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La vita è una Trash-gedia. ( E i greci la fanno meglio)

La vita oscilla costantemente tra il trash e la tragedia, in un eterno movimento detto Trash-gedia.

Da quando avevo 12 anni, l’inizio di ogni estate era segnato da un evento importantissimo: andare a teatro a vedere la tragedia greca.

No no, rimangiatevi subito i “che palle”, perchè se non avete mai assistito a una rappresentazione classica dovete ASSOLUTAMENTE farlo una volta nella vita.

Comunque, se proprio non siete amanti del genere (o non sapete ancora di esserlo), ve la metto così: se la vicenda raccontata fosse stata una storia vera, avrebbe riempito i palinsesti di tutte le reti, assumendo però i connotati di una trash-gedia.

Immaginiamo ad esempio la storia di Edipo nella tv di oggi

Pomeriggio 5
“Buon pomeriggio, il tema di oggi è: “Toy boy: quando il tuo fidanzato è davvero tuo figlio”. Signora (sigh), quindi davvero, davvero davvero, lei non sospettava che il suo giovane marito potesse essere suo FIGLIOOOOO?? – Ma sa Barbara, tutte le mie amiche mi dicevano “ma pure Demy Moore ce l’ha, fa tanto giovane averci il fidanzato minorenne”.

Porta a Porta

tataaaaatataaaaaaa (via col vento)
Siamo qui in studio con l’esperto in crimini di famiglia dottor Sofocle. “Dottore ecco il plastico della città di Tebe: dunque è qui che lei si è impiccata? E come è stata trovata? quanto era lunga la corda? E le urla? Nessuno ha sentito urla? E poi l’uomo come ha reagito alla scoperta? Dicono si sia accecato per il rimorso. Strano per un criminale navigato come lui, che in passato aveva ucciso il suo stesso padre …  vogliamo ssssapere tuuuuutto, ci dica di più, DI PIÙ, i macabri e sordidi dettagli con cui posso nutrire me e la mia ssssspecie.

C’è Posta per te
buonaseeeraa, oggi qui con noi un padre che ha passato gli ultimi mesi a vagare come un  mendicante in giro per la Grecia. Da quanto non vede i suoi figli? – beh, sicuramente da quando sono cieco (risate del pubblico), e poi da quando mi hanno cacciato di casa tempo fa. – Adesso spostiamo la busta… signor Edipo, ci sono i suoi figli, vuole vederli? – “Ma che possano morì ammazzati l’un l’altro

Ve la ricordate la storia di Edipo,no? Edipo, quello del complesso, l’uomo a causa del quale tutte le domeniche andate a pranzo dalla suocera, e per cui non potete proprio buttare quel padre Pio a grandezza naturale che vi ha portato come souvenir dalla gita delle pentole. Insomma, l’uomo che uccide il padre, si innamora della madre e che tutte le donne, soprattutto le sposate, hanno maledetto almeno una volta nella vita.

Bene, dopo aver assistito alla sua personale tragedia, di maledirlo non mi va più tanto (ma ciò non vale per la suocera).

Siamo d’accordo, la sua storia non è reale e effettivamente solo Beautiful finora è arrivato ad un tale livello di perversione; insomma, che alla stessa persona capitino tutte queste sfighe insieme (patricidio, incesto, suicidio della madre, mutilazione, esilio, cognato stronzo, figli ingrati) è quantomeno improbabile, anche se non lo escluderei del tutto. Ma prese una alla volta, le vicende del povero Edipo non si allontanano molto dai vari fatti di cronaca con cui ci ammorbano i vari talk show durante la giornata, roba da dar fuoco al televisore.

E allora perché io, che non reggo nemmeno un minuto dei vari pomeriggi – sere – dopocene – maratone – di “approfondimento” sul lato oscuro dell’umanità, mi prendo la briga di prendere un aereo, giorni di ferie, pagare un biglietto per andare ad assistere alla terribile tragedia della vita di questo povero Cristo, come se non fossi già abbastanza provata dalla vita reale?

Beh, intanto per questo

Il teatro greco di Siracusa, semplicemente il posto più bello del mondo, che ospita e fa da scenografia alla tragedia. I riflettori da stadio di uno studio televisivo saranno miracolosi per togliere quei 10-15 anni agli attori seduti sulle poltrone, ma assistere allo spettacolo con un tramonto che accompagna naturalmente lo spettacolo verso la conclusione, è semplicemente magico.

Per la poesia. Perché si, il modo di raccontare le cose è importante, e fa la differenza tra parlare alla pancia delle persone (e dopo che ho digerito, non mi rimane niente) e arrivare al cuore fino a farlo sciogliere.

Perchè poi, con tutto il rispetto, se a piangere è il coro delle donne greche e non la De Filippi, un po’ di differenza la fa. Io con una di quelle donne riesco a empatizzare, mi piacerebbe essere una di loro (no, dico, guardate che fighe)

Coro Baccanti (M.G.Dance Company) foto Laura Aureli

Perché quando lo spettacolo finisce, io mi sento bene, in quanto ho assistito a uno spettacolo di umanità: sentimenti come empatia, perdono, accoglienza, rispetto del dolore, di questo ci parlano, e che altro ci devono dire? Qualcuno pensa ancora che tutto questo non sia vero ed attuale? Potessimo imparare dai greci: sii ospitale, non offendere gli altri sennò gli Dei ti fulminano, e soprattutto, dopo una certa età, la mamma, lasciatela stare che è meglio!

Ma in fondo sono io che sono strana, che risento del fascino dell’antico.
Magari tra altri 2000 anni i nostri posteri si riuniranno nei futuri resti archeologici di negozi Ikea abbandonati a proiettare tutte quelle trasmissioni che oggi snobbo pensando a quanto eravamo sensibili e poetici nell’affrontare i problemi del nostro tempo… sarà, ma sarò felice di non vivere abbastanza per vederlo.