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Elisa di Figaombrosa

La cosa più vomitevole e vergognosa dei palinsesti estivi è la messa in onda di quei film a puntate in costume per sole donne.

Trama: il mannaro ricco di turno (brutto come la merda e spesso vecchio, prepotente, goffo a letto, coi baffi unti e gli anelli nobiliari) sta con una soggetta pallida, eterea, melensa, ricciolona, dalla lacrima facile e fintamente romantica che si innamora di botto a prima vista del bellone-poveraccio-disgraziato coi capelli lunghi, il petto villoso e i muscoli di Rambo, orfano, reietto e cencioso, ma col cuore d’oro e il cazzo maestoso, minimo di 20, che a sua volta la ama selvaggiamente (mica come quel cornuto di merda che pensa solo a fare soldi e a tenerla chiusa in casa, pfui) adagiandola sul letto, o insaponandola nella vasca di porcellana (di quelle con le zampe di leone e la rubinetteria d’oro, mica cazzi) o sotto a una zanzariera, fra cuscini rubenti, drappi d’ogni forgia.

Dunque, lo spoiler è generalmente il solito: o il bellone e la ricciolona scappano a cavallo verso lidi lontani e non si sa dove cacchio vadano a rifinire perché sono poveri come la merda (però scopano, quello sì, ma comunque la storia finisce perché l’importante è sapere che lei sarà felice e soddisfatta sessualmente, anche se dovrà mangiarsi le suole dei sandali al barbecue) o lui muore malissimo, trafitto solitamente da una lancia e lei si dispera perché deve tornare a sospirare da sola, oppure trovarsi un nuovo pigiatore capellone di turno, che però fossi in lui mi gratterei in via cautelativa prima di iniziare la storia, ché magari è lei a portare sfiga.

Questi sono i serial televisivi riservati anni donne in estate, dopo anni di lotte volti a dimostrare la nostra intelligenza e l’indipendenza socio-emotiva.

Ma andate a cagare, sfigati!