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Verginità all’asta: va bene tutto… ma non la CIA

verginità

Qualche giorno fa, la notizia.

Nicole (nome di fantasia), 18 anni, italiana, ha deciso di mettere all’asta la sua verginità.

Prezzo base: 1 milione di euro.

Lo fa per studiare Business a Cambridge, per acquistare una casa, aiutare la sua famiglia e viaggiare per il mondo.

E che nessuno si scandalizzi.

Il corpo è mio e lo gestisco io. E se trovo un coglione qualcuno disposto a pagare queste cifre, ben venga.

C’è stata chi l’ha venduta a 3,5 milioni.

Chi si è fatta pagare con diamanti da favola.

Chi si è fatta proclamare consigliere regionale e, di vergine, aveva solo la lana del maglione.

Quindi, Nicole –da brava futura businesswoman- avrà detto “è la prima volta, nessuno mi conosce” e avrà optato per il classico “prezzi modici, sconti comitive”.

Che poi, riflettiamo…

Ok, tiri su 1 milione ma… Se togli due anni a Cambridge (diciamo quello inglese, non USA, che costa meno) che fanno 84.000 euro; togli un 100 mq a Milano zona Fiera (500.000); togli quei viaggi formativi tipo Grecia, Maldive, USA, Russia, Giappone, Patagonia, Brasile, Egitto e Polinesia (senza i quali non è ‘girare il mondo’ e che fanno, diciamo, 100.000); togli quei 100mila che alla tua famiglia, alla fine, glieli dai; toglici pranzi, cene, aperitivi, abiti, smartphone, bollette, la facciata del condominio da rifare… Ma che ti resta?

Quindi, brava Nicole e avanti così.

Solo una cosa…

Astutamente, hai scelto uno pseudonimo. Giusto, bene, brava.

Lo hai fatto perché “non volevi che la tua famiglia sapesse nulla”
Giusto, bene, brava.

La privacy, prima di tutto!

Del resto, chi poteva pensare che, dando interviste ai giornali, sti bastardi poi le avrebbero pubblicate?

Chi poteva pensare che un sito pubblico di escort fosse visitato da migliaia di persone al giorno?

Ma a chi sarebbe venuto in mente che (mettendo tutte le tue info personali più 6 foto a figura intera e viso) qualcuno avrebbe potuto riconoscerti?

E infine, per l’amor di Dio, chi (ma chi!!!) mai in centomila anni avrebbe potuto pensare che forse – mettendo un video con la faccia in primo piano, una bella luce diretta e senza nemmeno la voce camuffata – uno pseudonimo così impenetrabile come ‘Nicole’, sarebbe andato a farsi benedire?

Quindi, Nicole, vendi pure la tua verginità.

Scrivici sopra un libro.

Vendi i diritti per un film.

Fa quello che ti pare.

Ma non entrare nella CIA.

Che, come agente segreto, fai cagare.

Grazie.

verginità

Qualche giorno fa, la notizia.

Nicole (nome di fantasia), 18 anni, italiana, ha deciso di mettere all’asta la sua verginità.

Prezzo base: 1 milione di euro.

Lo fa per studiare Business a Cambridge, per acquistare una casa, aiutare la sua famiglia e viaggiare per il mondo.

E che nessuno si scandalizzi.

Il corpo è mio e lo gestisco io. E se trovo un coglione qualcuno disposto a pagare queste cifre, ben venga.

C’è stata chi l’ha venduta a 3,5 milioni.

Chi si è fatta pagare con diamanti da favola.

Chi si è fatta proclamare consigliere regionale e, di vergine, aveva solo la lana del maglione.

Quindi, Nicole –da brava futura businesswoman- avrà detto “è la prima volta, nessuno mi conosce” e avrà optato per il classico “prezzi modici, sconti comitive”.

Che poi, riflettiamo…

Ok, tiri su 1 milione ma… Se togli due anni a Cambridge (diciamo quello inglese, non USA, che costa meno) che fanno 84.000 euro; togli un 100 mq a Milano zona Fiera (500.000); togli quei viaggi formativi tipo Grecia, Maldive, USA, Russia, Giappone, Patagonia, Brasile, Egitto e Polinesia (senza i quali non è ‘girare il mondo’ e che fanno, diciamo, 100.000); togli quei 100mila che alla tua famiglia, alla fine, glieli dai; toglici pranzi, cene, aperitivi, abiti, smartphone, bollette, la facciata del condominio da rifare… Ma che ti resta?

Quindi, brava Nicole e avanti così.

Solo una cosa…

Astutamente, hai scelto uno pseudonimo. Giusto, bene, brava.

Lo hai fatto perché “non volevi che la tua famiglia sapesse nulla”
Giusto, bene, brava.

La privacy, prima di tutto!

Del resto, chi poteva pensare che, dando interviste ai giornali, sti bastardi poi le avrebbero pubblicate?

Chi poteva pensare che un sito pubblico di escort fosse visitato da migliaia di persone al giorno?

Ma a chi sarebbe venuto in mente che (mettendo tutte le tue info personali più 6 foto a figura intera e viso) qualcuno avrebbe potuto riconoscerti?

E infine, per l’amor di Dio, chi (ma chi!!!) mai in centomila anni avrebbe potuto pensare che forse – mettendo un video con la faccia in primo piano, una bella luce diretta e senza nemmeno la voce camuffata – uno pseudonimo così impenetrabile come ‘Nicole’, sarebbe andato a farsi benedire?

Quindi, Nicole, vendi pure la tua verginità.

Scrivici sopra un libro.

Vendi i diritti per un film.

Fa quello che ti pare.

Ma non entrare nella CIA.

Che, come agente segreto, fai cagare.

Grazie.