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Sad and the city: donne e giornate “no”

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Sad ant the city: donne e giornate “no”

Capita a tutti, capita soprattutto a noi donne, di svegliarsi al mattino con quello che io amo definire “senso di morte”. Non che sia qualcosa di drammatico, anzi, sarà sicuramente un fenomeno legato a semplici sbalzi ormonali, sbalzi d’umore, sbalzi di temperatura, sbalzi di pressione… insomma, poco ci manca che diamo la colpa ai Quattro Salti In Padella Findus (e poi dicono che i surgelati non facciano male alla salute!).

Ecco, questo è uno di quei giorni. Questa mattina, non appena ho aperto gli occhi, avevo talmente poca voglia di fare che se un tir di passaggio ai piedi del mio letto si fosse incastrato nella manica del pigiama e mi avesse trascinata per chilometri sbatacchiandomi sull’asfalto, probabilmente lo avrei ringraziato.

In giornate di questo tipo, l’autostima scompare (un momento, quale autostima?) e la scoppiettante energia e la briosa vivacità che ci contraddistinguono (e va bene, VI contraddistinguono) lasciano il posto a un diffuso malessere misto a tristezza, di un’intensità tale che solo chi ha visto i primi venti minuti di Up (Disney Pixar, un nome, una garanzia) può comprendere.

Insomma, è proprio quando mi sento così a terra che cerco di impiegare tutte le mie forze nel (solitamente vano) tentativo di tirarmi su e darmi un tono. Ed è a questo punto che entrano in gioco i migliori alleati di ogni donna, gli strumenti di cui tutte noi disponiamo, potenziali armi di distruzione di massa se poste nelle mani sbagliate, e che siamo certe possano esserci d’aiuto in momenti come questi.

Che dobbiamo prepararci per andare a lavoro, uscire per una visita, fare un salto al supermercato per una spesa veloce o agghindarci per una serata fuori in compagnia, ecco i principali compagni di squadra di ogni donzella del nuovo millennio:

  • LA COLONNA SONORA DI SEX AND THE CITY: o di qualsiasi altro film che veda come protagoniste le donne in tutta la loro magnifica (im)perfezione e sensualità. Chi di voi non ha mai messo pennellate di blush e mascara al ritmo di qualche hit del momento? Il rischio di cecità è alto, ma volete mettere il guadagno in punti autostima?
  • IL PHON: strumento troppo spesso sottovalutato, il phon rappresenta la miglior fonte di brezza marina fittizia a costo zero. Basta chiudere gli occhi per ricreare quella incredibile sensazione di spensieratezza e beatitudine che si prova correndo su una spiaggia semideserta al tramonto vestite solo di un leggero abito di lino bianco, i piedi ricoperti di sabbia dorata e i capelli lievemente mossi dal vento… salvo poi alzare le palpebre e scoprire che la brezza marina si è trasformata in un tornado e il tasto COLD è scattato di due tacche ustionandoci la fronte in più punti. Ma tant’è. Pensavamo fosse il sole.
  • IL RASOIO: posso sentire fin da qui il mormorio di voci femminili che si ribellano e fanno valere la propria posizione di cerettare incallite. Che l’estetista sotto casa sia ormai la vostra migliore amica non lo metto in dubbio, ma non venitemi a dire che nella terza settimana post seduta, in una giornata dal sapore così squisitamente decadentista, non vi è mai capitato di cedere alla tentazione del rasoio, promessa di pelle liscia come la seta (per circa due ore, ma poco importa. La felicità è talmente effimera, dopotutto!) e spacchi inguinali.
  • I TACCHI ALTI: studi recenti attestano che il livello di serotonina in corpo è inversamente proporzionale all’altezza delle calzature che indosseremo. Perché amiamo farci del male? È molto semplice: i tacchi alti ci causeranno atroci dolori e vesciche ai talloni, con conseguente spostamento dell’attenzione dal nostro malessere psichico al dolore fisico. E chi non lo vorrebbe un bel cerottino per il malumore?
  • IL CALICE DI VINO: che siamo camioniste avvinazzate dai tempi del liceo o astemie ed eteree salutiste pseudo-vegane, ogni donna che si rispetti sa che in caso di tristezza un buon bicchiere di vino è la cura migliore. E poi fa così chic. Come vorremmo che qualcuno potesse vederci mentre sorseggiamo con eleganza il nostro calice di rosso! Che poi sia il Tavernello avanzato dall’ultimo risotto alla salsiccia ci frega poco, “la classe non è acqua”. (I modi di dire apparentemente privi di nesso logico con il resto del discorso sono incredibilmente di tendenza. Fa tutto parte del personaggio.)

Quindi su col morale, donne di tutto il mondo, siamo in ottima compagnia!

E la prossima volta che vi alzerete con il piede sbagliato, provate a tornare a letto per altri cinque minuti prima di iniziare la giornata. Magari al tentativo successivo troverete un bel paio di sandali firmati al posto delle vostre pantofole scucite. Oppure appoggerete male il piede e vi beccherete una di quelle storte che vi terranno bloccate a letto per il resto della settimana. Il che non è poi tanto male… se condividete il letto con un ortopedico.