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Ho incontrato Trump al mare

Non sono mai stata una di quelle persone che se ha caldo si lamenta e se ha freddo pure. Avevo caldo e sono andata al mare, risolto.

Alle 8 del mattino chi vuoi che ci sia, se non l’ombrellone impalato il giorno prima dal “genio” di turno per prenotarsi il posto o qualche signora che ha portato i nipotini al primo e più fioco sole del mattino? TRUMP!
No, non è un’onomatopea, tanto meno il mio dottore che suona la tromba contento per onorare la mia decisione nel mettermi una crema solare decente. È proprio lui: Trump.
Indecisa se avvicinarmi o meno, è lì in piedi sul bagnasciuga con le mani in vita a scrutare l’orizzonte, che faccio?
Dettata dalla mia curiosità e dalla mia miopia cerco di avvicinarmi improvvisando una raccolta di conchiglie sparse in sua direzione, senza rendermi conto di eccedere in una camminata da granchio che si crede umano.

“Signorina! Good morning!” sorride lui, tiratissimo.
Oddio! Mi ha notata! Tolgo la modalità Sebastian e torno umana.
“Salve signor Trump! Come va? Cioè, come mai qui in Puglia, se posso chiederle?”. Incredula.

“Guardo, osservo, penso. Oltre il mare. Oltre l’America” risponde convinto con quel sorrisone sornione.
“Eh, ma dall’altra parte del mare non c’è Kim Jong-un! per fortuna”.
“Come?!”.
“No, dico… volgendo lo sguardo da quella parte, è più sicuro che scorga gli Emirati Arabi!”
“Re Salman?! Re Salman?!” esclama sorpreso.
“Mh, quello lì, quello al quale si son vendute le armi, sì”.
“Sì ma noi abbiamo la bomba più grossa, don’t worry, miss”
commenta con un occhiolino appena accennato.
“Dite tutti così, Trump, ma non c’è bisogno di dimostrarlo per forza, sai? Cioè, potete evitare, tranquilli proprio”.
Mi guarda taciturno e si siede accigliato direttamente sulla sabbia. A me non va, scalcio piano l’acqua facendo due passi, aspettando una risposta che non arriva mai.
Mi ricordo improvvisamente della crema solare e corro a prenderla
“C’mon! You don’t need your sunscreen! Il sole makes us beautiful!”.
“Ma come? Sì che devo, belli ma non ustionati”.
“E poi, scusi ma anche lei mette la protezione solare! Suvvia, lo ammetta, intorno agli occhi!” rispondo come mi fossi tolta la sabbia dalla scarpa, ops! Un sassolino dalla scarpa.

“Crema solare agli occhi?” risponde con molta nonchalance.
“Sì sì, insomma, quell’alone chiaro intorno agli occhi sulla sua pelle dorata, l’ho sempre notato! Sarà pur dovuto ad un filtro! Se crema solare non è allora posso dedurre che: o si fa le lampade o va a sciare” la butto lì, ormai in preda alla mia sempiterna curiosità.

“Ahahah! c’mon lady, il sole fa bene, l’energia solare fa bene” ride di gusto, sistemandosi il biondo/rame/scozzese fluo/dorato/nevicato ciuffo. Non risponde.

“L’energia solare, eh signor Trump? Energia rinnovabile, pulita, fa belli noi e il mondo” osservo con enfasi.
“Mi sono già pronunciato sugli accordi di Parigi, credo che lo sappia!”.
“Sì, si è ritirato dagli accordi di impegno sulla moderazione delle emissioni”.
Annuisce continuando a guardare verso il mare.

“Guardi, se si sforza, non so a quanti km di distanza e in quale parte del mare italiano, potrà scorgere qualche trivella in cerca del petrolio, che starà scavando e prelevando dal fondo del mare fin ad esaurimento del giacimento”.
“Really?! Here in Italy?”chiede voltandosi di colpo verso me.
“Eh, veramente, qui in Italia, col referendum scorso” commento rammaricata.
Mi viene sete e voglia di frutta ed inizio a scavare sotto al bagnasciuga dove qualche ora prima, appena arrivata in spiaggia, avevo messo al fresco un piccolo e maturo melone retato.

“Ma cosa sta facendo, signorina?!” esclama Trump allibito.

Estraggo il piccolo frutto dalla sabbia sorridendo
“Niente di che, signor Trump, a noi piace utilizzare la terra in questo modo, per tener fresca la frutta”.

N.b: il testo è di pura fantasia