adesso!

Sanremo’s karma

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Gabbani chi?
Lo Scimmione?
Ma scherzi?
Risveglio traumatico per il popolo sanremese.
Ma cosa ci dice la vittoria del semisconosciuto Francesco Gabbani e della sua “Occidentali’s karma“?
Ci dice forse che alla canzone antiviolenza di Metal, alla porno-sacralità della Benedetta Mannoia, alla pappatrita di Sylvestre abbiamo preferito un motivetto allegro, spensierato e che ci fa ballare?
Ci dice forse sempre e soltanto che comunque vada non vincerà MAI la canzone che ognuno di noi avrebbe voluto sul gradino più alto del podio? Ci dice forse che l’orso è un animale simpatico e piacione, una versione pelosa del gattone attiralike su Facebook?
O ci dice forse che se prendi due persone e chiedi un loro giudizio su una canzone, un’opera d’arte, un qualunque fatto storico o di cronaca ti daranno due pareri diversi, se ne prendi cento te ne daranno cento e se ne prendi tremila, li dividi in tre giurie diverse e assegni loro percentuali di peso diverso sul risultato finale, quello che esce sarà Francesco Gabbani, l’outsider, quello con il compitino ben fatto ma che non era mai stato considerato da nessuno, alla faccia di testo/ musica/ qualità del discorso?
E alla fine, che a Sanremo si voti con la giuria di qualità e il televoto al 40% e la giuria demoscopica dei 300 spartani al 30%, beh, non cambia proprio nulla. Il risultato sarà sempre lo stesso: il vincitore scontenterà tutti per una percentuale del 15%.

Il prossimo Sanremo direi di votare col Mattarellum e la soglia di sbarramento.
Ma D’Alema romperà i coglioni e il M5stelle chiederà il conteggio dei televoti e l’analisi delle impronte digitali dei votanti.

Sappiatelo. 

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Gabbani chi?
Lo Scimmione?
Ma scherzi?
Risveglio traumatico per il popolo sanremese.
Ma cosa ci dice la vittoria del semisconosciuto Francesco Gabbani e della sua “Occidentali’s karma“?
Ci dice forse che alla canzone antiviolenza di Meta, alla porno-sacralità della Benedetta Mannoia, alla pappatrita di Sylvestre abbiamo preferito un motivetto allegro, spensierato e che ci fa ballare?
Ci dice forse sempre e soltanto che comunque vada non vincerà MAI la canzone che ognuno di noi avrebbe voluto sul gradino più alto del podio? Ci dice forse che l’orso è un animale simpatico e piacione, una versione pelosa del gattone attiralike su Facebook?
O ci dice forse che se prendi due persone e chiedi un loro giudizio su una canzone, un’opera d’arte, un qualunque fatto storico o di cronaca ti daranno due pareri diversi, se ne prendi cento te ne daranno cento e se ne prendi tremila, li dividi in tre giurie diverse e assegni loro percentuali di peso diverso sul risultato finale, quello che esce sarà Francesco Gabbani, l’outsider, quello con il compitino ben fatto ma che non era mai stato considerato da nessuno, alla faccia di testo/ musica/ qualità del discorso?
E alla fine, che a Sanremo si voti con la giuria di qualità e il televoto al 40% e la giuria demoscopica dei 300 spartani al 30%, beh, non cambia proprio nulla. Il risultato sarà sempre lo stesso: il vincitore scontenterà tutti per una percentuale del 15%.

Il prossimo Sanremo direi di votare col Mattarellum e la soglia di sbarramento.
Ma D’Alema romperà i coglioni e il M5stelle chiederà il conteggio dei televoti e l’analisi delle impronte digitali dei votanti.
Sappiatelo.