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Maledetto ormone, quando ci sei e quando te ne vai

maledetto ormone

Due parole sulla decadenza fisica che determina un rilassamento cutaneo, un crollo delle strutture portanti, ma anche importanti, quali tette e culo (venga perdonato il turpiloquio) e un deterioramento delle facoltà mentali.

Quale è la causa scatenante di tutto ciò?

L’ormone, ovvero la sua scomparsa, che tutto crea e poi tutto distrugge.

Quale errore dargli in gioventù la colpa di tutti i patemi (sarò incinta?), delle tempeste di difficile contenimento, delle spinte biologiche verso l’altro sesso, di nascite volute o no, insomma della parte vitale dell’esistenza! Ora non si muove né lui né il suo vicino, tutto tace, tanto lui il suo dovere l’ha già fatto anni e anni fa. E fin qui nulla da eccepire; ma perché accanirsi su quel poco che rimane di vanità femminile?

Perché non fingere di essersi scordato della tua età?

“E’ ora di intervenire “, non vorrai mica che questa vegliarda che continua a credere di avere quarant’anni si guardi allo specchio sperando di aver scampato anche questa notte l’intervento rilassante degli anni! Questo è un elogio alla potenza dell’ormone, latitante e pur presente sotto mentite spoglie, che solo un abile chirurgo plastico può contrastare; con esiti non sempre encomiabili.

All’ormone non si sfugge, lui è democratico: colpisce sempre, inesorabile, anche quando non c’è più, a cambiare è unicamente il momento dell’attacco.

Ecco perché al mattino ti scruti il viso alla ricerca del suo passaggio; a un certo punto sono macchie scure, capillari dilatati, solchi (“sono rughe d’espressione” menti tu e fingono di crederci le amiche) in cui potresti seminare cereali e leguminose! Tralascio i repentini rossori a vampa che tanto imbarazzo creano nella cinquantenne!

E così si prova tutto, giù di soya, intrugli millantati, per lo più inefficaci; al massimo dilatano leggermente l’intervallo fra le “caldane”. Ricordo che in classe fingevo che l’aula fosse surriscaldata e che una finestra spalancata sarebbe andata a pennello a ridurre la temperatura; qualche decina di minuti dopo il più temerario azzardava un ” possiamo chiudere ora pro ( short for professoressa)?” Ancor oggi di tanto in tanto mi vanno a fuoco le orecchie, estendendosi poi il violaceo a tutto il volto…

Infine la secchezza. La ginecologa ti consiglia il prodotto mirabolante, se non fosse che la casa farmaceutica non ha la decenza di camuffare o per lo meno far passare inosservata la finalità del prodotto. Perché far sapere a tutti i frequentatori del tuo bagno che anche tu hai le carni trofiche? Nonostante la “pancetta” sei affetta dalla secchezza tipica dell’età (ossimoro quanto mai sgradevole per entrambe le componenti); sospetti che qualche occhio indiscreto possa posarsi sull’etichetta arancione del tubo posato sul bidet e allora se ti ricordi lo nascondi o per lo meno lo volti verso il muro.

E gli occhi prudono, le fauci allappano,la pelle sembra una cartapecora, quale triste destino per un morso alla mela nell’Eden!