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Vita da spiaggia: usi, costumi e pelazzi al vento

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Estate. Ci tormenta la prova costume ma non è mica finita qua.

Supponendo di averla superata, come ce la caviamo per calcare la passerella… Ehm, la spiaggia con disinvoltura?

Innanzi tutto dovremmo arrivarci già abbronzate.

Le cose sono due: o si ricorre alle lampade o si prende il primo sole sul terrazzo, chiudendo un occhio sul problema delle zanzare, sull’assenza di ventilazione e sul vicino munito di binocolo.

Ciascuna di noi ha un modello di costume che più si addice alla propria forma. Io quest’anno ho azzardato a comprare uno di quelli con un rombo metallico sull’ombelico, che unisce tramite due fascette i due pezzi del bikini.

Ci ho preso il sole e quando me lo sono tolto sembravo Mazinga Z.

Il problema è che se evitiamo i costumi trasparenti (che si rischia di diventare l’attrazione della spiaggia), quelli brasiliani (che ci vuole dietro un’estetista personale che rinfreschi l’epilazione ogni 2 ore), quelli a vita alta (che per non fare movimenti strani che facciano strizzare le cicce dobbiamo camminare come Robocop), quelli interi (che quando te li togli hai l’abbronzatura di un pinguino) i modelli che rimangono a disposizione sono ben pochi.

Un paio di consigli “da spiaggia” per le signore: 

a) La limetta al mare portatela solo se siete sull’isola di Pianosa e dovete evadere dal carcere (le manicure sotto l’ombrellone non si possono vedere);

b) La pinzetta delle sopracciglia tiratela fuori dalla trousse solo se vi dovete estrarre gli aculei di riccio dal piede (che vedere la gente strapparsi i pelazzi fa venire i conati).

E un paio di dritte apposite per i signori:

1) Il pareo in spiaggia solo se siete dei tigrotti di Mompracem;

2) I casi in cui dovete evitare il costume a slip:
a) Se avete il pisello troppo grosso, che diventiamo strabiche;
b) Se avete il pisello troppo piccolo (che non vi fa una buona pubblicità);
c) Se avete il pisello.

Buon-costume a tutti!