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Ragazze-ombrello e uomini seduti: coincidenze?

ragazze, ombrello

Ragazze-ombrello

Non era facile. Ci sono volute: tempestività, capacità organizzative, spirito pratico e anche un po’ di fortuna, affinché il meteo rendesse tutto possibile. Alla fine è successo: a Sulmona, sette relatori, tra cui alcuni politici, durante un convegno sono stati sorpresi prima dalla pioggia battente e poi dal sole a picco. Occasione ghiotta per mettere su una scenografia memorabile, in grado di riassumere perfettamente il tema del convegno: Laboratorio di idee nuove e visioni per il futuro.

Peccato che nella foto non siano ben visibili né le idee nuove né la visione per il futuro.
Anzi, il futuro è piuttosto simile al presente, fatto di una maggioranza di politici uomini e una schiera di donne considerate niente più che prolungamento di un manico d’ombrello.

Fabrizio Santamaita, membro dello staff del presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha spiegato: “Quando la pioggia si è fatta battente, è stato richiesto l’intervento urgente di quattro volontari per tenere gli ombrelli. Si sono offerte quattro ragazze. Dovevamo dire di no perché erano donne? Se poi bisogna far polemica a tutti i costi”

Dunque si sono offerte volontarie: tutte donne.
Può essere un caso, certo.
Come è certo che sarebbe stato più semplice assumere delle hostess/steward pagati per indossare una divisa, per sorridere e per reggere un ombrello.
Non ci sarebbe stato nulla di stonato, è un lavoro.
Volendo proprio sbilanciarci, sarebbe stato ancora più semplice mettere su un tendone, o fare un pausa, oppure organizzare l’evento al chiuso, se proprio non si poteva assumere personale per l’accoglienza.
Invece si è preferito ripiegare su volontari dell’ultimo minuto che, per un’incredibile concomitanza di eventi, erano tutte donne.

Abbiate pietà, un po’ di scetticismo dovete concedercelo.

-Siamo abituate a colloqui di lavoro in cui siamo considerate solo se single, non sposate, senza progetti di maternità.
-Siamo abituate ad essere giudicate per l’aspetto esteriore in ambiti in cui l’aspetto esteriore non dovrebbe avere importanza.
-Siamo abituate a un mondo di dirigenti e politici a maggioranza maschile.
-Siamo abituate a sorridere sempre, anche in risposta a commenti non richiesti e in luoghi di tutti i tipi, persino a lavoro.
-A stento ci è concesso di declinare al femminile i mestieri che finora hanno fatto solo gli uomini.
Il dubbio che sia venuto spontaneo appioppare il marginale ruolo di porta ombrelli a delle donne, viene naturale.
Soprattutto se, appunto, quelle donne non sono state pagate per farlo.

Il governatore della regione, Luciano D’Alfonso, ha liquidato la faccenda come un tentativo di fare polemica, perché la questione di genere non c’entra e ha ironizzato dicendo che, per il prossimo convegno, si premurerà di fornire ombrelli e gente a reggere ombrelli di sesso maschile. Beh, se saranno pagati per farlo, ben venga.
Il punto non è far reggere l’ombrello a un uomo ma a qualcuno scelto per il ruolo che ha, non per il sesso.
In ultimo, ma non in ordine di importanza, per un evento che può avere rilevanza mediatica, la strategia comunicativa andrebbe imbastita con una sensibilità e un’accortezza che qui, proprio non si sono viste.
Se è vero che la voce del web è spesso indistinta è confusionaria, è anche vero che se con una foto solleva un polverone di polemiche on line, come in questo caso, il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato, dovrebbe sorgere.

ragazze, ombrello

Ragazze-ombrello

Non era facile. Ci sono voluti: tempestività, capacità organizzative, spirito pratico e anche un po’ di fortuna affinché il meteo rendesse tutto possibile. Alla fine è successo: a Sulmona, sette relatori, tra cui alcuni politici, durante un convegno sono stati sorpresi prima dalla pioggia battente e poi dal sole a picco. Occasione ghiotta per mettere su una scenografia memorabile, in grado di riassumere perfettamente il tema del convegno: Laboratorio di idee nuove e visioni per il futuro.

Peccato che nella foto non siano ben visibili né le idee nuove né la visione per il futuro.
Anzi, il futuro è piuttosto simile al presente, fatto di una maggioranza di politici uomini e una schiera di donne considerate niente più che prolungamento di un manico d’ombrello.

Fabrizio Santamaita, membro dello staff del presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha spiegato: “Quando la pioggia si è fatta battente, è stato richiesto l’intervento urgente di quattro volontari per tenere gli ombrelli. Si sono offerte quattro ragazze. Dovevamo dire di no perché erano donne? Se poi bisogna far polemica a tutti i costi”.

Dunque si sono offerte volontarie: tutte donne.
Può essere un caso, certo.
Come è certo che sarebbe stato più semplice assumere delle hostess/steward pagati per indossare una divisa, per sorridere e per reggere un ombrello.
Non ci sarebbe stato nulla di stonato, è un lavoro.
Volendo proprio sbilanciarci, sarebbe stato ancora più semplice mettere su un tendone, o fare un pausa, oppure organizzare l’evento al chiuso, se proprio non si poteva assumere personale per l’accoglienza.
Invece si è preferito ripiegare su volontari dell’ultimo minuto che, per un’incredibile concomitanza di eventi, erano tutte donne.  

Abbiate pietà, un po’ di scetticismo ce lo dovete concedere.

– Siamo abituate a colloqui di lavoro in cui siamo considerate solo se single, non sposate, senza progetti di maternità.
– Siamo abituate ad essere giudicate per l’aspetto esteriore in ambiti in cui l’aspetto esteriore non dovrebbe avere importanza.
– Siamo abituate a un mondo di dirigenti e politici a maggioranza maschile.
– A stento ci è concesso di declinare al femminile i mestieri che finora hanno fatto solo gli uomini.
Il dubbio che sia venuto spontaneo appioppare il marginale ruolo di porta ombrelli a delle donne, viene naturale.
Soprattutto se, appunto, quelle donne non sono state pagate per quel ruolo.

Il governatore della regione, Luciano D’Alfonso, ha liquidato le polemiche definendole “un tentativo di fare polemica”, perché la questione di genere non c’entra e ha ironizzato dicendo che, per il prossimo convegno, si premurerà di fornire ombrelli e gente a reggere ombrelli di sesso maschile. Beh, se saranno pagati per farlo, ben venga.
Il punto non è far reggere l’ombrello a un uomo ma a qualcuno scelto per il ruolo che ha, non per il sesso.
In ultimo, ma non in ordine di importanza, per un evento che può avere rilevanza mediatica, la strategia comunicativa andrebbe imbastita con una sensibilità e un’accortezza che qui, proprio non si sono viste.
Se è vero che la voce del web è spesso indistinta e confusionaria, è anche vero che se con una foto si solleva un polverone di polemiche on line, come in questo caso, il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato, dovrebbe sorgere.