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Meteore – Che fine hanno fatto? (Cap.2)

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Continua la nostra allegra cavalcata tra le meteore protagoniste del Governo del Cambiamento. Un mondo fantastico fatto di feste in spiaggia, gente a caso e unicorni. Ma che cosa fanno, oggi, gli eroi e le meteore di quei giorni? Scopriamolo assieme!

 

MARCO BUSSETTI – MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Incarnazione del Governo del Cambiamento e grande tra le meteore, Matteo Bussetti è la prova vivente che, se davvero ci credi e davvero sei leghista, puoi arrivare ovunque. Le tappe della sua carriera? Diploma Isef, laurea in Scienze Motorie (conseguita a 38 anni), dirigente scolastico, Ministro dell’Istruzione. Da buon padano, Marco Bussetti è andato subito al sodo: basta cagate come aumento fondi per la scuola, precari, ricerca e tutte quelle balle lì e lotta dura per i crocifissi a scuola, presepi e meno compiti per le vacanze. Una piccola pausa per licenziare (così, a muzzo) il capo dell’Agenzia Spaziale Italiana e giù di nuovo. Oggi Marco Bussetti, fedele al suo motto “Se ho fatto il ministro, tutto è possibile”, ha inventato un nuovo sport e allena la “Crederci Sempre”, una squadra di hockey su acqua.

Nella foto, Marco Bussetti nel 2019 e, a fianco, la squadra di hockey su acqua da lui allenata.

 

ALBERTO BONISOLI – MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

Pur avendo dichiarato di non leggere un libro da tre anni, che cinepanettoni e Grande Fratello sono cultura e aver proposto di abolire le domeniche gratis ai musei, nonchè dato del vecchio al Maestro Muti, si è travestito per 14 mesi come Ministro alla Cultura. Perchè quindi, pur essendo femminile quanto un operaio dell’Anas, non spacciarsi per Miss Italia?

Nella foto, Alberto Bonisoli nel 2019 e oggi (in uno dei suoi più riusciti travestimenti).

 

LORENZO FONTANA – MINISTRO PER LA FAMIGLIA E LE DISABILITA’

Leggermente di destra, vagamente anti-aborto, moderatamente anti-unioni civili, un filino anti-immigrazione, non appena nominato Ministro ha negato l’esistenza di famiglie con genitori dello stesso sesso e (mentre c’era) del Molise. Subito dopo, ha chiesto l’abolizione della Legge Mancino, che punisce gesti e simboli legati al nazifascismo, perché “ormai trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano brematurato come fosse antani con scappellamento. A destra”. Oggi l’ex-Ministro Fontana, dopo aver adottato posizioni moooooolto più aperte e moooolto più moderate rispetto al suo periodo nel Governo, ricopre il ruolo di Hauptsturmführer del Partito Nazista dell’Illinois, sezione di Verona.

Qui sotto, Lorenzo Fontana del 2019 e oggi.

 

LAURA CASTELLI – VICEMINISTRO ECONOMIA E FINANZE

Il suo corposo CV (che include un periodo come contabile, l’avere un fratello maschio, padronanza del flauto dolce e avere 33 anni) l’ha trainata ai vertici del ministero, confermando così la tradizione di meritocrazia del M5S. Da viceministro, Laura Castelli ha varato una personale politica di FdM*, con frasi come “I tassi dei mutui non dipendono dallo spread”, “I giornalisti sono un cancro da estirpare” e il celebre “Questo lo dice Lei”. Oggi, distrutta dal rimorso per le FdM* collezionate, è rinchiusa in un monastero sul Monte Athos e ha giurato che non ne scenderà finchè non saprà quanto esattamente fa due più due.

Scherziamo. È stata confermata nell’incarico.

(*FdM: figuredemmmmerda)

Sotto, Castelli nel 2019 che pensa “non ho preso la calcolatrice” e “ve l’ho rimessa in quel posto. La calcolatrice” dopo la riconferma dell’incarico.

 

CARLO SIBILIA – SOTTOSEGRETARIO ALL’INTERNO

Uomo dalla vasta cultura alternativa, ha invocato una legge per matrimoni di gruppo e tra persone e specie diverse (purchè consenzienti); è intervenuto alla Camera sulle teorie del signoraggio; si è recato nei dintorni delle conferenze del Gruppo Bilderberg che influenza i destini dell’umanità 1!1!1!; ha incontrato e abbracciato David Icke, inventore dei rettiliani; affermato che lo sbarco sulla Luna non si è mai verificato; si è chiesto se l’attentato di Ottawa fosse opera di un pazzo o qualcuno che avesse ritrovato la ragione; detto che l’unico vaccino obbligatorio e immediato doveva essere quello contro la follia del ministro della Salute Lorenzin. Dopo la fine del Governo del Cambiamento, Sibilia è stato accompagnato al confine alpino Italia-Francia e spinto giù da una rupe a calci nel sedere da Piero e Alberto Angela.

Scherziamo. Riconfermato anche lui.

Nella foto, Carlo Sibilia nel 2019 e oggi, in una intervista tv.

 

DANILO TONINELLI – MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Simbolo del Governo del Cambiamento, meteora tra le meteore, uomo dalla visione ampia, innovatore tout-court. Così avanti da citare enormi volumi di traffico merci attraverso un tunnel del Brennero mai esistito. Da invocare ponti “vivibili” con ristoranti e aree picnic. Da scambiare un rimorchiatore per un incrociatore. Da farsi selfie ridendo, davanti al plastico del Ponte Morandi, il cui crollo provocò decine di morti. Da dire a tutti di non criticare perché lui scrive decreti col cuore. Da tifare spudoratamente Juve sul proprio profilo, fingendo poi che ‘qualcuno’ avesse utlizzato l’account. Da “revocare la revoca della concessione al proprio barbiere” (uh?! what?!). Ma su Toninelli non si può dir nulla: nulla che non sia già stato detto. Aggiungiamo solo che ci mancherà. Oggi ricopre un prestigioso incarico, finalmente all’altezza del suo curriculum.

Nella foto, Toninelli nel 2019, mentre risponde a un giornalista che ha chiesto “Lei quanti neuroni ha?” e Toninelli oggi, impegnato nelle sue nuove mansioni.