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Le ali della libertà

L’altro giorno ero al supermercato con mio marito, che con la sua solita delicatezza mi chiede:

“Ti servono pannolini?”.

Simpatico. Come la cistite a capodanno.

Gli ricordo che ho smesso di usare i pampers parecchie lune fa, ciononostante in effetti mi servono gli assorbenti, per cui ci dirigiamo al reparto ignari della tragedia che in quel momento vi stava avendo luogo.

Un uomo sulla quarantina, nel panico più totale, teleguidato via cellulare stava cercando di acquistare una confezione di assorbenti per una donna.

Non c’è al mondo spettacolo più tragicomico di un uomo al supermercato che compra degli assorbenti.

Gli si leggeva il terrore negli occhi.

Era più agitato di un artificiere di fronte ad un ordigno da disinnescare, solo che invece di scegliere se tagliare il cavo rosso o quello blu doveva decidere se comprare quello lungo con ali o quello da flusso notturno.

Ripeteva nervosamente al suo interlocutore telefonico

“Ma non lo so, non lo so..qui dice sottile..qui c’è scritto senza ali..ma che ne so che marca le serve, boh..”.

Mio marito,  noto per la sua delicatezza da t-rex, comincia a ridere di lui; lo ammonisco con lo sguardo, non so perché ma mi sento in qualche modo di comprendere le difficoltà del povero tapino.  D’improvviso però, l’apice: come se il nostro ricercatore avesse ricevuto un’epifania esclama al suo interlocutore al telefono:

“Qui c’è scritto DAI… DAI..”

Ovviamente la scritta era“day”ma lui pareva così convinto che mio marito ad alta voce esclama:

“Eh certo, dai! Dai! È un esortazione, così esce tutto prima, no?”

E  qui cedo anche io, scoppiando a ridere, e il pover’uomo, cornuto e mazziato, arraffa una confezione a caso e si allontana mesto.

Io mi chiedo: ma cos’è che fa in modo che quando un uomo allunga il braccio verso lo scaffale degli assorbenti gli si scolleghi il cervello?

Sono come i fazzolettini,  solo che vanno messi da un’altra parte.

Io capisco l’imbarazzo: c’è stato un tempo in cui comprare la carta igienica mi faceva prendere malissimo perché era come dichiarare ad alta voce“Guarda mondo, faccio la cacca!”ma poi cresci e realizzi che tutti la fanno e che è ben più disdicevole chi la carta igienica non la compra mai..

Ma che cosa scatti davvero nella testa maschia resta un mistero. Come se prendendo la confezione di tampax partisse un antifurto che fa girare tutto il negozio, e si sentissero costretti a giustificarsi

“Non sono per me, eh..ma per mia moglie!”

Eh..ma va?

Disclaimer: so che fra di voi esistono maschi normodotati che sanno che toccare una confezione di assorbenti non farà in modo che anche a loro venga il ciclo, come in quei film anni 80 dove ci si scambiava personalità toccando qualche reliquia magica. Ma in realtà questo articolo è proprio diretto a voi.

Per ogni uomo che pronuncia serenamente la parola“assorbenti”ce ne sono altri cinque che li chiamano“attrezzi”o direttamente“tappi per figa”(cito testualmente).

Per ogni uomo che si fa dire semplicemente marca e modello ce ne sono altri cinque che afferrano la confezione preoccupati e ti chiedono“Ma le staranno?”(e anche questa è storia vera).

Quindi amici: abbiamo bisogno di voi. Dimostrate la vostra maturità intellettiva ed emotiva alle vostre donne, sorelle,  mamme, ed aiutate i vostri colleghi uomini a superare il trauma da tampone.

E vivremo per sempre liberi e felici, come le farfalle.L’altro giorno ero al supermercato con mio marito, che con la sua solita delicatezza mi chiede:

“Ti servono pannolini?”.

Simpatico. Come la cistite a capodanno.

Gli ricordo che ho smesso di usare i pampers parecchie lune fa, ciononostante in effetti mi servono gli assorbenti, per cui ci dirigiamo al reparto, ignari della tragedia che in quel momento vi stava avendo luogo.

Un uomo sulla quarantina, nel panico più totale, teleguidato via cellulare stava cercando di acquistare una confezione di assorbenti per una donna.

Non c’è al mondo spettacolo più tragicomico di un uomo al supermercato che compra degli assorbenti.

Gli si leggeva il terrore negli occhi.

Era più agitato di un artificiere di fronte ad un ordigno da disinnescare, solo che invece di scegliere se tagliare il cavo rosso o quello blu doveva decidere se comprare quello lungo con ali o quello da flusso notturno.

Ripeteva nervosamente al suo interlocutore telefonico

“Ma non lo so, non lo so..qui dice sottile..qui c’è scritto senza ali..ma che ne so che marca le serve, boh..”.

Mio marito,  noto per la sua delicatezza da t-rex, comincia a ridere di lui; lo ammonisco con lo sguardo, non so perché ma mi sento in qualche modo di comprendere le difficoltà del povero tapino.  D’improvviso però, l’apice: come se il nostro ricercatore avesse ricevuto un’epifania esclama al suo interlocutore al telefono:

“Qui c’è scritto DAI… DAI..”

Ovviamente la scritta era“day”ma lui pareva così convinto che mio marito ad alta voce esclama:

“Eh certo, dai! Dai! È un esortazione, così esce tutto prima, no?”

E  qui cedo anche io, scoppiando a ridere, e il pover’uomo, cornuto e mazziato, arraffa una confezione a caso e si allontana mesto.

Io mi chiedo: ma cos’è che fa in modo che quando un uomo allunga il braccio verso lo scaffale degli assorbenti gli si scolleghi il cervello?

Sono come i fazzolettini,  solo che vanno messi da un’altra parte.

Io capisco l’imbarazzo: c’è stato un tempo in cui comprare la carta igienica mi faceva prendere malissimo perché era come dichiarare ad alta voce“Guarda mondo, faccio la cacca!”ma poi cresci e realizzi che tutti la fanno e che è ben più disdicevole chi la carta igienica non la compra mai..

Ma che cosa scatti davvero nella testa maschia resta un mistero. Come se prendendo la confezione di tampax partisse un antifurto che fa girare tutto il negozio, e si sentissero costretti a giustificarsi

“Non sono per me, eh..ma per mia moglie!”

Eh..ma va?

Disclaimer: so che fra di voi esistono maschi normodotati che sanno che toccare una confezione di assorbenti non farà in modo che anche a loro venga il ciclo, come in quei film anni 80 dove ci si scambiava personalità toccando qualche reliquia magica. Ma in realtà questo articolo è proprio diretto a voi.

Per ogni uomo che pronuncia serenamente la parola“assorbenti”ce ne sono altri cinque che li chiamano“attrezzi”o direttamente“tappi per figa”(cito testualmente).

Per ogni uomo che si fa dire semplicemente marca e modello ce ne sono altri cinque che afferrano la confezione preoccupati e ti chiedono“Ma le staranno?”(e anche questa è storia vera).

Quindi amici: abbiamo bisogno di voi. Dimostrate la vostra maturità intellettiva ed emotiva alle vostre donne, sorelle,  mamme, ed aiutate i vostri colleghi uomini a superare il trauma da tampone.

E vivremo per sempre liberi e felici, come le farfalle.