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Noi ragazzi della Treccani

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Quando non c’era ancora Internet, noi ragazzi degli anni ’70 cercavamo le informazioni sulla TRECCANI, che mamma aveva comprato dal venditore porta a porta impegnandosi una cornea e pagando il restante in 13000 comode rate da ottantamila lire al mese.

Cinquanta volumi del peso di 12 kg ciascuno, divisi in ordine alfabetico composto, che se cercavi la parola “Amaranto”, non sapevi se prendere il dizionario Agro-Ast, quello Ama-Arbi oppure quello Alg-Art. Nel dubbio li prendevi tutti e 3, ci perdevi 2 ore e mezza e non trovavi niente, ma imparavi un sacco di cose sull’ Amianto e su Antoni Van Leemvenhock.
Ma era un investimento per il nostro futuro, una cosa che “cidovevastareperforzaincasa”.
E invece poi, ecco Google.
A Google puoi chiedere tutto.

Puoi dare libero sfogo a tutte le tue paranoie e curiosità, che tanto lui è un amico fidato e ti aiuterà sempre.
Sei una pippa in tutto ciò che è informatica? Trovi il sempre sia lodato Aranzulla e hai risolto.
Sei incinta? Cerca: “Come capire il sesso del bambino dalla forma della pancia”, e ti si aprirà un mondo.
Sei in difficoltà con il tuo primo figlio? Non sai da che parte mettere il pisellino nella mutandina? Chiedi a Google.
Io credo di aver cercato qualsiasi cosa, da “come sopravvivere anche senza dormire” quando le bambine erano neonate, a “come fare un cappio con quello che hai in casa” quando ricevevo visite di parenti e conoscenti che dispensavano ad libitum consigli ante-guerre puniche non richiesti sulla maternità per 3 ore di fila.

Che cosa fantastica Google.
E sto pensando a quanto sarà utile spiare la cronologia di mia figlia, che da undicenne 2.0 mostra gia’ i primi sintomi di quella delicatissima fase in cui alterna momenti in cui credo le serva un esorcista, ad altri in cui ripasso mentalmente la manovra di Heimlich come ultima spiaggia per tirarle fuori una parola. E quando tra poco sarà adolescente, e forse non vorrà più parlarmi, e mi ringhierà qualcosa mentre sbatte la porta della sua stanza, urlando con la voce di Freddy Krueger: “Lasciami stare! Che tu non capisci niente!!!!”, magari daro’ una sbirciata alle sue ricerche su Google, per capire cosa le passa per la testa.
Sperando di trovare cose tipo: “come baciare con la lingua”, e non: “come scappare di casa senza farsi scoprire”, intanto mi preparo, e cerco: “come far capire a tua figlia adolescente che la ami con tutto il cuore anche se lei ti odia”.
E che Google me la mandi buona, senza:
“Not Found – error 404”
Forse cercavi: “amaranto?”

Non ce la posso fare.

Quando non c’era ancora Internet, noi ragazzi degli anni ’70 cercavamo le informazioni sulla TRECCANI, che mamma aveva comprato dal venditore porta a porta impegnandosi una cornea e pagando il restante in 13000 comode rate da ottantamila lire al mese.

Cinquanta volumi del peso di 12 kg ciascuno, divisi in ordine alfabetico composto, che se cercavi la parola “Amaranto”, non sapevi se prendere il dizionario Agro-Ast, quello Ama-Arbi oppure quello Alg-Art. Nel dubbio li prendevi tutti e 3, ci perdevi 2 ore e mezza e non trovavi niente, ma imparavi un sacco di cose sull’ Amianto e su Antoni Van Leemvenhock.
Ma era un investimento per il nostro futuro, una cosa che “cidovevastareperforzaincasa”.
E invece poi, ecco Google.
A Google puoi chiedere tutto.

Puoi dare libero sfogo a tutte le tue paranoie e curiosità, che tanto lui è un amico fidato e ti aiuterà sempre.
Sei una pippa in tutto ciò che è informatica? Trovi il sempre sia lodato Aranzulla e hai risolto.
Sei incinta? Cerca: “Come capire il sesso del bambino dalla forma della pancia”, e ti si aprirà un mondo.
Sei in difficoltà con il tuo primo figlio? Non sai da che parte mettere il pisellino nella mutandina? Chiedi a Google.
Io credo di aver cercato qualsiasi cosa, da “come sopravvivere anche senza dormire” quando le bambine erano neonate, a “come fare un cappio con quello che hai in casa” quando ricevevo visite di parenti e conoscenti che dispensavano ad libitum consigli ante-guerre puniche non richiesti sulla maternità per 3 ore di fila.

Che cosa fantastica Google.
E sto pensando a quanto sarà utile spiare la cronologia di mia figlia, che da undicenne 2.0 mostra gia’ i primi sintomi di quella delicatissima fase in cui alterna momenti in cui credo le serva un esorcista, ad altri in cui ripasso mentalmente la manovra di Heimlich come ultima spiaggia per tirarle fuori una parola. E quando tra poco sarà adolescente, e forse non vorrà più parlarmi, e mi ringhierà qualcosa mentre sbatte la porta della sua stanza, urlando con la voce di Freddy Krueger: “Lasciami stare! Che tu non capisci niente!!!!”, magari daro’ una sbirciata alle sue ricerche su Google, per capire cosa le passa per la testa.
Sperando di trovare cose tipo: “come baciare con la lingua” e non: “come scappare di casa senza farsi scoprire”, intanto mi preparo e cerco: “come far capire a tua figlia adolescente che la ami con tutto il cuore anche se lei ti odia”.
E che Google me la mandi buona, senza:
“Not Found – error 404”
Forse cercavi: “amaranto?”

Non ce la posso fare.