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La brioche vuota piaga dell’umanità

brioche vuote

Oggi a Torino 25 gradi, 3 sul campo.

Una di quelle giornate in cui vorresti star chiusa in casa sul divano, pizza, gelato, serie tv, fidanzato e condizionatore da 800 euro. AHAHHAHAHAHAH dai raga scherzo, chi cazzo può permetterselo un fidanzato?

E comunque no. Non è questo il giorno.

Sei troppo impegnata ad aspettare il bus litigando con il tuo giubbino di pelle che non hai ancora capito in quale stagione dell’anno andrebbe indossato.

Odio aspettare al caldo. E odio i bus di Torino. Immaginate quanto io possa odiare aspettare al caldo il bus di Torino. Ma ancora di più odio dover aspettare il mio fidanzato immaginario che arriva sempre in ritardo. Faremo i conti a casa. Quella immaginaria.

Intravedo la salvezza in un bar, così mi ci avvicino velocemente. Decido che merito cappuccino e brioche. Si, alle 18,30. Si. Qualche problema? Secondo recenti studi (fatti da me medesima), senza il minimo fondamento scientifico ed approvati dalla comunità di massimi esperti di caffè, che vede me come presidente e unico membro in quanto laureata alla facoltà della dipendenza da caffeina, si è scoperto che la razza umana può vivere di soli cappuccini e brioche. SI PUO’ FARE!

Comunque.

La sconvolgente scoperta che mi aspetta, il tragico epilogo di questa piccola Khaleesi nel deserto alle prese con il caldo, non è nulla in confronto a ciò che il barista ha in serbo per me. Spero voi siate seduti.

Entro. Saluto. Garbatamente. Chiedo cappuccino e brioche. Mi fa il cappuccino. Mi indica le brioches.

Vuote.

Vuote.

Vuote.

Capite? Vuote.

Cioè non farcite.

Cioè non ripiene.

Cioè con nulla dentro. Cioè solo l’impasto. Mi spiego? Credo di essere svenuta. Ma è legale venderle cosi?

Un giorno riuscirete a convincermi che c’è qualcuno che la prende così perché la trova buona PER DAVVERO e non perché è rimasta solo quella! (E prega il barista di riempirgliela con nutella, marmellosa, soppressata, calcestruzzo o cioccorane.)

MA NON E’ QUESTO IL GIORNO!

Quell’insulsa cosa triste e asciutta puoi tenertela, caro il mio pseudo barista! Con che coraggio la chiami brioche davanti a me?! A me!!

Come osi?

Lei non sa chi sono io!

Mio padre lo verrà a sapere!

Smithers, libera i cani!

(e via dicendo)

 

“Salve, vorrei una brioche, queste con cosa sono farcite?”

“Sono vuote, signorina” (sorride)

“…” (tic alla Sheldon Cooper)

“ Ah, però sono calde, appena sfornate eh!” (sorride, insistente)

“…” (CRUCIO!)

 

Ti mando i Mangiamorte, ti mando!

Manco Azkaban ti meriti!

brioche vuote

brioche vuote

Oggi a Torino 25 gradi, 3 sul campo.

Una di quelle giornate in cui vorresti star chiusa in casa sul divano, pizza, gelato, serie tv, fidanzato e condizionatore da 800 euro. AHAHHAHAHAHAH dai raga scherzo, chi cazzo può permetterselo un fidanzato?

E comunque no. Non è questo il giorno.

Sei troppo impegnata ad aspettare il bus litigando con il tuo giubbino di pelle che non hai ancora capito in quale stagione dell’anno andrebbe indossato.

Odio aspettare al caldo. E odio i bus di Torino. Immaginate quanto io possa odiare aspettare al caldo il bus di Torino. Ma ancora di più odio dover aspettare il mio fidanzato immaginario che arriva sempre in ritardo. Faremo i conti a casa. Quella immaginaria.

Intravedo la salvezza in un bar, così mi ci avvicino velocemente. Decido che merito cappuccino e brioche. Si, alle 18,30. Si. Qualche problema? Secondo recenti studi (fatti da me medesima), senza il minimo fondamento scientifico ed approvati dalla comunità di massimi esperti di caffè, che vede me come presidente e unico membro in quanto laureata alla facoltà della dipendenza da caffeina, si è scoperto che la razza umana può vivere di soli cappuccini e brioche. SI PUO’ FARE!

Comunque.

La sconvolgente scoperta che mi aspetta, il tragico epilogo di questa piccola Khaleesi nel deserto alle prese con il caldo, non è nulla in confronto a ciò che il barista ha in serbo per me. Spero voi siate seduti.

Entro. Saluto. Garbatamente. Chiedo cappuccino e brioche. Mi fa il cappuccino. Mi indica le brioches.

Vuote.

Vuote.

Vuote.

Capite? Vuote.

Cioè non farcite.

Cioè non ripiene.

Cioè con nulla dentro. Cioè solo l’impasto. Mi spiego? Credo di essere svenuta. Ma è legale venderle cosi?

Un giorno riuscirete a convincermi che c’è qualcuno che la prende così perché la trova buona PER DAVVERO e non perché è rimasta solo quella! (E prega il barista di riempirgliela con nutella, marmellosa, soppressata, calcestruzzo o cioccorane.)

MA NON E’ QUESTO IL GIORNO!

Quell’insulsa cosa triste e asciutta puoi tenertela, caro il mio pseudo barista! Con che coraggio la chiami brioche davanti a me?! A me!!

Come osi?

Lei non sa chi sono io!

Mio padre lo verrà a sapere!

Smithers, libera i cani!

(e via dicendo)

 

“Salve, vorrei una brioche, queste con cosa sono farcite?”

“Sono vuote, signorina” (sorride)

“…” (tic alla Sheldon Cooper)

“ Ah, però sono calde, appena sfornate eh!” (sorride, insistente)

“…” (CRUCIO!)

 

Ti mando i Mangiamorte, ti mando!

Manco Azkaban ti meriti!