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Quelli del sesto piano – il caposcala

caposcala

Nel mio condominio abita un signore, è basso, tracagnotto con le gambette corte ma sempre in movimento. Ogni volta che lo si incontra fa, disfa, va su e giù, non sta mai fermo. E’ il caposcala, a tutte le riunioni di condominio fa la solita battuta, tergiversa, fa finta di non volere la carica e allora esclama, sogghignando fiero:

– “Nessuno si propone? E va beh, anche per questa volta lo faccio io, ma si scriva nel verbale che non lo faccio spontaneamente, bensì spintaneamente”-

E ride.

E ride solo lui.

E’ ancora giovane, rispetto ai vari novantaduenni (come ad esempio il novantaduenne weeding planner) ma è in pensione da una vita. Ha una casa al mare e una in montagna e legge solo il Secolo XIX che gli arriva per posta.

Immagino che sarà caposcala anche nelle sue case delle vacanze e richiederà riunioni di condominio straordinarie il 14 agosto.
E’ il signor precisetti per antonomasia, credo sia stato l’ispirazione per Furio di Bianco Rosso e Verdone.
Me lo immagino, tutte le sere in casa, seduto al tavolo con la luce accesa, i copri braccia da contabile, ad analizzare i millesimi di tutti gli appartamenti, gli scatti dei contatori, i consumi delle caldaie di tutti. Perchè a lui una cosa non va giù, che qualcuno possa spendere meno di lui.
E quindi manda controlli, anonimi, come Fantozzi farà l’accento svedese, ma tanto tutti lo scoprono subito.
Il suo incubo sono le biciclette nel cortile, non le vuole, anche se ci sono le rastrelliere lui vorrebbe che tutti le portassimo in cantina, una rampa ripidissima illuminata a scatti, la bici in spalla e oppalà!
Se qualcuno muove una critica lui si agita, diventa rosso e urla:

– “E allora mi dimetto, da oggi questo condominio non ha più un caposcala!”-


Però poi alla riunione successiva è sempre li, seduto accanto all’amministratore e pronto a candidarsi.
Spintaneamente, si intende.