adesso!

Figli del mondo o cocchi di mamma?

 

Nessuno dei due, a quanto pare! Meglio i nonni, ci informa la ministra dell’istruzione, quella senza una laurea ma a capo del più grande datore di lavoro per soli laureati di tutta Europa.

uscita scuola media

E già, i nostri preadolescenti a scuola da soli non possono uscire, ci vuole l’Adulto, e sennò è abbandono di minore, reato insomma.

E così, dopo settimane di storronamenti improbabili sulle sorti e sui costumi di qualche attricetta e di qualche satiro, eccoci un bel bagno di realtà, l’immagine contemporanea di questo paese sul tema donne/lavoro.

Perché va detto, sono questi i temi che dovrebbero far cascare dalle sedie le donne, quelle che lavorano, che fanno le madri, quelle che lo faranno, quelle che studiano, quelle che accudiscono, quelle che reggono questo paese.

Già che le scuole medie finiscano alle 13.30 è assurdo e anacronistico (cosa fa il dodicenne medio a casa il pomeriggio? Ciondola, ovviamente).

Già che una ministra della repubblica aderisca a una interpretazione della Cassazione (spacciandola per legge!) solo perché vuole evitare altre richieste di danno al Miur, aggiungendo, a riprova, che il resto del pomeriggio li possiamo anche mandare a sminare i campi in Cambogia, non gliene fotte niente, basta che a scuola li prenda qualcuno.

Già che se tuo figlio a 11-12-13 anni ancora non sa attraversare la strada vuol dire che hai fallito il tuo mandato educativo e il risarcimento lo chiediamo a te che stai crescendo un pirla.

Già che in Italia i nonni sono l’unico ammortizzatore sociale (e si mantengono una generazione).

Già che qui l’occupazione femminile è a livelli da terzo mondo e dati alla mano una madre su tre rinuncia a lavorare perchè non ha aiuti e non ce la fa.

MA! Non bastava, serviva la ministra che ci esortava ad assoldare i nonni, che in fondo si divertono, salvo poi ammettere che lei proprio non ce la fa (è ministra, chevvvuoi), ma quelle due volte bisestili si diverte proprio taaaaaaanto a stare con i nipotini!

Allora, Valeria: mio padre ha il catetere, mia madre ha quasi ottant’anni. I miei settecento suoceri vivono tutti e trentatrè in fila per tre altrove (e sì, perché capita anche questo, non è che tutta le famiglie vivono da generazioni nello stesso borgo).

E comunque, una delle rare volte che mia madre ha preso mia figlia, allora settenne, mamma è scesa dal tram e la nana ci è rimasta sopra… avete presente la scena ciao ciao con la manina, tipo tradotta sui binari? Ecco.

La nana oggi ha undici anni, ha più tette di me (non che ci voglia molto, a dire il vero, ma tant’è…), il 38 di piede, è più alta della tata (inter nos, una laureata di 23 anni, bravissima, vuol fare la professoressa, Valeriuccia, dici se lo merita o la lasciamo a ritirare bimbi all’uscita di scuola?).

Dicevo: esce da scuola e va a casa, che dista un paio di isolati, rigorosamente da sola.

Arrivata a casa, finiti i compiti, ci compila i 730, a tutti, nonni compresi. Ancora qualche mese e mi deposita la richiesta di amministrazione di sostegno ai vecchi.

Che vi devo dire, speriamo che diventi ministra.