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Femen: We are all free women

Io c’ho sempre creduto a questi gesti qui.
Il primo tabù da sfatare, per ogni donna, è sul proprio corpo. Ribellarsi al patriarcato, agli abusi e alle dittature sul corpo femminile, e quindi sull’intera esistenza della donna, mostrandosi a seno nudo, ha un valore simbolico e rivoluzionario enorme.
E secondo me a noi i simboli mancano tantissimo.
Le Femen, nonostante tutte le contraddizioni che sono venute fuori nel tempo, restano un messaggio di questo potere: il potere di mostrare chi siamo, ovunque e comunque, contro ogni costrizione.

La potenza dei gesti simbolici, quelli che non cambiano necessariamente il mondo dalla testa ai piedi ma gli danno una bella scossa, è questa: una donna, attivista, ribelle, artista è morta ma la potenza simbolica di quello che ha voluto dire, resta.

E resta oltre le speculazioni che la gente fa e continuerà a fare, oltre i giudizi (“Senza Dio si precipita nella morte”. “Morta per overdose. Una tossica, nulla più.” ) oltre quel biglietto che Oksana ha lasciato prima di uccidersi: “you are all fake” che non sappiamo a cosa esattamete si riferisse – e chissà se lo sapremo mai- ma che di certo attualmente sembra un messaggio che calza a pennello su chi continua a insultare il diritto di questa donna ad aver vissuto come credeva e per ciò che credeva giusto, su chi continua a dire che la sua morte è dovuta all’assenza di Dio e al peccato – esattamente i tabù e le prigioni contro cui Oksana combatteva.

Per fortuna, oltre e nonostantetutto questo, resta il messaggio per cui lottare “we are all free women”