Questa quarantena la ricorderemo come quel periodo in cui tutti abbiamo iniziato a cucinare come se da un momento all’altro ci si fosse presentata davanti la nonna che: mangia che stai sciupato! La ricorderemo anche come quel momento in cui tutti contemporaneamente siamo diventati pazzi per una dolce, il bananabread.

Il bananabread è una ricetta anglosassone che, come si intuisce dal nome, è piena zeppo di banane. Le banane sostituiscono gran parte degli ingredienti che normalmente creano una torta, di fatto è banane con un po’ di lievito e farina.

E’ un dolce subdolo, quel nome banana ti fa subito pensare a qualcosa di sano, leggero e invece ZAAACCHETE. Il bananabread è probabilmente una delle torte più pesanti, caloriche, iperglicemiche del mondo. Ma, ehi ci sono le banane, me ne posso mangiare anche quattro fette.

NO!

Non te ne puoi mangiare quattro fette, perchè quattro fette di bananabread hanno più o meno lo stesso apporto calorico dell’ultima cena di un condannato a morte della Louisiana abituato a nutrirsi da Mc Donald’s. Non è solo una torta, è l’apporto nutrizionale di una giornata intera condensata in una teglia da plumcake.

Però senza uova.

Tutti i blog, gli account facebook e instagram in questi giorni hanno solo rimandato foto di questa torta, io ovviamente, che non sono inferiore a nessuno, mi ci sono cimentata. A essere sincera ho iniziato la mia produzione di bananabread ben prima del lockdown. Quello che credo sia successo in queste settimane è che tutti terrorizzati dal rimanere senza farina, uova, lievito, ci siamo messi alla ricerca di ricette “senza”, con questo al posto di quello, quell’altro al posto di quell’altro ancora. E’ qui che questa torta ha avuto il suo exploit, come una Meredith Grey che: prendi me, scegli me, ama me! E noi l’abbiamo amata.

Io ne ho fatte diverse versioni, questa la migliore.

Segnate:

Lavorate 3 banane mature con 90 gr di zucchero, se volete fare quelle che ne sanno, usate quello di canna, se volete fare quelle che ne sanno davvero tanto, quello di canna moscovado.
Aggiungete 4 cucchiai di olio di semi e 125 ml di latte (parzialmente scremato o di mandorla se volte un dolce completamente veg) e mescolate. Aggiungete 250 gr di farina 2 e 1/2 bustina di lievito, mescolate con cura per togliere i grumi. Aggiungete 2 cucchiai di mandorle a lamelle, una bella manciata di mirtilli secchi fatti ammorbidire in acqua e circa 40 gr di gocce di cioccolato, mescolate e versate in uno stampo da plumcake.
Sulla superficie mettete una banana tagliata in due, una bella manciata di mandorle a lamelle e una spolverata di zucchero di canna.
Cuocete 40/45 minuti in forno statico a 180°.
Gocce di cioccolato, mirtilli secchi e lamelle di mandorla sono ovviamente un di più che si può anche eliminare.

La prossima settimana vi racconterò l’altra ricetta che tra cinquant’anni ricorderemo come quella del 2020, i gyoza.