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Elezioni francesi. La vie (en rose) per l’Eliseo

elezioni francesi

macron brigitte

Partiamo da un presupposto: i francesi non sono simpatici. Sarà la rivalità calcistica, coronata dalla testata di Zidane a Materazzi (compensata però dalla traversa di Di Biagio a Francia ’98); sarà per quella “r” moscia che li rende supponenti, per il fatto di parlare esclusivamente in francese stretto quando gli italiani chiedono informazioni; o per non contemplare l’uso del bidet malgrado sia un vocabolo francese. Eppure diciamocelo: ieri sera, quando il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali si era ormai delineato e Chicco Mentana rimuoveva dal braccio la flebo di caffè, ci siamo sentiti solidali con i “cugini” d’Oltralpe. O forse era più una sensazione di rivalsa: la patria della democrazia che si trova a dover scegliere tra il Fronte Nazionale di Marine Le Pen (che ama i vestiti di Desigual, ma in realtà il suo colore preferito è il nero. Eh si perché il suo paparino Jean Marie è un amabile vecchietto che ha l’ abitudine di pronunciare frasi negazioniste sulla Shoah) ed Emmanuel Macron, giovanotto che rappresenta gli interessi dell’alta finanza e dell’establishment, che sembra il clone di Renzi, ma parla meglio l’inglese. Macron non ha brillato per arte oratoria: il discorso post risultato elettorale sembrava quello di Miss Italia che spera nella pace del mondo. In compenso ha incuriosito parecchio la sua vita privata. Già, perché Macron, quarantenne belloccio, a un certo punto ha chiamato sul palco la signora Brigitte « a cui devo tutto» ha detto emozionato. Ed ecco arrivare Brigitte, una piacente signora bionda sulla sessantina. «Che tenero, ha chiamato sul palco la mamma. O forse è la nonna» avranno pensato in molte. Poi, il colpo di scena: arriva il bacio. Sulla bocca, un bacio vero non come quello della nonna.

Ed ecco che il buon Macron, che sembrava un candidato come un altro, diventa improvvisamente un romantico rivoluzionario, innamorato da sempre della sua professoressa che ha sposato e che ringrazia pubblicamente davanti alla nazione.

Ed ecco che in un colpo solo con quel bacio Macron ci dice che l’amore vero esiste, che supera qualunque ostacolo e che è forte come agli inizi ( i due non si mollano un attimo).

Insomma, non sappiamo ancora se sarà il prossimo Presidente, ma Macron la rivoluzione la sta già facendo.

macron brigitte

Partiamo da un presupposto: i francesi non sono simpatici.

Sarà la rivalità calcistica, coronata dalla testata di Zidane a Materazzi (compensata però dalla traversa di Di Biagio a Francia ’98).
Sarà per quella “r” moscia che li rende supponenti.
O per il fatto di parlare esclusivamente in francese stretto quando gli italiani chiedono informazioni.
O per non contemplare l’uso del bidet malgrado sia un vocabolo francese.
 

Eppure diciamocelo: ieri sera, quando il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali si era ormai delineato e Chicco Mentana rimuoveva dal braccio la flebo di caffè, ci siamo sentiti solidali con i “cugini” d’Oltralpe.

O forse era più una sensazione di rivalsa: la patria della democrazia che si trova a dover scegliere tra il Fronte Nazionale di Marine Le Pen (che ama i vestiti di Desigual, ma in realtà il suo colore preferito è il nero. Eh sì, perché il suo paparino Jean Marie è un  amabile vecchietto che ha l’abitudine di pronunciare frasi negazioniste sulla Shoah) ed Emmanuel Macron, giovanotto che rappresenta gli interessi dell’alta finanza e dell’establishment (che sembra il clone di Renzi, ma  parla meglio l’inglese).

Macron non ha brillato per arte oratoria: il discorso post risultato elettorale  sembrava quello di Miss Italia che spera nella pace  del mondo.
In compenso ha incuriosito parecchio la sua vita privata.
Già, perché Macron, quarantenne belloccio, a un certo punto ha chiamato sul palco la signora Brigitte «a cui devo tutto» ha detto emozionato.
Ed ecco arrivare Brigitte, una piacente signora bionda sulla sessantina. «Che tenero, ha chiamato sul palco la mamma. O forse è la nonna» avranno pensato in molte.
Poi, il colpo di scena: arriva il bacio.
  Sulla bocca, un bacio vero non come quello della nonna.

Ed ecco che il buon Macron, che sembrava un candidato come un altro, diventa improvvisamente un romantico rivoluzionario; innamorato da sempre della sua professoressa del Liceo, che ha sposato, e che ringrazia pubblicamente davanti alla Nazione.

E così, con quel bacio,  Macron ci dice che l’amore vero esiste, che supera qualunque ostacolo e che può essere forte come agli inizi (i due non si mollano un attimo).

Insomma, non sappiamo ancora se sarà il prossimo Presidente, ma Macron la rivoluzione la sta già facendo.