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Ich bin Greta: 5 cose che so grazie al Friday For Future

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Venerdì è stato un giorno speciale. Come non ricordavo dai tempi della pantera. I più agé magari avranno pensato dai tempi del ’68. 50, 30 anni, magari meno, ma era da tempo che non vedevo tanti ragazzi scendere in piazza e manifestare in occasione di questo Friday For Future con così tanta partecipazione.

Merito di quella piccoletta sembra. Ma non solo.

Dalle immagini della tv ecco quello che ho imparato io grazie al Friday for Future.

1. Il mondo verrà salvato da Pippi Calzelunghe. Ma vedi un po’ se una ragazzina di 16 anni deve dare a tutti i grandi della terra una lezione di ecologia. E non solo. Granitica come gli occhi delle ragazze svedesi sue conterranee,  Greta Thunberg da 9 mesi sciopera “in solitaria” ogni venerdì (da qui la manifestazione del 15 marzo battezzata Friday for Future). Si piazza davanti al parlamento svedese e come una piccola Gandhi impone in modo non violento le sue idee. Che a sentirle sembrano talmente banali tipo “non inquinare”che noi adulti non riusciamo a metterle in pratica. E alla fine milioni di giovani l’hanno seguita lo scorso 15 marzo. Incredibile eh?

2. Gli strani siamo noi (cit.). Tempo fa tentavo di spiegare a mio figlio maggiore che “No caro ragazzo, se quel tuo amico ti è salito sui piedi e ti ha chiesto scusa per averti sporcato le scarpe nuove non ha fatto una cosa involontaria, è proprio stato str…”. Poi però, come dice Greta, ho capito che gli strani siamo noi. Noi, quelli che dobbiamo spiegare a un ragazzo senza malizia a non credere ai suoi amici. Gli strani siamo noi che di fronte a una ragazzina asperger che smuove le coscienze e riesce a far organizzare una manifestazione come il Friday for Future, la prima cosa a cui pensiamo è a guardarla e a non ascoltarla.

“Non siamo molto bravi a mentire e di norma non desideriamo partecipare a quelle trame sociali a cui il resto di voi sembra appassionarsi tanto… Sotto molti profili trovo siamo noi autistici quelli normali e che il resto del mondo sia piuttosto bizzarro, soprattutto quando si tratta della crisi di sostenibilità, con tutti che parlano del cambio climatico come di una minaccia esistenziale e malgrado ciò vanno avanti come se niente fosse” ha detto in un’intervista. Mi pare non ci sia altro da aggiungere.

3. I giovani sono bellissimi. E non perché non hanno rughe, hanno i capelli lucidi e sani, e tutta la vita davanti. Sono bellissimi perché, anche quando non crediamo in loro sono capaci di stupirci. Non solo playstation e Hikikomori. Non solo ignoranza e menefreghismo. Vederli sfilare per il Friday for Future sotto casa mi ha fatto pensare che forse il mondo è ancora un bel posto.

4. Rita Pavone mi sta sulle b@lle. Mi aveva fatto un po’ lo stesso effetto quando aveva litigato con Eddie Vedder dei Pearl Jam questa estate. Non ricordate? Quella volta che i Pearl Jam in concerto a Roma sostennero la campagna #apriteiporti e dissero “Rita Pavone chi?” quando la nostra Gianburrasca twittò parole sconclusionate contro di loro.

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Ecco, adesso ci ha riprovato con Greta. Consiglio al responsabile della comunicazione di Rita di insegnarle a usare i social. Ma anche chiuderle i profili non sarebbe male.

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5. Lorella Cuccarini che mette un like al twit di Rita Pavone che mi sta sulle balle, mi sta anch’essa sulle balle.

E mentre ancora passano i titoli di coda dei tg che hanno mandato in onda tutta la giornata di venerdì servizi sul Friday For Future, rientra mio figlio. Era stato al corteo. E questo è un buon inizio.