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Sulla strada per Calakmul, Messico

fioritura ciliegi

fioritura ciliegi

La prima volta che ho visto Massae è stato in un bar sulla strada per Calakmul.

Stavo andando in gita e il minibus ha fatto una sosta per farci fare un leggero breakfast (uova, salsiccie, salsa chili, fagioli, colesterolo in flebo, aminoacidi per via auricolare… Cose così).

Lei era seduta su un tavolino vicino a quello dove eravamo noi che assomigliavamo tanto alle barzellette 2 italiani, 2 tedeschi… Mancavano solo gli inglesi. In compenso c’era una coppia di messicani in viaggio di nozze. Lui brutto come un debito, ma simpatico, lei molto dolce di viso e carina.

Al momento di ripartire sale con noi questa giapponesina di neanche 40 anni, con il suo cappellino e l’ipad tra le mani.

“Oh ma questa? ‘Ndo va? Si sta imbucando!!! Si imbuca!!!”

Invece no. Era sempre stata li.

Solo che non si vedeva…

Era seduta sui sedili davanti e appena seduta, diventava della stessa sostanza del sedile. Spariva.

Mi è bastato quindi un nanosecondo scarso per dimenticarmela di nuovo, persa nel paesaggio così nuovo ai miei occhi.

La seconda volta che ho visto Massae è stato durante la gita.

Ho sentito alle mie spalle la risata del mio fidanzato seguita dallo stridìo tipico della gatta morta “Italia ih ih ih”.

I miei occhi iniettati di sangue hanno visualizzato la signorina Ih ih ih che ora non era più della stessa sostanza del sedile. Era in carne ed ossa e gattamortava il mio uomo latino.

Ho deciso di intervenire dicendo una frase molto intelligente, per impressionarla:

“ITALIA, si”.

(Potevo fare meglio.)

Ih ih ih si interrompe. Un lieve inchino e si allontana.

(Stronza).

La terza volta che ho visto Massae è stato davanti al tempio Maya, a Calkmul.

Immersa nella maestosità di questo capolavoro architettonico, con gli occhi pieni di grandezza e le orecchie piene di suoni, in quel luogo che racconta la sua storia mistica e crudele… STOTONF.

Volto lo sguardo e la vedo.

Fisico perfetto, non elegantissimo ma atletico, steso lungo per terra a 4 di bastoni. Con tutto l’ipad.

(Tiè! ).

Non s’è fatta niente. Rideva e si è rimessa in piedi.

Ma il mio messaggio, potenziato Maya, era arrivato!

Altro che “ih ih ih”…. Lasciva!

Il giorno dopo partiamo alla volta di Merida. Una città che conta oltre 777 mila abitanti, caotica e disordinata, piena di rumori e colori… Un turbinio di umanità di tutti i generi con una unica caratteristica in comune: il chiasso.

Ubriaca da tutte le emozioni di una giornata intensa mi addormento in rigoroso stile novantenne alle 9.

Sono le 7.30 e siamo nella sala colazioni di un albergo di una città di oltre 777 mila abitanti quando sento il mio uomo latino che mi dice: “Uh! Guarda chi c’è!”.

Quella è stata la quarta volta che ho incontrato Massae.

(Ma che cazzo! Che minchia sei “The ring”? Siamo in una videocassetta del giorno dopo?)

Dopo un primo momento di “smarrimento” passivo-aggressivo-compulsivo, ho pensato che per combattere il nemico, lo devi conoscere.

Fuori l’artiglieria: Sorriso falsissimo, apertura braccia:

“Massae!!! Ciaooooooo!!”

Lei Guarda me, sguardo perso.

Lei Guarda lui, sguardo illuminato.

“Uhhhh!!! Ih ih ih”

(Eh ma allora mi provochi….)

Ci abbracciamo. Tutti.

La bacio. Io.

(Questo è il bacio di Giuda. Stronza.)

E poi parliamo…..

Massae, con una dolcezza fuori dal comune ci dice che vive in un paese al centro del Giappone, ci invita a casa sua perché è comoda per visitare tutte le città circostanti, ci consiglia di andare da lei verso fine marzo per vedere la fioritura dei ciliegi, quella che io tanto desidero vedere.

(Ma che succede? Non eri una gatta morta? Mi stai prendendo in contropiede Nipponica!)

Ci mostra con orgoglio le foto di quattro bellissime donne, una in abito da sposa.

Sono lei e le sue figlie, una è in dolce attesa.

(Ma quando cazzo le hai partorite a 2 anni?)

No.

Massae, l’appena quarantenne, ha sessant’ anni passati. È una insegnante in pensione.

Felice di poter finalmente viaggiare dopo una vita di lavoro, di dedizione alla famiglia.

Vuole venire in Italia, ha visto una volta la Sindone e si è sentita così “WOW ih ih ih”, è arrivata fino a Napoli. Bari è la tua città? “I want to see!! Ih ih ih!”

Siiiii go tu si Bari Massae!! ti ci porto io!!

Mi innamoro di te durante una colazione e ti guardo…

Ti guardo Massae e cerco i tuoi sessant’anni…Li cerco nelle pupille piene di curiosità, come quelle di una bambina. Li cerco nelle pieghe del collo ma non ne hai, intorno alle rughe degli occhi ma tu non sai cosa siano le zampe di gallina….

Ma dimmelo Massae, sei una qualche parente di Dorian Gray?

Devo scoprire dove tieni il quadro…. Quando hai detto che posso venire da te?