carillon e ‘arrivederci Roma’ incorporato.

Gruppi di mamme psicotiche che si danno vicendevolmente consigli assurdi, come se non fossero rimaste incinta a causa di un atto sessuale, ma per opera dello Spirito Santo o fossero cascate a sedere per caso su una provetta di seme aperta.
Profili falsi con nomi inventati a richiamo sessuale, satanico, stupefacente.

Copiatori seriali sfigatissimi che si appropriano della personalità del copiato e, se còlti sul fatto, ti rispondono che “le battute girano” (sì, ma mai quanto i miei testicoli quando me ne accorgo), ti offendono con la grinta di un leone da tastiera qualsiasi, ma se chiedi loro un confronto, piuttosto ti bannano o alle brutte, se messi all’angolo, si impiccano.

Bestemmiatori con laurea e master livello pro, specializzati in calendari aggiornati, ostie con o senza glutine, Papi, Madonne, Brosio.

Per non parlare dei “volatili” che ti arrivano in chat: veri, fotoshoppati, parruccati, glabri, filmati di cappelle con visita guidata che manco la Sistina dopo il restauro, inviti a orge con tesserino onorifico, prostitute che con un linguaggio alla Tarzan ti vogliono amare, sposare, ma soprattutto prosciugare il conto in banca, alla stessa stregua di sedicenti ‘soldati ammerigani vedovi’, che seducono e dissanguano povere donne vittime, in cerca di amore e compagnia.

Ma, sempre su Facebook:
Non provare a postare un’idea originale, una semiparolaccia, la foto di Cicciobello sbrodolino o Barbamamma, perché se la percentuale di colore rosa nella foto è altissima, e uno stramaledetto algoritmo fa sì che ti oscurino, ti buttino fuori dal social, da casa, dalla terra, e dopo un mesetto su Marte a pane e acqua forse puoi rientrare nella marmaglia incolore di un social che sta perdendo iscritti, faccia e dignità.

E adesso scusate, devo rispondere al messaggio di @Pisellone28.Facebook, ban

Su Facebook puoi trovare:

Gruppi tipo “mogli e buchi dei paesi tuoi”, “casalingue di suocera”, “l’apparenza incanna”, “conta fino a tette, amole glande”.

Profili di gattemorte smutandate (più ovine a 90° che feline), stalkeratori da panchina del parco, ai quali apri il profilo ed in automatico si apre l’impermeabile.

Mercificazione di creme miracolose che da cazzaro diventi cazzone, dildo a motore, a pile, ad argano, a elica, a GPL ecologici, col carillon e “arrivederci Roma” incorporato.

Gruppi di mamme psicotiche che si danno vicendevolmente consigli assurdi, come se non fossero rimaste incinta a causa di un atto sessuale, ma per opera dello Spirito Santo o fossero cascate a sedere per caso su una provetta di seme aperta.
Profili falsi con nomi inventati a richiamo sessuale, satanico, stupefacente.

Copiatori seriali sfigatissimi che si appropriano della personalità del copiato e, se còlti sul fatto, ti rispondono che “le battute girano” (sì, ma mai quanto i miei testicoli quando me ne accorgo), ti offendono con la grinta di un leone da tastiera qualsiasi, ma se chiedi loro un confronto, piuttosto ti bannano o alle brutte, se messi all’angolo, si impiccano.

Bestemmiatori con laurea e master livello pro, specializzati in calendari aggiornati, ostie con o senza glutine, Papi, Madonne, Brosio.

Per non parlare dei “volatili” che ti arrivano in chat: veri, fotoshoppati, parruccati, glabri, filmati di cappelle con visita guidata che manco la Sistina dopo il restauro, inviti a orge con tesserino onorifico, prostitute che con un linguaggio alla Tarzan ti vogliono amare, sposare, ma soprattutto prosciugare il conto in banca, alla stessa stregua di sedicenti ‘soldati ammerigani vedovi’, che seducono e dissanguano povere donne vittime, in cerca di amore e compagnia.

Ma, sempre su Facebook:
Non provare a postare un’idea originale, una semiparolaccia, la foto di Cicciobello sbrodolino o Barbamamma, perché se la percentuale di colore rosa nella foto è altissima, e uno stramaledetto algoritmo fa sì che ti oscurino, ti buttino fuori dal social, da casa, dalla terra, e dopo un mesetto su Marte a pane e acqua, forse puoi rientrare nella marmaglia incolore di un social che sta perdendo iscritti, faccia e dignità.

Riassumendo: Facebook rimarrà un social per suore, frati, eremiti, gatti, giocatori di scacchi, amanti del punto croce. E poi c’è il sommerso, i gruppi orgiastici e i profili fake, ma se ciò comporta numeri e seguaci al grande capo Zuck, i sorveglianti chiudono un occhio, che in confronto Polifemo scànsate proprio.

E adesso scusate, devo rispondere al messaggio di @Pisellone68, prima che lo bannino.