italy

Ho incontrato Trump a Mare

sebastian

Non sono mai stata una di quelle persone che se ha caldo si lamenta e se ha freddo pure. Avevo caldo e sono andata al mare, risolto.

 

Alle 8 del mattino chi vuoi che ci sia, se non l’ombrellone impalato il giorno prima dal “genio” di turno per prenotarsi il posto o qualche signora che ha portato i nipotini al primo e più fioco sole del mattino? TRUMP!
No, non è un’onomatopea, tanto meno il mio dottore che suona la tromba contento per onorare la mia decisione nel mettermi una crema solare decente. È proprio lui: Trump.
Indecisa se avvicinarmi o meno, è lì in piedi sul bagnasciuga con le mani in vita a scrutare l’orizzonte, che faccio?
Dettata dalla mia curiosità e dalla mia miopia cerco di avvicinarmi improvvisando una raccolta di conchiglie sparse in sua direzione, senza rendermi conto di eccedere in una camminata da Dottor Zoidberg.

Mi nota, sorride lui, tiratissimo.
Oddio! Tolgo la modalità Sebastian e torno umana.
“Salve signor Trump! Come va? Cioè, come mai qui in Puglia, se posso chiederle?” Incredula.

“Penso, oltre oceano, oltre l’America” risponde convinto con quel sorrisone sornione.
“Eh, ma dall’altra parte di questo mare non c’è Kim Jong-un! per fortuna” sospiro
“Come?!”.
“No, dico…se volge lo sguardo da quella parte, è più sicuro che scorga gli Emirati Arabi!”
“Re Salman?!” esclama sorpreso.
“Mh, sì, quello lì, quello della vendita armi, sì”.
“Sì ma noi ce le abbiamo più grandi, miss”
commenta con un occhiolino appena accennato.
“Dite tutti così, Trump, ma non c’è bisogno di dimostrarlo per forza, sai? Cioè, potete evitare! Tranquilli proprio”.
Mi guarda taciturno e si siede accigliato direttamente sulla sabbia. A me non va, scalcio piano l’acqua facendo due passi, aspettando una risposta che non arriva mai.
Mi ricordo improvvisamente della crema solare e corro a prenderla, belli ma non ustionati. Bah…ogni tanto mi vengono in mente sti slogan pubblicitari random.
“Scusi ma anche lei mette la protezione solare? Suvvia, lo ammetta, intorno agli occhi!” insinuo come mi fossi tolta la sabbia dalla scarpa, ops! Un sassolino dalla scarpa.

“Crema solare agli occhi?” risponde con molta nonchalance.
“Sì sì, insomma, quegli aloni chiari a mo di panda intorno agli occhi sulla sua pelle dorata, l’ho sempre notato sa?! Se non è crema solare, allora posso dedurre che: o si fa le lampade o va a sciare” la butto lì, ormai in preda alla mia impertinente curiosità.

“Ahahah! c’mon! Il sole fa bene, l’energia del sole fa bene” ride di gusto, sistemandosi il biondo/rame/scozzese fluo/dorato/nevicato ciuffo. Non risponde.

“L’energia del sole, eh signor Trump? Energia rinnovabile, pulita…” osservo con enfasi.
“Dove crede di voler parare, signorina?”
“Beh, il suo ritiro dagli accordi di impegno sulla moderazione delle emissioni come ben sa…”
Mi stoppa con una mano svolazzante annuendo e continuando a guardare verso il mare.

Ad un tratto vedo Trump sobbalzare su una ciambella gonfiabile che cerca di remare verso l’alto mare con le mani, a tutto gas.

“Signor Trump! Ma che cavolo fa?!” con tanto di guardie del corpo che lo incitano dal bagnasciuga manco fossero allo stadio

“Vado a portare il mio saluto e a congratularmi con il personale delle piattaforme di estrazioni petrolifere dei vostri mari! Bye!” strepita col ciuffo al vento, salutandomi divertito.

Gesù mio! E chi lo ferma a questo?!

Stupita mi siedo a terra sulla sabbia ed inizio a scavare sotto al bagnasciuga dove qualche ora prima, appena arrivata in spiaggia, avevo messo al fresco un piccolo melone retato.

“Ma che cosa sta facendo, signorina?!” esclama Trump, tanto lontano che ormai pare una boa lontana dondolante sul mare con uno scoiattolo biondo sopra.

“Nulla di che, signor Trump, estraggo un po’ di frutta fresca”.

N.b: il testo è di pura fantasia

 

sebastian

Non sono mai stata una di quelle persone che se ha caldo si lamenta e se ha freddo pure. Avevo caldo e sono andata al mare, risolto.

 

Alle 8 del mattino chi vuoi che ci sia, se non l’ombrellone impalato il giorno prima dal “genio” di turno per prenotarsi il posto o qualche signora che ha portato i nipotini al primo e più fioco sole del mattino? TRUMP!

No, non è un’onomatopea, tanto meno il mio dottore che suona la tromba contento per onorare la mia decisione nel mettermi una crema solare decente. È proprio lui: Trump.
Indecisa se avvicinarmi o meno, è lì in piedi sul bagnasciuga con le mani in vita a scrutare l’orizzonte, che faccio?

Dettata dalla mia curiosità e dalla mia miopia cerco di avvicinarmi improvvisando una raccolta di conchiglie sparse in sua direzione, senza rendermi conto di eccedere in una camminata da  Dottor Zoidberg.

Mi nota, sorride lui, tiratissimo.
Oddio!  Tolgo la modalità Sebastian e torno umana.
“Salve signor Trump! Come va? Cioè, come mai qui in Puglia, se posso chiederle?” Incredula.

Penso, oltre oceano, oltre l’America” risponde convinto con quel sorrisone sornione.
“Eh, ma dall’altra parte di questo  mare non c’è Kim Jong-un! per fortuna” sospiro
“Come?!”.
“No, dico…se volge lo  sguardo da quella parte, è più sicuro che scorga gli Emirati Arabi!”
“Re Salman?!” esclama sorpreso.
“Mh, sì, quello lì, quello della vendita armi, sì”.
“Sì ma noi ce le abbiamo più grandi, miss”
commenta con un occhiolino appena accennato.
“Dite tutti così, Trump, ma non c’è bisogno di dimostrarlo per forza, sai? Cioè, potete evitare! Tranquilli proprio”.

Mi guarda taciturno e si siede accigliato direttamente sulla sabbia. A me non va, scalcio piano l’acqua facendo due passi, aspettando una risposta che non arriva mai.

Mi ricordo improvvisamente della crema solare e corro a prenderla, belli ma non ustionati. Bah…ogni tanto mi vengono in mente sti slogan pubblicitari random.
“Scusi ma anche lei mette la protezione solare? Suvvia, lo ammetta, intorno agli occhi!” insinuo come mi fossi tolta la sabbia dalla scarpa, ops! Un sassolino dalla scarpa.

“Crema solare agli occhi?” risponde con molta nonchalance.
“Sì sì, insomma, quegli aloni chiari a mo di panda intorno agli occhi sulla sua pelle dorata, l’ho sempre notato sa?! Se non è crema solare, allora posso dedurre che: o si fa le lampade o va a sciare” la butto lì, ormai in preda alla mia impertinente curiosità.

“Ahahah! c’mon! Il sole fa bene, l’energia del sole fa bene” ride di gusto, sistemandosi il biondo/rame/scozzese fluo/dorato/nevicato ciuffo. Non risponde.

“L’energia del sole, eh signor Trump? Energia rinnovabile, pulita…” osservo con enfasi.
“Dove crede di voler parare, signorina?”
“Beh, il suo ritiro dagli accordi di impegno sulla moderazione delle emissioni come ben sa…”
Mi stoppa con una mano svolazzante annuendo  e continuando a guardare verso il mare.

Ad un tratto vedo Trump sobbalzare su una ciambella gonfiabile che cerca di remare verso l’alto mare con le mani, a tutto gas.

“Signor Trump! Ma che cavolo fa?!”  con tanto di  guardie del corpo che  lo incitano dal bagnasciuga manco fossero allo stadio.

“Vado a  portare il mio saluto e a congratularmi  con il personale delle piattaforme di estrazioni petrolifere dei vostri mari! Bye!”  strepita col ciuffo al vento, salutandomi divertito.

Gesù mio! E chi lo ferma a questo?!

Stupita mi siedo a terra sulla sabbia ed inizio a scavare sotto al bagnasciuga dove qualche ora prima, appena arrivata in spiaggia, avevo messo al fresco un piccolo melone retato.

“Ma che cosa sta facendo, signorina?!” esclama Trump, tanto lontano che ormai pare una boa lontana dondolante sul mare con uno scoiattolo biondo sopra.

“Nulla di che, signor Trump, estraggo un po’ di frutta fresca”.

N.b: il testo è di pura fantasia