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Il meteo e le previsioni del tempo

sole e alberiLa formula delle previsioni del tempo riesce sempre a trasmettere una sensazione di definitività:

“ultimi giorni di sole, dopodiché gelicidio”.

Ogni volta sembra che ciò che finisce finisca per sempre e ciò che sta per arrivare duri altrettanto. O almeno, io ogni volta ci casco.

Neanche i saldi nei negozi sono così allarmistici: ultimi “soli” a prezzi stracciati, accorrete, fatene una scorpacciata, garantitevi una conserva accanto ai pelati giù in cantina per i tempi bui ammesso che abbiate uno straccio di cantina, che poi non torneranno più, mai più. Sembra che te lo vogliano proprio buttare appresso quest’ultimo sole scontato, in superofferta, prendi tre paghi due tanto siamo agli scarti di magazzino, e dopo due giorni uno scenario stravolto e capovolto:

“Ultime piogge e poi sole su tutta la penisola”.

Ma come? Non eravamo rimasti a un gelicidio eterno? Volete dirmi che sono io che fraintendo?

Quindi ora soleil? Per sempre?

“Condizione stabile di sole splendente, ma da mercoledì di nuovo pioggia”.

Il punto è che è martedì, capisci? Cosa intendi esattamente per “stabilità”? So che può sembrare difficile da credere ma, in accordo con la lingua italiana, per “stabilità” ci aspetteremmo qualcosa di solido e duraturo. Mi sentirei di suggerire piuttosto una bella parola: “precarietà”, così meravigliosamente al passo coi tempi.

In questo scenario desolante, spicca come fuoriclasse IlMeteo.it, la cui redazione alterna due modalità di approfondimento della notizia:

1) una volta, per approssimazione e poesia, abbiamo tutti i motivi per credere che sia dislocata a Tirana, come il call center della Vodafone:

“Sole su tuta bela Italia”.

Sai quei meteo sommari che ci informano in Italia sul tempo che fa in Asia piazzando un bel sole generico al centro del continente, come se ce ne possa fottere per davvero qualcosa? Ti assicuro che a Milano tutt’altro guarda, gragnola a non finire; stanno comodamente a Tirana a sentenziare sull’Italia, mentre nel paese reale si acuisce il divario climatico nord – sud che neanche la Lega Nord è mai arrivata a tanto, Home Page di Facebook bipolari, guerriglie familiari coi parenti al sud, tu e il tuo armadio che siete ridotti a i ferri corti.

2) E poi la volta successiva va giù pesante di iperdettaglio: alta pressione in basso Piemonte, alta Toscana, Spezzino e Massese e viale Regina Giovanna incrocio via Pancaldo, come da ordine del giorno dell’assemblea di condominio del palazzo che fa angolo.

C’è da dire che ciò che caratterizza il comune mortale è l’ambizione di vivere sempre in epoche speciali, sia per un motivo che per un altro, sia per troppo caldo, che per troppo freddo. Il comune mortale sensibile al clima, per non dire ossessionato a livelli patologici, nutre l’intima speranza di essere testimone di un caldo eccezionale, o un freddo eccezionale; poi presto o tardi ti capita di beccare per sbaglio una meteorina prima di Un Posto Al Sole che sussurra en passant l’agghiacciante verità:

“Temperature nelle medie stagionali.”

neveAccidenti, è tutto finito, zero specialità. L’impatto è devastante; almeno quanto quello su un figlio unico a cui si comunica un fatto scomodo: “Tutto sommato sei un po’ come tutti, soffri e gioisci esattamente come gli altri essere viventi”. Poi, mi raccomando, prenditela pure la responsabilità di una simile affermazione, facile dire certe cose e poi svignarsela. Le reazioni a questo genere di tragiche fatalità sono del tutto imprevedibili. La prendono talmente sul personale che a questo punto possono essere capaci di tutto pur di catturare l’attenzione su di sé e dimostrare che nella media un cazzo, ti sbagli caro, ho fatto un gesto estremo, lo vedi? Non era come dicevi, io soffrivo più degli altri, non mi hai mai creduto, ora mi credi di più?

Va bene tutto, tranne la medietà, è sempre la più spaventosa di tutte. Tutto sotto controllo, non saremo di nuovo noi a rappresentare l’eccezione essendo testimoni di un’epoca straordinaria, di un fenomeno poco comune, siamo banalmente nella media. Che presunzione, no? Neanche per quest’inverno ce l’abbiamo fatta, la calamità naturale è arginata. Un calo di adrenalina pazzesco, Repubblica.it batte in ritirata e addirittura al primo titolo c’è, non so, Il Movimento Cinque Stelle. O, peggio ancora, viene fuori che tipo anche nel 1880 si era verificato un marzo caldo come questo, che sfiga di merda, proprio ora che per la prima volta in vita mia pago il riscaldamento condominiale: nessuna naturale progressione fino a giungere alla fine del mondo nel giro di qualche decennio, purtroppo per i depressi che vedono in questa, da sempre, l’unica soluzione.

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