L’argomento reggiseni e bralette mi è sempre stato abbastanza indifferente. Diciamo che non essendo particolarmente fornita, davanti ad argomenti tipo “non regge”, “mi scappa”, “mi stringe” posso solo esclamare “ma magari!” .

Qualche anno fa mi sono incantata davanti alle vetrine di Victoria’s secret sulla Fifth Avenue a New York (e già mi sento fica solo a dirlo).

È stata una esperienza magica! Sono entrata con lo stesso imbarazzo di chi fino a quel momento aveva comprato le mutande in pacco da tre alla Upim, e sono uscita sentendomi una diva. Tre commesse che ti servono, una con metro sulla spalla che ti misura il girotette per porgerti la taglia giusta, una che ti accompagna al camerino e che si assicura che ci sia un’altra commessa che parli la tua lingua, pronta ad assisterti durante la prova. Insomma, sono uscita di lì FELICE, con un modello di reggiseno ancora non arrivato in Italia, la mitica bralette, così avanti nello stile… che ho dovuto aspettare due anni per iniziare a indossarla. Infatti esaurita la magia del camerino a strisce rosa e nere, arrivata a casa la prima cosa che ho pensato è stata “ma come cavolo me la devo mettere?”
E comunque dopo questa esperienza, ho cominciato a frequentare i negozi di intimo con un altro spirito e ho iniziato la mia collezione di “reggiseni impossibili”.

1. BRALETTE:

  • partiamo da lei, dalla bralette. Bella eh? Un fantastico esempio di reggiseno che invece di risolverti un problema, te lo crea! Comprare dei vestiti che stiano bene con un reggiseno, e non viceversa. In più se hai una taglia piccola, la bralette fa l’effetto dei top che compri a 14 anni quando inizia a spuntare un accenno di seno (solo che tu ti sei fermata lì) e il massimo che puoi fare è tappare il tutto. La bralette è il reggiseno per disinvolte, perché il modo migliore per valorizzarlo al meglio è: uscire solo con quello.

2. Il REGGISENO ESTREMO:

  •  reggiseno estremo è un arnese che ha 2 metri di bretelle. La commessa mi mostra i mille possibili modi per agganciarlo: incrocio dietro, davanti, attorno al collo, sotto l’ascella, passalo in mezzo alle gambe e riportalo al collo, e attenta che non ti sfugga di mano mentre lo leghi o rischi di giocarti un occhio… Insomma, per metterti un reggiseno estremo devi aver seguito almeno un corso base di bondage, oppure reclutare un Mr. Grey per fartelo allacciare ogni mattina. Beh, in questo caso…

3. IL REGGISENO PROTESI:

  • Quando ci troviamo davanti al reggiseno protesi la commessa, non chiede “che taglia hai?” Ma “che taglia ti serve?”. In effetti sono entrata in negozio facendo questa premessa: “Ho un vestito che mi va largo, che ci posso mettere dentro?”. In pratica, questo reggiseno è pieno. Non c’è spazio per il tuo (poco) seno, quello puoi anche lasciarlo sul comodino, o appoggiarlo sopra le coppe, come preferisci. Il reggiseno protesi consente, con soli 30 euro e nemmeno un punto di sutura, di passare da una seconda a una quinta in 5 minuti, e la notte semplicemente lo smonti e puoi continuare a dormire a pancia in giù Non consigliato per un primo appuntamento, potreste dare una brutta delusione.