adesso!

Mamma peggiore dell’anno. And the winner is…

mamma

Settembre.

Da studente lo odi perché ti riporta sui banchi di scuola, ma quando passi dall’altra parte del cancello di ingresso lo aspetti in gloria, anche più delle ferie anzi, ti serve proprio per ripigliarti dalle lunghe vacanze (dei figli), durante le quali hai fatto numeri da circense tra campi estivi – piscine – tate – nonni, e poi le brevi ferie (le tue), dove finalmente puoi smettere di fare il doppio lavoro, quello per cui sei pagata e il genitore, e puoi dedicarti a tempo pieno a quell’attività che si fa nella maniera più incondizionata possibile, la mamma (passatemi la sviolinata, altrimenti arrivano gli assistenti sociali).

Adesso però il momento tanto atteso: ricomincia l’asilo e con esso anche l’agguerrita competizione nella quale mi sono distinta l’anno scorso: vincere il premio “peggior mamma dell’anno”.

Complice l’inesperienza, la scuola nuova, il primo anno alla materna, ma guadagnarmi il titolo lo scorso anno è stato tutto sommato semplice.

Già dalla seconda settimana le mamme hanno capito che non avevano scampo. Infatti al 15° giorno di asilo e di inserimento, quando finalmente mi annunciano che la mensa è stata attivata e l’orario prolungato fino alle 16, sono stata diligentissima ad essere l’ultima mamma a prendere suo figlio (perché le cose fossero chiare fin da subito), salvo poi trovare un cartello appeso all’ingresso l’indomani:

CARI GENITORI DEI BAMBINI ISCRITTI AL PRIMO ANNO, RACCOMANDIAMO CALDAMENTE DI NON LASCIARE ANCORA I BIMBI PER L’ORARIO INTERO, PER CONTINUARE CON UN INSERIMENTO GRADUALE

ce l’avevano con me? Il sospetto è forte, ma proseguiamo.

Materiale scolastico non portato, bambino ritirato in orario solo quando è la tata ad andare a prenderlo (una tata, orrore!!!), ma un’altra stoccata alle mamme perfettine ed evidentemente non lavoratrici la do proprio l’ultimo giorno prima delle vacanze natalizie, quando organizzano il “Mercatino di Natale”, con uscita anticipata alle 13. Alle 12.50 ricevo una telefonata dalla maestra, che mi chiede “signora, si ricorda che oggi escono alle 13 vero?” – “Ma ceeerto, sto giusto per arrivare” rispondo io mentre sono in coda alla cassa del supermercato.

Al mio arrivo nella scuola ormai deserta, trovo ad accogliermi il mio piccolino, dietro al suo banchetto, con i suoi lavoretti da vendere alla sua mamma e occhioni da piccola fiammiferaia… lancio 10 euro alla maestra, compro tutto e scappo via!

Così attraversiamo la primavera, tra giornate senza grembiule in cui lo porto con il grembiule e viceversa, occultamento di inviti a feste di compleanno (perché? Perché semplicemente mio figlio ai gonfiabili diventa una specie di mostro posseduto da Satana che devo esorcizzare ogni volta per poterlo riportare a casa).

Nel frattempo, dopo aver resistito stoicamente per 4 mesi, vengo inserita nel famigerato gruppo delle mamme della classe, in cui:

  • non mi offro volontaria per comprare regali per compleanni (tanto mio figlio non ce lo porto)
  • non partecipo alla fantastica pizzata di primavera delle mamme
  • non do contributi alla discussione su quale regalo fare alla maestra (e per questo secondo me dovrebbero ringraziarmi)

Insomma arrivo a Giugno con il mio numero migliore: dimenticarmi della festa di fine anno di mio figlio. Me ne rendo conto solo la mattina quando lo porto a scuola, e solo dopo aver chiesto a una mamma, la mattina stessa, dopo aver già consegnato il bimbo alla maestra, essere salita in macchina e aver acceso il motore: “Ma, per caso, tua figlia è vestita così perchè c’è la festa dell’asilo?” – “Si, oggi, alle 10”. Mossa da 100 punti, mi sono guadagnata il titolo e la totale disapprovazione di tutto il gruppo mamme, che si è pure organizzato in un gruppo Whatsapp parallelo “mamme senza quella lì” (dove quella lì ovviamente sono io!).

Il mio premio? Corsa al pronto soccorso l’ultimo giorno di scuola, perché alla fine nell’eterna lotta tra bambini e sassi, ha vinto il sasso, con un taglio sulla fronte di mio figlio degno di essere sfoggiato al mare per tutta la stagione, come testimonianza vivente del mio titolo!

Ma so che adesso la competizione si riapre, e non posso adagiarmi sugli allori. Ci saranno nuovi genitori e una nuova maestra, devo elaborare una strategia, e ho già un piano: perché stravolgere solo la mia vita personale? Stavolta mi candiderò a rappresentante di classe! Sarà un anno di comunicazioni in ritardo, calendari sbagliati, feste dimenticate (per tutti!), niente riunioni, compleanni e regali alle maestre! Un anno di caos totale per me, le maestre e tutte le altre famiglie! Vuoi vedere che per la prima volta nella storia, ci sarà una vera competizione elettorale per eleggere i rappresentanti di classe?