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Uomini e calzini: un binomio mortale

calze, calzini, sandali

L’uomo e i calzini. Una delle questioni etiche su cui gli studiosi di filosofia morale non sono ancora riusciti a prendere una posizione univoca.
I calzettoni maschili necessiterebbero di essere approfonditi con saggi e trattati scientifici specifici come mai nessun argomento prima nella storia della bibliografia mondiale.

Dunque. Iniziamo dai più piccoli. Si chiamano fantasmini, e si sa il perché: appena entrati in lavatrice, spariscono in un universo parellelo senza mai più fare ritorno (se non spaiati o bucati).

Il calzino bianco viene invece usato impunemente in due occasioni principali: abbinato minuziosamente all’infradito, che pare di avere per casa un cammello (o un cinghiale, a seconda della stazza); o a letto, con fare seduttivo. Tempo fa dissi al mio lui: “Caro, non venire a letto coi calzini bianchi, che nunsepovvedè!” ed egli mi rispose sornione che tutti i suoi amici li usano regolarmente. Sì, ma mica al posto del profilattico, cazzo!

E’ diventato, invece, più raro incappare in un uomo con le calze lunghe. Ma non dimentichiamoci che la giarrettiera nacque proprio per sostenere i calzettoni maschili (Carlo Magno e Gabriele D’Annunzio vanno annoverati tra gli indossatori più sfegatati). Oggi le calze lunghe sono, per lo più, riservate ad attività sportive ed è, ormai, frequente ritrovarsi in palestra a tentare di abbordare un uomo con i leggins.

Ma, in tutto ciò, l’unica domanda che si pone l’universo maschile riguardo ai calzini è: “Dove-cazzo-li-ha-riposti-quella-zoccola, che-nel-cassetto-non-li-trovo-mai?”

Sì, perché se volete fare un regalo gradito al maschio, (donne, prendete appunti) piuttosto che una Ferrari testarossa o un mese di accesso gratuito ai bordelli di Amsterdam, vi conviene optare per un Calzin-detector, un Calzin-Tom Tom, un cane-da-calzino o un rabdoman-calzino. Perché mentre lui in corridoio vi guarda implorante con aria smarrita stile “Dove minchia li hai nascosti, accidenti a te” tu, da lontano, già li scorgi sbucare dal cassetto mezzo aperto e glieli indichi col ditino: “Sono là, coglione”. I calzini stavano al loro posto da sempre e come sempre, solo che agli occhi maschili risultano completamente trasparenti.

Uomini, mi rivolgo a Voi con una prece: vi prego, non abbandonate i calzini in fondo al borsone dopo la partita a calcetto, che col tempo, sì, tendono a prendere vita propria; ma di solito non aprono la zip per volare magicamente in lavatrice.

Donne, ora invece conferiamo inter nos:  SE IL MASCHIO NON RIESCE A RINVENIRE UN PAIO DI CALZINI NELL’APPOSITO CASSETTO, COME DIAVOLO CREDE DI RIUSCIRE A SCOVARE IL PUNTO G?

Datevi da fare, su!calze, calzini, sandali

L’uomo e i calzini. Una delle questioni etiche su cui gli studiosi di filosofia morale non sono ancora riusciti a prendere una posizione univoca.
I calzettoni maschili necessiterebbero di essere approfonditi con saggi e trattati scientifici specifici come mai nessun argomento prima nella storia della bibliografia mondiale.

Dunque. Iniziamo dai più piccoli.
Si chiamano fantasmini, e si sa il perché: appena entrati in lavatrice, spariscono in un universo parellelo senza mai più fare ritorno (se non spaiati o bucati).

Il calzino bianco viene invece usato impunemente in due occasioni principali: abbinato minuziosamente all’infradito, che pare di avere per casa un cammello (o un cinghiale, a seconda della stazza); o a letto, con fare seduttivo.
Tempo fa dissi al mio lui: “Caro, non venire a letto coi calzini bianchi, che nunsepovvedè!” ed egli mi rispose sornione che tutti i suoi amici li usano regolarmente. Sì, ma mica al posto del profilattico, cazzo!

E’ diventato, invece, più raro incappare in un uomo con le calze lunghe. Ma non dimentichiamoci che la giarrettiera nacque proprio per sostenere i calzettoni maschili (Carlo Magno e Gabriele D’Annunzio vanno annoverati tra gli indossatori più sfegatati). Oggi le calze lunghe sono, per lo più, riservate ad attività sportive ed è, ormai, frequente ritrovarsi in palestra a tentare di abbordare un uomo con i leggins.

Ma, in tutto ciò, l’unica domanda che si pone l’universo maschile riguardo ai calzini è: “Dove-cazzo-li-ha-riposti-quella-stronza, che-nel-cassetto-non-li-trovo-mai?”

Sì, perché se volete fare un regalo gradito al maschio, (donne, prendete appunti) piuttosto che una Ferrari testarossa o un mese di accesso gratuito ai bordelli di Amsterdam, vi conviene optare per un Calzin-detector, un Calzin-Tom Tom, un cane-da-calzino o un rabdoman-calzino.
Perché mentre lui in corridoio vi guarda implorante con aria smarrita stile “Dove minchia li hai nascosti, accidenti a te” tu, da lontano, già li scorgi sbucare dal cassetto mezzo aperto e glieli indichi col ditino: “Sono là, coglione”. I calzini stavano al loro posto da sempre e come sempre, solo che agli occhi maschili risultano completamente trasparenti.

Uomini, mi rivolgo a Voi con una prece: non abbandonate i calzini in fondo al borsone dopo la partita a calcetto, perché è vero che col tempo tendono a prendere vita propria, ma di solito non aprono la zip per volare magicamente in lavatrice.

Donne, ora invece conferiamo inter nos:  SE IL MASCHIO NON RIESCE A RINVENIRE UN PAIO DI CALZINI NELL’APPOSITO CASSETTO, COME DIAVOLO CREDE DI RIUSCIRE A SCOVARE IL PUNTO G?

Datevi da fare, su!