adesso!

Riina è morto e anche noi non stiamo benissimo

Totò Riina, morte,mafia, Italia

E’ morto Totò Riina

Io, che, mi dicono, sono un po’ polla, non sono contenta della morte di Riina.
Non riesco a gioire della morte o della sofferenza di nessuno.
Sarei contenta se non avesse fatto quello che ha fatto, se ci fosse un modo per tornare indietro o se avessi la sensazione che fossimo almeno andati un po’ avanti.
Sarei contenta se la mafia fosse lui e allora con la sua morte il male fosse estirpato per sempre.
Sarei contenta se la mafia non fosse un modo di pensare, agire e gestire il mio paese.
Ma non è così. E quindi non ho motivi per essere contenta.
Ma io, appunto, sono polla.
Però la sensazione è che la gioia dei molti che dicono “finalmente è crepato, bene, evviva, nessuna pietà” non sia gioia. Sembra piuttosto il malcontento di un paese lento e vecchio e incattivito che non ha niente di nuovo per cui gioire e allora gli conviene stappare il prosecco alla prima occasione, prima che diventi cattivo pure quello.
E quindi io non sono contenta della morte di Riina.
Non me ne frega niente. Che magari è peggio. O è meglio.
Di sicuro è un concetto diverso, una parola diversa. “E le parole” si sa, “sono importanti.

Totò Riina, morte,mafia, Italia

E’ morto Totò Riina

Io, che, mi dicono, sono un po’ polla, non sono contenta della morte di Riina.
Non riesco a gioire della morte o della sofferenza di nessuno.
Sarei contenta se non avesse fatto quello che ha fatto, se ci fosse un modo per tornare indietro o se avessi la sensazione che fossimo almeno andati un po’ avanti.
Sarei contenta se la mafia fosse lui e allora con la sua morte il male fosse estirpato per sempre.
Sarei contenta se la mafia non fosse un modo di pensare, agire e gestire il mio paese.
Ma non è così. E quindi non ho motivi per essere contenta.
Ma io, appunto, sono polla.
Però la sensazione è che la gioia dei molti che dicono “finalmente è crepato, bene, evviva, nessuna pietà” non sia gioia. Sembra piuttosto il malcontento di un paese lento e vecchio e incattivito che non ha niente di nuovo per cui gioire e allora gli conviene stappare il prosecco alla prima occasione, prima che diventi cattivo pure quello.
E quindi io non sono contenta della morte di Riina.
Non me ne frega niente. Che magari è peggio. O è meglio.
Di sicuro è un concetto diverso, una parola diversa.
E “le parole” si sa, “sono importanti”.